TIM BRUNO.
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OSSIDEA 3. IL REGNO DI KAHOS.
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2014. Editrice Salani, MILANO.
ISBN 978-88-6715-772-3.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Sono trascorsi alcuni anni da quando David Dream  tornato nel regno degli uomini e il giovane, naturalmente,  cresciuto. I ricordi del suo viaggio fantastico nella Terra di Arcon lo hanno accompagnato per tutto questo tempo, rendendolo ancor pi diverso. Un giorno, mentre torna a casa da scuola, incontra una figura misteriosa. Il ragazzo la segue tra la gente finch scorge un particolare anatomico che lo fa sussultare: quella creatura non  umana. Inizia cos la seconda avventura del giovane hbrom nella Terra di Arcon. Egli varcher di nuovo il confine tra i due mondi e scoprir che lincubo peggiore  diventato realt e che il regno di Ossidea  precipitato nel buio e nel terrore. Il principe degli uomini dovr tener fede alla promessa fatta a un amico e ritrovare la via della luce e della speranza.


L'AUTORE.
Tim Bruno  oggi uno degli autori di libri per ragazzi fra i pi amati e affermati. Biologo, nei suoi libri convivono loriginale passione del bambino per la natura e il rigore dello scienziato; i suoi
mondi fantastici emergono dalle pagine vividi e veri. Cos  nata la Terra di Arcon, regno di elfi e gurbl, di kahuri e gobli; un universo di magia e avventura che ha conquistato critica e pubblico.


OSSIDEA 3. IL REGNO DI KAHOS.

Ai miei amici
Perdonami grande roccia, se non fosse stato per te
non ce lavrei mai fatta. Mille volte ti devo la vita.
Non esistono debiti tra gli amici.
Solo promesse, lo so; e io ti prometto che se un giorno
avrai bisogno di me torner per aiutarti.
- Ossidea, La guerra dei giganti -

PROLOGO
La lampada illuminava le pagine del libro, lasciando al buio il resto della stanza. Ora dopo ora i
rumori della casa si erano fatti sempre pi lievi, finch il silenzio aveva imprigionato ogni cosa.
Ma il ragazzo non riusciva a smettere di leggere; pagina dopo pagina inseguiva le parole,
facendo correre gli occhi arrossati sulla carta ingiallita.
Accompagn le ultime righe con le labbra, sussurrandole; infine afferr il foglio e lo gir.

Il Regno di Kahs
Cos era scritto.
In quellistante lo sent; non era un rumore, ma una presenza oscura, che vibrava attraverso il
buio facendo tremare ogni particella del suo essere, cos come la calamita agita la limatura di ferro.
David alz la testa e guard dietro di s con gli occhi dellanima; il Signore Oscuro era in piedi
alle sue spalle, cos vicino che avrebbe potuto toccarlo.
Tent di gridare per chiamare aiuto, ma la voce era impedita e solo qualche debole suono usciva
dalla sua bocca, troppo debole perch qualcuno lo potesse sentire.
Kahs apr il mantello di stracci, mostrando larmatura dargento, e con un gesto rapido lo
avvolse. David si sent precipitare nel buio pi profondo e grid per lorrore.
Il vecchio Petardo, che si era assopito con le zampe piegate sotto il ventre, drizz le orecchie e
apr gli occhi. Il ragazzo salt sulla sedia, boccheggiando per la paura, mentre leco del suo urlo si
perdeva nel silenzio della notte. Si era addormentato con il capo sulle pagine e il Signore Oscuro era
riuscito a sfiorarlo attraverso la porta del sogno.
Con un gesto brusco e improvviso il giovane chiuse il libro incompiuto. Petardo salt gi,
sollevando una piccola nuvola di polvere che vortic nel fascio della lampada a molla.
Erano trascorsi due anni da quando David Dream era tornato nella terra degli uomini; da allora
ogni sera aveva riletto le ultime righe del libro di suo padre, sperando finalmente di veder scomparire
quelle quattro parole.
Fiss per un istante ancora limmagine del corno sulla copertina, poi si alz, ripose il libro,
spense la luce e si coric sul letto, lo sguardo al soffitto. Le luci della strada filtravano attraverso le
fessure delle persiane e si proiettavano sul muro.
Devo tornare nella Terra di Arcon pens, devo sapere che cosa  successo.

CAPITOLO 1.
IL REGNO DEGLI UOMINI.
Dovresti andare a dormire prima la sera disse la mamma quando lo vide entrare in cucina, la
mattina seguente, arruffato pi del solito e con il volto segnato dalle occhiaie.
David rispose con un breve muggito.
Sarah era gi al suo posto e affondava il cucchiaio nel vasetto della marmellata, gli occhiali sul
naso e i lunghi capelli spettinati. David la osserv per un istante, come al solito incuriosito da quella
creatura cos familiare e aliena allo stesso tempo.
La sorella aveva smesso ormai da qualche mese labito della chesmate e allultimo anno di
college assomigliava gi in tutto e per tutto a una giovane donna; o almeno questa era limpressione
che David aveva di Sarah le rare volte che gli capitava di incontrarla fuori di casa.
Tra le mura domestiche invece era sempre la stessa, soprattutto la mattina, appena sveglia.
Passami il succo, zombie disse lei fissandolo per un istante attraverso le spesse lenti di vetro
che nascondevano gli occhi azzurrissimi.
David allung il braccio e senza smettere di osservarla prese il cartone del succo di frutta e lo
appoggi di fronte alla sorella scorbutica. Sarah lo vers nel bicchiere, bevve veloce, come se
improvvisamente avesse una gran fretta, si alz di scatto e usc.
La madre la ferm quando era gi sulle scale.
Il piatto, signorina disse senza smettere di armeggiare attorno al lavello.
La ragazza si gir e dai primi gradini fiss il fratello, cercando di capire se cerano margini di
trattativa. David rispose con una smorfia, chiudendo locchio sinistro e storcendo la bocca da un lato,
come se fosse stato uno zombie davvero. Sarah ringhi qualcosa di incomprensibile e torn in cucina.
Con un gesto brusco strapp il piatto dalla tavola e lo appoggi sul lavello di fianco alla madre. Poi
sfil di nuovo di fronte al fratello guardandolo dallalto al basso con espressione commiserevole.
***
Ciao, mamma, io vado.
Ciao, tesoro, buona giornata lo salut la signora Dream prima che la porta si chiudesse.
Il ragazzo si affrett e di buon passo raggiunse la casa dei Ludvig. Quando arriv davanti alla
recinzione, si ferm e scrut oltre la rete; Grugno, il meticcio nero che stava di guardia alla villa, era
dallaltra parte del giardino, intento ad annusare il terreno vicino alla siepe.
Il giovane si affrett, ma quando giunse davanti al cancello sgran gli occhi e si blocc:
linferriata era aperta.
In quello stesso istante il cane alz la testa, drizz le orecchie e si mise a correre verso di lui.
Oh, no!
Giunse come una furia, sgattaiol fuori e si gett sul ragazzo. David non fece nemmeno in
tempo a proteggersi il volto che lo aveva gi addosso.
Buono, Grugno! Stai gi! esclam mentre il meticcio gli leccava la faccia.
Basta! Basta!
Il cane gli gir attorno saltando e dimenando la coda come per invitarlo a giocare.
Non posso, devo andare. Torna dentro, da bravo! disse accompagnandolo oltre il cancello.
Non posso stare qui a giocare con te ripet infilando una mano oltre le inferriate e
accarezzandolo sulla testa.
Grugno pieg indietro le orecchie e lo guard con occhi supplichevoli.
Dai, non fare quel muso! Ci vediamo stasera!
Il meticcio abbai il suo disappunto, poi si allontan verso la villa con il naso a terra. David
riprese per la sua strada, allungando il passo.

CAPITOLO 2.
MONDI PARALLELI.

Accidenti, sono in ritardo! pens vedendo il corridoio deserto e le porte delle aule gi chiuse.
Si affrett verso larmadietto, ripose lo zaino, prese i libri per la lezione e...
Sei in ritardo, Dream! O dovrei chiamarti... Sleep?
Oh, no! Non ora! pens il giovane alzando gli occhi.
Mi fa piacere vedere che ti hanno riammesso alla J.R.R., Walton disse David guardando il
compagno in piedi di fronte a lui. Bullock cominciava a sentirsi solo aggiunse il giovane indicando il
guardaspalle di faccia da porcello con il dito. Adesso scusa, ma devo proprio andare.
Il ragazzo cerc di svicolare per raggiungere la classe, ma Walton fece un passo di lato e gli
blocc la strada.
Quanta fretta, Dream!  cos che saluti un vecchio amico dopo tanto tempo?
David guard lorologio alla parete.
Maledizione,  tardissimo!
Di un po chiese Walton con aria di scherno, te ne vai ancora in giro con una chiave appesa
al collo?
Lascia stare, Walton. Devo andare.
Ti trovo cambiato lo incalz il ragazzo piegando la testa da un lato e osservandolo da pochi
centimetri, e non sono sicuro che sia in meglio.
Tu invece sei sempre lo stesso rispose David spazientito, sempre la stessa faccia da
porcello.
Walton arross fino a diventare paonazzo.
Vedremo come sar ridotta la tua di faccia quando avremo finito! ringhi picchiando il pugno
contro la porta dellarmadietto.
Cos questo baccano? La voce sottile di Bowler giunse dal corridoio. Linsegnante era
fermo sulla porta della classe e fissava i tre giovani da sopra le lenti.
David ne approfitt per dribblare i compagni ed entrare in classe; varc la soglia cercando di
diventare invisibile.
Sei in ritardo, Dream disse il professore senza guardarlo.
Piccoli contrattempi cerc di giustificarsi il ragazzo.
Perch capitano sempre a te?
Il giovane rispose chinando il capo.
Vai al tuo posto concluse Bowler chiudendo la porta.
***
Prima che qualcuno ci interrompesse con i suoi schiamazzi riprese il professore in piedi
vicino alla lavagna, stavo per introdurvi a un tema che non dubito sapr affascinarvi, cos come ha
affascinato filosofi e scienziati sin dallantichit; parleremo... disse tracciando due linee con il gesso
di universi paralleli.
David rialz la testa.
Sono felice di essere finalmente riuscito a catturare la tua attenzione, Dream comment
Bowler ironico, guardando lo studente in fondo alla classe; poi riprese.
Domandiamoci:  possibile che due mondi convivano luno di fianco allaltro?  possibile che
le loro storie si srotolino nello spazio-tempo senza mai incrociarsi, proprio come i binari di un treno,
uniti eppure infinitamente divisi?
David si drizz sulla sedia.
S! disse senza nemmeno volerlo.
Il professore lo guard sorpreso tenendo il gesso tra le dita.
Prego?
Si... silenzio, volevo dire.
Bowler lo osserv con sincero stupore; poi scosse leggermente la testa e riprese. Cit studi di
fisica e di metafisica, ipotesi e teorie cos complesse che la maggior parte dei ragazzi si perse lungo la
strada; ma questa volta David non si lasci scappare una sola parola.
Dopo quasi due ore di lezione, linsegnante guard lorologio.
Per concludere disse allora, e rispondere finalmente alla nostra domanda, sembrerebbe
proprio di s: almeno in teoria, la coesistenza di universi paralleli o, come qualcuno preferisce
chiamarlo, di un multiverso,  possibile. Ora, se avete domande...
Si pu definire laldil come un mondo parallelo? chiese Brad Prickle aggiustandosi gli
occhiali sul naso come un piccolo professore.
Ottima domanda, Brad disse Bowler, che nutriva per Brad Prickle una vera predilezione. In
effetti per gli antichi greci e romani, lAde, loltretomba, era un luogo geograficamente contiguo al
mondo dei vivi, per quanto remoto. Non era dunque impossibile giungere nel regno dei morti, proprio
come fece Ulisse. In qualunque caso, no, non credo che si possa definire laldil, comunque lo
vogliamo immaginare, come un mondo parallelo al nostro, ma piuttosto come la manifestazione di
unesperienza successiva a quella quotidiana.
Gli studenti, tutti tranne Prickle, guardarono il professore con lespressione ebete di chi non ha
capito un bel niente. Bowler li guard rassegnato.
La risposta  no; laldil non  un esempio appropriato di mondo parallelo tagli corto.
I ragazzi annuirono soddisfatti.
Altre domande?
David alz la mano.
Prego, Dream, sentiamo.
 possibile... chiese il ragazzo scrutando attorno i compagni che lo fissavano in silenzio
viaggiare da una dimensione allaltra?
Gli alunni ridacchiarono, ma Bowler si fece improvvisamente serio.
Buona domanda disse. Come dovresti sapere bene, la prima e unica caratteristica di due
rette parallele  che non si incontrano mai. Corrono una di fianco allaltra, vicine o lontane, ma mai
giungono a sfiorarsi, e proprio per questo nessuna pu sapere dellesistenza dellaltra.
Il professore si ferm a fissare nel vuoto, appoggiando lindice, sporco di gesso, sopra il labbro.
E tuttavia riprese improvvisamente, con il naso e i baffi imbiancati di polvere, il passaggio di un
elemento qualunque, un oggetto, un suono, anche solo un pensiero, da una dimensione allaltra,  la
sola prova tangibile che i due mondi effettivamente coesistano.
E come si fa a passare da una dimensione allaltra? chiese David vincendo ogni riserbo.
Bowler non rispose. Cammin lentamente fino in fondo alla classe e si ferm a un passo dal
banco del ragazzo.
Questo me lo devi dire tu, David Dream.

CAPITOLO 3.
LIBRI MA...TTI.

David recuper lo zaino, richiuse larmadietto e si avvi verso luscita. Percorse veloce il corridoio e usc nel cortile.
Sei in ritardo.
La ragazza stava appoggiata con la schiena allinferriata, reggendo i libri con entrambe le
braccia.
Ciao, Greta. Mi aspettavi?
Gi rispose lei con un sorriso. Ti va di fare un pezzo di strada assieme? chiese facendo
brillare i suoi occhi pi dolci.
Eh... mi dispiace, ma... non vado verso casa.
Ah, no? esclam lei sorpresa. E dove te ne vai di bello?
Ehm... in un posto.
Uh! Quanto mistero! E posso accompagnarti in questo posto? Oppure si trova in unaltra
dimensione?
No! Voglio dire...  dallaltra parte della citt e... non  proprio il caso che ti disturbi.
La ragazza rest delusa.
Okay, ho capito disse voltando lo sguardo altrove, scusami, allora. Io non sapevo che fossi
gi...
No, non  come pensi.  che... non che io... cio...
Buon pomeriggio, Dream concluse Greta incamminandosi verso la fermata del bus.
David farfugli qualche parola ancora, mentre lei si allontanava con passo deciso.
Uff,  inutile si disse infine, fissando le spalle della ragazza.
***
Nei quartieri orientali la metropolitana usciva dal sottosuolo e correva in superficie. Il giovane
osservava il paesaggio attraverso il finestrino, cercando di orientarsi. Conosceva a malapena quella
parte della citt; cera stato ogni tanto con sua madre, per andare a trovare una vecchia zia che viveva
in un antico palazzo polveroso, e un paio di volte con la scuola per visitare il Museo di Scienze
Naturali. Era stata proprio in una di quelle occasioni che aveva notato quel particolare dentro la vetrina.
Il treno giunse alla stazione di Duckness.
Mi sembra che fosse questa pens avvicinandosi alluscita.
Quando scese sulla banchina sent lodore del mare; il fiordo penetrava in profondit nella costa
e sfiorava i confini orientali della citt.
Gli ci volle un po di tempo per ritrovare la strada che aveva percorso con la scolaresca. Discese
la viuzza delle vecchie botteghe quando il sole era gi tramontato e unaria fredda e umida lambiva le
pareti delle case. Molti negozi avevano gi abbassato la saracinesca e il quartiere andava rapidamente
svuotandosi; tuttavia David aveva la sensazione che qualcuno lo stesse seguendo. Improvvisamente
guard indietro e scorse, nella strada deserta, una figura oscura; intabarrata in un pastrano da brigante,
con il cappuccio calato sul capo, esitava di fronte a una vetrina spenta.
Mentre il ragazzo la osservava, quellombra si gir e lo fiss senza riserbo attraverso il buio che
gli avvolgeva il viso. David sent un brivido correre lungo il corpo.
Arretr di qualche passo, poi discese veloce lungo la via e, appena fu certo di non essere visto,
svolt in una viuzza laterale e si accost alla parete.
Poco dopo sent dei passi leggeri e vide il lembo del mantello sfiorare il selciato; allora si
accucci nellombra e rimase immobile, trattenendo il fiato. La figura sfil lenta di fronte a lui, cos
vicina da sentirne il fruscio, e scomparve nel buio.
David attese che la paura si dileguasse, poi si alz in piedi, guard ancora una volta il fondo del
vicolo e riprese per la sua strada.
***
Eppure ero sicuro che fosse una di queste si disse osservando con attenzione le vetrine delle
botteghe.
Il rumore improvviso di una saracinesca abbassata lo fece sobbalzare. Proveniva da una stradina
laterale, appena illuminata dal vecchio lampione che stava in fondo alla strada. David si addentr cauto,
scrutando nella penombra le pareti scure dei palazzi. Fu allora che riconobbe quella strana insegna,
appena leggibile: Libri ma....tti.
Eccola!  questa!
Le lettere centrali erano cancellate dal tempo e dallaria salmastra; era dunque impossibile
ricostruire il senso originale della scritta, che di certo non era libri matti.
Libri maledetti pens David cercando di ricomporre la frase nella propria mente; oppure...
Avvicin la faccia alla vetrina e spi allinterno della libreria finch vide il bastone appoggiato
dentro il portaombrelli, esattamente l dove lo aveva visto quel giorno con la scuola. Un bastone con
limpugnatura a forma di testa di drago; un dettaglio che non avrebbe mai potuto dimenticare.
***
Quando apr la porta, il suono di un campanellino risuon nel negozio. Una vecchia lampada a
incandescenza diffondeva nella stanza una strana luce crepuscolare. Lodore di legno e di polvere, di
carta invecchiata e colla da rilegatura, avvolgeva gli scaffali scricchiolanti. I libri erano pigiati luno
contro laltro, cos tanti che non un solo spazio era rimasto libero. Ogni cosa in quel luogo dava
limpressione di essere molto vecchia, come se il tempo si fosse fermato oltre la porta con il
campanellino.
C qualcuno? chiese David guardando in alto.
La libreria  chiusa! grid una voce dal soppalco.
Non sono venuto per comprare rispose il ragazzo.
Ragione di pi per andartene! ribad la voce in tono brusco.
Il giovane esit, intimidito.
Non me ne andr fino a quando non avr parlato con voi disse facendosi forza.
In tutta risposta ci fu un lungo silenzio; poi si udirono dei passi zoppi, accompagnati dallo
scricchiolio delle travi di legno. Un uomo di alta statura comparve tra i libri oltre la balaustra; i suoi
occhi azzurrissimi, quasi bianchi, scintillarono sotto le sopracciglia folte.
Nonostante fossero trascorsi pi di due anni, David riconobbe senza alcun dubbio lo strano
postino che alla vigilia del dodicesimo compleanno gli aveva consegnato la lettera di suo padre.
Ti ho detto che la libreria  chiusa! Vattene! disse luomo con un gesto rapido della mano.
Poi torn al suo lavoro, quale che fosse. Deluso, il ragazzo si avvi verso luscita; apr la porta e stava
per andarsene davvero quando un pensiero gli venne alla mente.
Che cosa cera scritto? domand.
Di che parli? chiese la voce dal soppalco.
Sullinsegna, che cosa cera scritto?
Secondo te?
Uhm... Libri mai letti.
Trascorsero pochi istanti, finch i passi zoppi del libraio tornarono a far scricchiolare le travi di
legno.
Si pu sapere che diavolo vuoi?
David riaccost la porta.
Voi conoscevate mio padre.
Il vecchio esit, sorpreso.
Come ti chiami?
David Dream.
Luomo mut espressione; si avvicin alle scale e lentamente prese a scendere, reggendosi al
corrimano. Giunto al pian terreno recuper il bastone e si avvicin al ragazzo zoppicando.
Vieni disse indicando un piccolo spazio nel retro, mettiamoci qui.
Si misero a sedere uno di fronte allaltro su due piccole poltroncine con il sedile sdrucito.
Che cosa vuoi sapere? chiese il vecchio reggendosi al bastone con entrambe le mani.
Tutto.
Uhm... Il libraio esit, poi tir un lungo respiro.
E va bene ammise infine. Ho conosciuto tuo padre che non era pi grande di te. Ero ancora
giovane a quel tempo e anche questo posto lo era disse luomo indicando attorno con la mano. I
ragazzi amavano i libri allora; non cerano videogiochi e altre diavolerie a distrarli. Ogni storia
bisognava conquistarsela, pagina dopo pagina. Tuo padre era uno di quelli che veniva pi spesso. Gli
piacevano i libri di avventura. Appena ne aveva uno tra le mani si sedeva proprio l, dove ora sei seduto
tu, e continuava a leggere finch non lo cacciavo fuori.
David ascoltava attento.
Poi per molti anni non lo vidi pi. Mi dissero che era partito, anche se nessuno sapeva dirmi
dove fosse andato.
Il vecchio si gratt la barba pensoso.
Torn che era gi un uomo. Venne alla libreria una sera dinverno; sembrava stanco e confuso.
Mi disse che stava scrivendo un libro, un libro che avrebbe voluto lasciare a suo figlio. Bene  dissi io,
ma lui subito minterruppe e aggiunse che quel libro era... diverso. Poi mi mise tra le mani la lettera,
pregandomi di consegnarla il 9 maggio 2012, alla vigilia del tuo dodicesimo compleanno. Mentre
mettevo la busta in quel cassetto, sentii la porta del negozio richiudersi. Da allora non ho pi avuto
notizie di lui.
David ascolt il racconto del libraio finch una lacrima gli sfugg dalle palpebre.
Ho conservato la lettera l dentro per dodici anni aggiunse luomo indicando il tiretto della
scrivania.
Perch a voi?
Il vecchio lo guard con aria interrogativa.
Perch mio padre decise di dare la lettera proprio a voi? ripet David.
Uhm... Non ne ho idea rispose luomo dopo un attimo di esitazione.
Ma io forse s disse il ragazzo cercando di scrutare la verit nei suoi occhi. Chiunque altro lo
avrebbe preso per pazzo, non  vero?
Luomo rest impassibile.
Cosaltro vi disse? Ditemelo, vi prego.
Il libraio socchiuse le palpebre, come se fosse stato colto da un dolore improvviso; poi si
aggrapp al bastone e si alz in piedi.
Sei un ragazzo sveglio, devo ammetterlo. Vieni con me.
Il vecchio si accost alle scale e con il suo passo zoppo risal faticosamente i gradini fino al
soppalco; David lo segu cauto.
Tuo padre mi parl di un libro che si ribellava al suo autore spieg luomo arrancando
attraverso un labirinto di scaffali un libro che viveva di vita propria.
Il giovane lo segu attraverso quel dedalo buio.
Le parole scritte di giorno scomparivano durante la notte e altre le sostituivano.
Do... dove stiamo andando?
Il libraio ignor la sua domanda e prosegu fino a una porticina di ferro, appena accessibile
attraverso le scansie impolverate. Tir fuori dalla tasca una grossa chiave che teneva assicurata alla
cintola con una catenella di ferro. La infil nella serratura e gir il chiavistello con decisione. Poi si
volt verso il giovane con sguardo da folle.
Libri mai letti disse infine spalancando la porta.
***
Erano ovunque: stipati negli scaffali, impilati lungo le pareti e sui tavoli, dentro e sopra gli
armadi.
Sono migliaia? disse il giovane avventurandosi in quella stanza segreta con il fiato sospeso.
Perch li tenete qui?
Perch sono libri molto speciali rispose luomo chiudendo la porta alle loro spalle.
Il ragazzo allung un braccio e sfior quello pi vicino; improvvisamente un lamento
malinconico e terribile percorse la stanza come un refolo gelido, mentre la copertina vibrava sotto i
suoi occhi attoniti.
Fermo, non toccarli! disse il vecchio appoggiando con forza la punta del bastone sul libro; il
tremore cess.
Ma cosa...?
Te lho detto, questi libri non sono come gli altri!Sono come tante porte; alcune conducono a
mondi meravigliosi, di assoluta bellezza, altre... luomo esit: altre a regni di orrore e disperazione
senza fine.
Il giovane sgran gli occhi.
E quali...?
Oh, c solo un modo per saperlo...
Il giovane lo guard senza capire.
Leggerli, naturalmente aggiunse il libraio in tono severo. Ma una volta aperta la porta
nessuno pu pi richiuderla.
David fece correre lo sguardo sugli scaffali finch i suoi occhi si posarono sopra un libro che
sporgeva appena dalla fila ordinata. Prov allora il desiderio irrefrenabile di prenderlo e aprirlo, di
scoprire il mondo che si nascondeva l dentro. La curiosit lo stava gi divorando.
Da dove vengono?
Da ogni luogo e da ogni tempo.
E nemmeno voi li avete mai letti?
Certo che no!
Ma come avete potuto resistere?
Oh, non  stato difficile per me.
Il ragazzo si volt e fiss il vecchio negli occhi, quegli occhi cos azzurri da sembrare bianchi.
Voi... voi siete cieco!
Il libraio annu.
Il desiderio vincerebbe qualunque mente, alla fine.
Incredibile mormor David guardandosi attorno, e improvvisamente gli sembr che quella
stanza fosse immensamente grande, pi di qualunque cattedrale, che i suoi recessi si estendessero come
un labirinto infinito in ogni direzione.
E nessuno ha mai potuto...?
Quasi nessuno precis il vecchio.
Quasi?
David lo fiss di nuovo finch la risposta gli venne alla mente chiara e semplice come una
folgorazione.
Mio padre!
Il vecchio annu.
Credevo che i ragazzi fossero usciti tutti, quella sera; cos chiusi la libreria e salii al piano di
sopra. Ma quella peste di tuo padre si era nascosto tra gli scaffali e mi segu di nascosto nella stanza
segreta.
Allora non  vero che part?
Oh, s che  vero! Intraprese il viaggio pi incredibile che si possa immaginare...
E quale di questi...?
Luomo non rispose.
David corse con gli occhi da una mensola allaltra, finch i suoi occhi si fermarono sullantico
orologio a muro: erano da poco passate le sette.
Accidenti,  tardissimo! Devo andare.
Fece per uscire dalla stanza, ma il vecchio si par di fronte alla porta.
Devo tornare a casa disse il ragazzo sorpreso.
Dammelo, David!
Come?
Il libro...
Il giovane sgran gli occhi.
Qua... quale libro?
Il libro di tuo padre. Lascialo a me.
Non... non ce lho.
Sei un pessimo bugiardo. Pensa cosa succederebbe se cadesse nelle mani sbagliate!
Ma...
Sar al sicuro, qui. Fidati di me!
Il giovane esit; lentamente si sfil lo zaino, lo appoggi a terra, apr la cerniera e tir fuori il
libro incompiuto.
Potr leggerlo ancora? chiese con un filo di voce.
Il guardiano scosse la testa in silenzio e David sent il cuore farsi piccolo piccolo.
In quellistante si ud squillare il campanellino che stava fissato alla porta dingresso.
 entrato qualcuno disse il vecchio, mi sono dimenticato di chiudere.
Luomo si affacci dalla porticina della stanza segreta.
La libreria  chiusa! grid in tono brusco.
Poi si volt di nuovo verso il ragazzo.
Non muoverti di qua, David Dream; torno subito.
Usc dalla stanza e con il suo passo zoppo percorse il labirinto che conduceva alle scale.
Il giovane si guard attorno; lidea di abbandonare il libro di suo padre in quella massa
indistinta di volumi lo avviliva in modo insopportabile.
Come posso lasciarlo qui...? mormor stringendolo al petto. Si mise in ginocchio, lo
appoggi sul pavimento e proprio come aveva fatto il giorno in cui lo aveva trovato dentro la vecchia
pendola in soffitta, lo apr, desideroso di ritrovare per lultima volta la Terra di Arcon.
Nella luce tenue della lampada a muro, scorse le pagine, leggendo qua e l frammenti delle sue
avventure, personaggi amati e temuti: Grulfus, Macroc, Ohedn, Ossidea... laquila doro.
Infine prese lultimo foglio e lo gir delicatamente.
Sei pronto, David?
S... credo di s pens il ragazzo mentre una lacrima cadeva sulla carta ingiallita. Quando alz
la testa, vide una figura scura sulla porta, intabarrata in un pastrano da brigante e con un cappuccio
calato sul viso.
Il giovane sent il cuore liquefarsi e salt indietro per la paura.
Chi... chi sei? Dov il libraio?
Sei pronto, David Dream? ripet la voce senza volto, e il ragazzo fu certo di vedere luccicare
una spada sotto il mantello.
Chi sei?
Il regno di Kahs...  cominciato.
La figura avanz silenziosa, come se scivolasse sul terreno senza neppure sfiorarlo.
No, fermo! grid David afferrando un vecchio chiavistello arrugginito e impugnandolo come
unarma.
Lombra giunse a un passo da lui, cos vicina che avrebbe potuto toccarlo.
Il regno di Ossidea  sconvolto, David.
Poi alz una mano e lentamente si scopr il capo.
Era bellissimo, con lunghi capelli castani che gli cadevano sulle spalle e la pelle color del
muschio.
Abbiamo bisogno di te, principe degli hbrom! disse infine e ogni parola aveva il suono di
una preghiera.
Ohedn! esclam David con un filo di voce.
Lelfo sorrise.
Ma come...?
Il passo zoppo del libraio risuon sul soppalco.
Temo non ci sia tempo per le spiegazioni disse larboreo tendendo le orecchie a punta.
Allora... sei pronto, David? gli chiese scostando il mantello e mostrando il taharan.
Il giovane si sent improvvisamente sullorlo di un burrone.
Io... come faccio a...
Non c tempo, principe!
Ma... mia madre... Sarah... la scuola?
Ohedn lo fiss in silenzio; cresciuto come un guerriero, non poteva comprendere le ragioni di
quelle preoccupazioni. I passi del libraio si fecero ancora pi vicini.
S... disse David tirando un lungo sospiro. Sono pronto.
Lelfo gli porse la mano e lui la strinse con forza; poi afferr il corno, lo port alla bocca e
soffi.
***
Il vecchio cammin lentamente fino al centro della stanza e rest in ascolto; leco del taharan
risuon lontanissimo.
Lo sapevo disse con un mezzo sorriso.
Poi tast con il bastone per terra, finch trov il libro; se solo i suoi occhi avessero potuto
vedere, avrebbero scorto le parole comparire magicamente sulla carta ingiallita, una dopo laltra, sempre pi veloci.

CAPITOLO 4.
LA PENNA LUMINOSA.
Caddero su qualcosa di morbido e rotolarono nel buio fino a terra.
Quando David apr gli occhi, vide un enorme zoccolo a pochi centimetri dal naso. Balz a
quattro zampe e guard sopra di s; nella penombra scorse il muso di un bove gigantesco che lo
annusava. Lanimale appariva pi stupito che spaventato da quellimprovvisa intrusione.
U... uro! sussurr David fissando la bestia.
Appena i suoi occhi si furono abituati alloscurit, si guard attorno e in breve riusc a capire
dove li aveva portati il taharan.
Erano atterrati in una stalla, sopra una montagna di morbido fieno. Lodore degli animali
riempiva laria assieme al rumore del loro ruminare tranquillo.
Siamo a RocOorc!
La mano di Ohedn gli tapp la bocca. Lelfo si port lindice sulle labbra guardandolo con aria
severa.
Fai piano, David! disse poi con un filo di voce. RocOorc non  come la ricordi.
In quel momento udirono il rombo di un tuono lontano e sentirono il rumore della pioggia che
batteva sul tetto di legno.
Si accostarono alla finestra e sbirciarono attraverso le travi.
Appena riconobbe le vie della citt di pietra, il ragazzo fu preso dal desiderio di correre a
Erengroc, la rocca dei re, per riabbracciare Macroc e ritrovare la stanza dellaquila doro; ma cera
qualcosa di strano. Le vie erano deserte, le lanterne erano spente, e solo qualche fiaccola ardeva qua e
l a illuminare la strada.
Devessere notte fonda pens.
Improvvisamente i suoi occhi si fermarono sulla Torre del Ferro, che si ergeva altissima al
centro della piazza. Gli sembr di vedere qualcosa pendere dalla torre, appesa a un grosso canapo.
Quando la luce della folgore la illumin, David rabbrivid. Era il corpo seminudo di un gigante;
pendeva a testa in gi, con le braccia abbandonate verso il basso. Lo avevano legato per i piedi finch
la morte non era venuta a prenderselo.
Mio Dio! mormor il ragazzo nella lingua degli uomini. Che cosa  succ...?
In quello stesso istante udirono il rumore di passi cadenzati, accompagnati dal clangore del
metallo. Un drappello di soldati sfil attraverso le strade deserte, facendo risuonare gli stivali sulle
pietre bagnate, e si ferm proprio di fronte alla stalla; un soldato si avvicin alla porta.
Veniva da qua, vi dico!
Un compagno, che sembrava il pi alto in grado, prese una torcia dal muro di pietra e si accost
al portone di legno. Alz la trave che lo chiudeva e calci con forza, spalancandolo; poi sguain la
spada ed entr.
Il colosso ispezion ogni angolo, allungando la fiaccola sopra la testa. Si avvicin lentamente al
covone di paglia e pi volte affond la spada nel fieno, come se lo volesse trafiggere. Infine si ferm e
rest immobile, scrutando attorno in silenzio.
Non c nessuno qui grid ai compagni che lo attendevano fuori, sar stato un tuono.
Poi rinfoder lo spadone e usc.
Leviamoci dalla pioggia disse tornando alla testa del drappello.
David sent il muso delluro contro il ventre e per un istante temette dessere divorato. Quando
si tir su il grande bovino lo fiss perplesso.
Sono andati? sussurr ansioso di uscire dal suo nascondiglio.
Credo di s.
I due saltarono fuori dalla mangiatoia e si scrollarono di dosso il fieno che li ricopriva.
Che cosa facciamo adesso? chiese il ragazzo tornando a sbirciare fuori dalla stalla.
Passeremo la notte qui rispose Ohedn. Dammi una mano!
In pochi minuti scavarono una specie di tunnel nel fieno e ricavarono una tana proprio al centro
del covone; chiusero lingresso con un po di paglia e si sistemarono sul morbido.
Saremo al sicuro fino a domattina disse larboreo. Non torneranno a cercarci. Se solo
potessimo avere un po di luce.
Aspetta!
David si tolse lo zaino e, nel buio assoluto che li avvolgeva, apr la cerniera e frug tra i libri di
scuola. Finalmente riusc a individuare la penna e la tir fuori. Premette sul cappuccio finch sent il
clic.
Una lucina tenue illumin i volti dei due giovani, stretti nel loro rifugio di paglia.
Spegnila, David! Vuoi dare fuoco a tutta la stalla? esclam Ohedn e subito soffi sulla luce.
Il giovane sorrise.
Non  una luce di fiamma, stai tranquillo disse porgendo la penna al compagno.
Ohedn la prese e la guard con stupore. Il cappuccio che la chiudeva aveva la forma di una
piccola sfera luminosa.
Vedi? Basta premere qui.
Lelfo prov e la luce si accese e si spense per un paio di volte con un piccolo suono metallico.
Il volto dellarboreo, rischiarato da quella minuscola lanterna elettrica, che nessun vento o pioggia
poteva spegnere, sillumin di un sorriso malinconico e dolcissimo e una lacrima brill nei suoi occhi.
Finalmente... disse con un filo di voce.
Cosa? chiese David.
Finalmente un po di luce rispose lelfo.
David lo guard incredulo; mai avrebbe pensato di vedere le lacrime sul volto di quel guerriero
invincibile.
Che cosa  successo, Ohedn? chiese infine.
Larboreo trasse un lungo respiro e inizi il suo racconto.

CAPITOLO 5.
LUSURPATORE.

Dopo la guerra con cui lalleanza tra giganti ed elfi sconfisse Kahs, lesercito degli uri, al
comando di Thorroc, torn nelle Terre dOriente, lasciando una guarnigione di cinquemila soldati a
guardia della Citt del Cielo disse Ohedn senza smettere di fissare la luce della penna.
La pace torn nella Terra di Arcon e Ossidea regn sul trono di Etheria per molti anni; e fu,
quello, un periodo di grande serenit per gli arconidi. Ma nellanno 4652 del regno degli elfi,
RohOnroc, il re dei giganti, mor, ucciso dal tempo che affligge le creature mortali, e allora successe
qualcosa di imprevedibile e... terribile.
Cosa? chiese David sgranando gli occhi. Che cosa  successo?
Il Signore Oscuro, che era rimasto nascosto per tutto quel tempo, usc dallombra e torn nella
Terra di Arcon. Kahs riusc a stringere unalleanza con il re dei giganti e a conquistare la Citt del
Cielo.
No! esclam David sconvolto. Non  possibile! Macroc... lui non pu aver tradito
lalleanza con gli elfi!
Macroc... disse Ohedn guardando il compagno con aria pietosa. Macroc non c pi.
David sent le membra squagliarsi.
Che cosa stai dicendo? ...  morto?
Nessuno lo sa; il principe dei giganti  scomparso poco dopo la morte di suo padre. Hancroc,
lusurpatore, siede sul trono di RocOorc.
Hancroc? esclam il ragazzo. Ma... Thorroc? Il capitano della guardia reale conosceva
lambizione di Hancroc. Lui non pu aver permesso tutto questo.
Thorroc  morto, David.
Oh, no! E come...?
I rapporti di guerra dicono che cadde combattendo contro i popoli barbari dellest, ma tutti
sanno che non  questa la verit. Nella confusione della battaglia Hancroc si avvicin al comandante
di RocOorc e lo colp alla schiena, lo trafisse fino a ucciderlo, senza che nemmeno lui potesse
guardarlo in volto. Ma Gorroc, un giovane soldato, da poco arruolato nella milizia reale, vide tutto. Ci
vuole molto coraggio per accusare, da soldato semplice, uno dei pi potenti generali dellesercito degli
uri. Gorroc impieg giorni per trovare quel coraggio, ma alla fine si confid con un compagno darmi,
di poco pi anziano. La voce del tradimento di Hancroc corse veloce di bocca in bocca, finch giunse
alle orecchie del principe Macroc; ma era troppo tardi.
Mio Dio! E la regina Irenroc?
 prigioniera nella sua stessa casa. Hancroc le ha permesso di vivere perch potesse vedere la
fine del suo regno.
Se David avesse potuto gridare, il suo urlo di disperazione avrebbe risuonato per tutta la Citt di
Pietra. Il giovane stava seduto nella penombra, gli occhi sbarrati, lo sguardo attonito.
Che cosa  successo a Ossidea? chiese infine con un filo di voce.
Mentre la Citt del Cielo veniva espugnata dalla nuova alleanza, la regina degli elfi  fuggita
sul dorso di Galanthr, il cigno sacro. Nessuno sa dove sia; forse si  rifugiata nel Lahin, ai confini del
regno oltre la vita, o forse ... Ohedn si interruppe.
Da allora la Terra di Arcon  precipitata nel buio e nel terrore. Lacqua dellOlor ha smesso di
scorrere e Alborhan, la Grande Radura,  diventata una terra misera e lugubre. Le nuvole oscurano il
cielo con una coltre cos spessa e densa che a fatica si pu distinguere il giorno dalla notte. Kahs siede
sul trono di Etheria e Hancroc su quello di RocOorc. I due re hanno schiacciato gli arconidi sotto il
peso della loro forza.
E Arbora? Che cosa  successo nella Foresta Eterna?
Noi combattiamo sempre rispose Ohedn, e nella sua voce risuon lorgoglio del suo popolo
guerriero. Gli arborei non si sono mai piegati, ma non riusciremo a riconquistare la Citt del Cielo. Un
esercito di giganti e kahuri controlla la Grande Radura e il popolo di Alborhan  ridotto in schiavit.
E i gurbl? Anche Nagr si  alleato con il Signore Oscuro?
No! Il popolo del mare continua a lottare; i soldati gurbl attaccano le navi che solcano il Mare
di Mezzo, ma lingegno di Kahs  grande. Con il suo aiuto i giganti hanno costruito imbarcazioni
veloci e ben armate che sfidano la supremazia di Nagr.
E i nuk nuk? Che cosa  stato dei raccoglitori di nettare?
La regina Naink nik  morta. I campi profumati sono stati bruciati e Nankik, il villaggio tra i
fiori, distrutto! Il popolo delle api ha rinunciato alla luce e si  rifugiato nelle viscere della terra. Solo
cos  riuscito a sottrarsi alla furia di Hancroc.
David rest a lungo in silenzio fissando il vuoto. I ricordi del suo primo viaggio nella Terra di
Arcon lo travolsero come unonda in tempesta.
Ogni cosa perduta... balbett tra s e s.
Non tutto, David disse Ohedn alzando la penna luminosa. Ora c un po di luce
.
CAPITOLO 6.
IL PRINCIPE DEGLI UOMINI.

Hedorreil nehir elphophol, hbrom thor, perdona il popolo degli elfi, principe degli uomini.
Ogni cosa attorno era svanita; Ossidea sola stava dinnanzi a lui, come sospesa nel buio assoluto.
La regina si fece pi vicina e con sguardo amorevole accost la mano al suo viso: Perdona il popolo
degli elfi, principe degli uomini ripet e le parole sfuggirono dalla sua bocca come una preghiera
sussurrata.
David apr gli occhi. Per tutta la notte quel ricordo lo aveva tormentato.
Se io le avessi creduto pens prendendosi la testa tra le mani, se non fossi fuggito, tutto
questo non sarebbe successo.
In quel momento sent muoversi la paglia finch vide un filo di luce filtrare attraverso le spighe.
 giorno disse Ohdin facendo capolino.
David usc dalla tana e raggiunse il compagno.
Giorno? disse il ragazzo sbirciando attraverso le travi di legno.
Una luce livida illuminava appena la coltre di nubi, come unalba interminabile.
Ma  ancora buio!
Lo so disse Ohedn tirando un lungo sospiro.
Che cosa facciamo adesso? chiese David pallido in volto.
Larboreo esit.
Tu sei il principe degli uomini. Tu hai portato i giganti oltre il Mare di Mezzo e hai sconfitto
lesercito di Kahs! Tutti gli arconidi ricordano il tuo nome.
Larboreo prese la penna e laccese premendo sul cappuccio.
Aiutaci a ritrovare la luce, David Dream disse restituendola al ragazzo.
Il giovane lafferr, fiss per un istante la sfera luminosa, poi la spense.
 solo un giocattolo, Ohdin disse chinando il capo. Uno stupido gadget da mezzo euro
aggiunse nella lingua degli uomini.
Larboreo lo guard senza capire.
David cammin fino alla finestra e ancora una volta guard attraverso le travi di legno. Fu
allora che vide una lama baluginare in cima alla Torre del Ferro e sent il rumore di un colpo di scure. Il
corpo del gigante precipit nel vuoto e cadde a terra con un suono orribile.
Non tutti si sono piegati allusurpatore disse Ohedn accostandosi al compagno. I veterani
della guardia reale, che combatterono con Thorroc ai piedi della Citt del Cielo, non accettano ordini
da colui che ha assassinato il comandante di RocOorc. Hancroc ha paura di loro e li perseguita.
I soldati afferrarono il corpo a terra per i piedi e lo trascinarono via.
David fiss la cittadella; le mura di pietra bagnate dalla pioggia luccicavano di un riflesso
ferrigno sotto la coltre di nubi.
Dobbiamo entrare a Erengroc disse infine.
La cittadella  ben sorvegliata disse lelfo, non sar facile superare le mura.
Non ce ne sar bisogno rispose il ragazzo. Passer dalla porta.
Dalla porta?
S. Prima per mi serve dellacqua aggiunse David guardando larboreo.

CAPITOLO 7.
A ERENGROC.

Laria era fredda e umida. Avvolta nel mantello e con il cappuccio calato sul viso, la figura
saliva lenta verso la cittadella, sotto un cielo di piombo. Un silenzio irreale accompagnava i suoi passi.
Gli uri troneggiavano muti ai lati del grande portone di ferro. I loro contorni di pietra, bagnati
dalla pioggia notturna, brillavano nella luce livida. Quando le guardie videro giungere quellombra
minuta, sgranarono gli occhi e la fissarono increduli.
Altol! disse una di loro abbassando la lancia; il gigante cerc di vedere nel buio del
cappuccio.
Mostra il tuo volto, straniero! rugg.
Il giovane alz lentamente una mano e scost il cappuccio abbastanza da far intravedere il viso.
Chi... chi sei?
David Dream  il mio nome.
I soldati ammutolirono. Tutti a RocOorc ricordavano il nome del piccolo gigante che aveva
condotto lesercito degli uri fino alle Terre dOccidente.
Aprite il portone e conducetemi dallusurpatore.
Le guardie si guardarono tra loro, indecise.
Seguimi! disse quella pi vecchia entrando nella cittadella.
Il giovane si cal nuovamente il cappuccio sul capo ed entr, scortato a vista dal soldato.
Le grandi statue dei re di RocOorc si ergevano silenziose da una parte e dallaltra del viale,
cos grandi da sfiorare il cielo cupo con le loro teste.
Quando raggiunsero lingresso della reggia, altre due guardie si unirono alla prima, per scortare
lo straniero fino alla stanza del trono; il suo arrivo fu annunciato dai consiglieri di Hancroc.
***
Una luce gelida rischiarava le vetrate di Erengroc e filtrava nella sala reale proiettando le
ombre delle inferriate sulle pareti di pietra. Due grandi fiaccole ardevano ai lati del trono, ma il calore
della fiamma non riusciva a scalfire il freddo di quel luogo; al centro, avvolto in un mantello di pelle di
lupo che lasciava intravedere larmatura lucente, sedeva un gigante dalla lunga barba bionda: Hancroc
di RocBuhr, lusurpatore.
Il giovane incappucciato sfil lento nella sala, scortato dalle guardie reali, e si ferm dinnanzi al
trono, il capo chino a guardare in terra.
David Dream disse Hancroc fissandolo con feroce arroganza, il piccolo straniero  tornato
nella Terra di Arcon. E a cosa devo lonore della tua visita?
Trovo RocOorc molto cambiata, Hancroc. Che cosa  stato del principe Macroc?
Macroc era indegno di sedere sul trono della Citt di Pietra rispose lusurpatore con un
sorriso crudele. Lui stesso ha rinunciato a regnare.
Se cos fosse, allora la regina Iren dovrebbe sedere sul trono dei giganti.
Irenroc  vecchia e malata; per questo ha preferito affidare il regno di RocOorc nelle mie
mani.
Ed  stata lei dunque a suggerirti di tradire gli elfi e allearti con il Signore Oscuro?
Gli elfi non meritavano di regnare sulla Terra di Arcon. Loro hanno tradito per primi le razze
sorelle nellantico passato. Era tempo che gli arconidi si ribellassero al dominio dei figli di Holf.
Io ricordo un regno di pace e prosperit quando Ossidea sedeva sul trono di Etheria; elfi e
giganti vivevano in pace.
Gli elfi non meritano piet. Abbiamo finalmente sconfitto la loro superbia e riconquistato il
posto che spetta ai giganti, con il ferro e con il sangue.
Gli elfi non sono sconfitti, non ancora.
Di che parli? Di un pugno di arborei che si ostinano alla loro guerriglia senza speranza. La
nostra alleanza controlla la Grande Radura; gli elfi di Alborhan lavorano come schiavi; il Signore
Oscuro siede senza rivali sul trono di Etheria. Lihenol ha perso la guerra e dorme con il disonore degli
sconfitti. Prenderemo questi arborei raminghi e li trascineremo in catene al cospetto di Kahs, uno
dopo laltro. Appenderemo i loro corpi dalle mura di Etheria, come esempio per gli schiavi ribelli!
Il giovane ascolt in silenzio, senza mai alzare la testa.
La nostra guerra non  ancora persa, Hancroc! disse sollevando il capo. Gli arborei non si
piegheranno mai ai servi di un traditore.
Hancroc si alz in piedi e sgran gli occhi.
Maledetti cani! url guardandolo in volto. Avete condotto un elfo nella sala del trono!
Muori, maledetto! grid Ohedn gettando il mantello. La freccia sibil nellaria gelida e si
conficc nella spalla del gigante.
Hancroc grid di dolore e di rabbia, proteggendosi il corpo con lo scudo.
Fermatelo!
Larboreo sguain la spada e con velocit folgorante mozz la mano che stava per agguantarlo.
Sgattaiol nella penombra e si arrampic sulle colonne di pietra. Corse lungo il cornicione e con un
salto prodigioso attravers lintera navata e raggiunse la grande finestra che si apriva al centro della
reggia.
Prendetelo, maledizione! Prendetelo! ringhi lusur-
patore stringendosi la spalla ferita.
Lelfo si ferm davanti alla vetrata e da lass guard i suoi inseguitori.
Gli arborei stanno sempre pi in alto grid in tono di sfida e sputano sulla testa dei giganti!
Cos dicendo sput con disprezzo nella sala reale, poi colp la vetrata con lelsa della spada
mandandola in frantumi.
Ossidea etheranim! esclam prima di darsi alla fuga. Ossidea regni eternamente!
Prendetelo! rugg Hancroc e il suo grido rabbioso risuon in ogni angolo di Erengroc.
***
Vai, presto! disse la regina Iren sentendo le urla provenire dalla sala del trono.
Approfittando del diversivo creato da Ohedn, David era riuscito a superare le mura della
cittadella e ad arrampicarsi fino alla stanza della regina deposta.
Siete certa che Macroc sia vivo? chiese prima di allontanarsi.
Non ho alcun dubbio rispose lei portandosi una mano sul cuore.
Ma... perch  fuggito?
Per salvare la sua vita... e la mia. Subito dopo lassassinio di Thorroc, Hancroc condusse le
sue milizie a RocOorc; disse che toccava a lui proteggere la Citt di Pietra dai barbari dellest. In un
solo giorno i soldati di RocBuhr occuparono le strade della capitale ed entrarono a Erengroc; Macroc
fu colto di sorpresa. Cerc di opporsi allusurpatore, ma Hancroc minacci di uccidere ogni membro
della famiglia reale se lui non avesse rinunciato al trono di RocOorc; poi ordin di imprigionarlo nella
Torre del Ferro. Quella stessa notte Macroc riusc a fuggire, grazie allaiuto di alcune guardie fedeli.
Da allora non ho pi notizie di lui disse la regina chinando il capo, ma in cuor mio sono certa che sia
vivo.
Come possono i giganti accettare la tirannia di Hancroc?
Hanno paura, David. Hancroc non conosce la piet e ha il terrore come scherano; ma non tutti
hanno rinunciato a lottare.
Se Macroc  vivo disse David prendendo le mani della regina, allora vi assicuro che lo
trover e lo aiuter a tornare alla Citt di Pietra.
Irenroc annu, poi dun tratto simmobilizz, come se un pensiero improvviso le avesse
attraversato la mente.
Aspetta! disse. Si accost alla parete e pass una mano sullarazzo che la ricopriva. Poi lo
scost con decisione e prese qualcosa che stava nascosto l dietro, in una nicchia di pietra.
Sono riuscita a nasconderla alle guardie di Hancroc disse la regina passando una mano sul
fodero di pelle. Ti sar utile.
Inuk! esclam David afferrando la spada.
Ohenel la consegn a Macroc prima di tornare nelle Terre dOccidente.
David la sguain di un palmo e osserv lacciaio brillare.
Bentornato nella Terra di Arcon, principe degli uomini disse la regina. Vai, ora! Che Arcon
ti protegga sempre.
Il giovane si accost alla finestra e, mentre Iren controllava lingresso sbirciando dalla porta
socchiusa, usc sul cornicione e si arrampic sulla parete di pietra.
Giunto sul tetto si guard attorno, cercando di individuare la via che conduceva alle mura di
cinta. Sopra di lui aleggiava una coltre di nubi, grigia e densa come fumo di carbone.
Eccolo l! grid una guardia indicando verso lalto dal cortile.
Maledizione! Mi hanno visto! pens David.
Di fronte a lui si ergevano le tre grandi cupole della sala reale. Il ragazzo tent di correre in
salita su quella pi grande, ma giunto poco oltre la met rotol allindietro fino al punto di partenza.
Presto! Portate delle scale! grid un soldato dal basso.
David prov ancora, con maggior slancio, ma anche questa volta esaur la spinta prima di
raggiungere la sommit e scivol gi. Allora torn indietro di venti passi e con quella rincorsa si gett
verso la cupola a tutta velocit. Questa volta raggiunse senza fatica la cima, ma lo slancio era tale che
non riusc a fermarsi e rotol dallaltra parte. Sbatt con forza contro il cornicione di pietra e cadde nel
vuoto. Annasp nellaria disperatamente cercando un appiglio, finch riusc ad afferrare qualcosa.
Ondeggi guardando in basso, mentre una folla di giganti armati di lance e balestre si radunava sotto i
suoi piedi. Quando il giovane alz lo sguardo, vide la testa dellaquila sopra di s; stava aggrappato con
una mano al grande becco di pietra.
Aiutami, padre! sussurr mentre la mano scivolava sulla pietra bagnata.
Cosa stai facendo? chiese la statua nella lingua degli elfi.
David strabuzz gli occhi. Un istante dopo la testa di Ohedn fece capolino tra le ali di pietra.
Tirati su, avanti! disse lelfo.
Non... non ce la faccio rantol David.
Larboreo si sporse e lo afferr per il polso.
Come fai a essere cos goffo?
Non sono goffo protest il ragazzo mentre cercava con tutte le forze di riguadagnare una
posizione sicura, ma... non sono... un elfo degli alberi! Sono un uomo, e gli uomini sono goffi agli
occhi degli arborei.
Una freccia sibil nellaria e colp il muro di pietra a un paio di metri dal giovane.
E questi tirano peggio dei contadini, per fortuna disse Ohedn guardando in basso. Andiamo,
presto!
Muovendosi rapidi da un tetto allaltro, i due giovani riuscirono a raggiungere le mura della
cittadella, mentre i soldati li inseguivano con il naso allins.
E adesso? chiese David fermandosi sul ciglio delle mura.
Dal buio giungeva il rumore delle onde che si infrangevano sulle rocce, ma il mare era cos
scuro che a malapena riuscivano a distinguere il chiarore della schiuma.
Lelfo si guard attorno.
Stanno arrivando! disse il ragazzo.
In pochi istanti le guardie li raggiunsero, puntando su di loro le balestre.
No! Fermi! url Hancroc. Li voglio vivi!
Il gigante si accost alle mura di pietra; il sangue gli macchiava la spalla e il braccio destro.
Vi appender alla Torre del Ferro finch la morte non verr a prendervi, elfi!
David cap che nella penombra Hancroc non lo aveva riconosciuto.
Hai scelto il buio come alleato, Hancroc disse nella lingua delle rocce, ma il buio ti
confonde ancora una volta.
Lusurpatore sgran gli occhi nelloscurit.
Tu... tu sei...?
David Dream.
Le guardie mormorarono il loro stupore.
Avrei dovuto ucciderti nel deserto di sale! ringhi il gigante. Ma oggi rimedier a
quellerrore. Prendeteli!
Gli armigeri strinsero il cerchio, continuando a tenerli sotto tiro con le balestre.
Sai nuotare, David?
Ohedn si era voltato e fissava il vuoto sotto di loro.
S rispose il ragazzo.
Allora andiamo disse lelfo afferrandolo per la giacca.
Mentre cadeva allindietro, il giovane fiss per un ultimo istante lo sguardo incredulo
dellusurpatore.
Tirate, maledizione! Tirate!
Le frecce saettarono sopra le loro teste e si persero nel buio. David vide i piedi staccarsi dal
muro di pietra e sent il suo corpo precipitare nel vuoto.

CAPITOLO 8.
PI PROFONDO  IL BUIO...

Le fiamme danzavano verso il cielo grigio, diffondendo un calore benefico. Avevano acceso un
piccolo fuoco al riparo di una roccia, per asciugare i vestiti e scaldare le membra infreddolite. Poco
distante un mare color petrolio lambiva le sabbie nere della penisola di Karkadua. In lontananza, a
nord, si scorgevano ancora le luci di RocOorc; il profilo della Citt di Pietra si stagliava contro il cielo
cinereo.
 giorno o notte? chiese David. Non riesco a capirlo, con queste maledette nuvole.
Il sole sta per tramontare rispose Ohedn scrutando lorizzonte a ovest. Tra poco sar cos
buio che non potremo vedere i palmi delle nostre mani. Non ci verranno a cercare sino a domattina.
Ce n voluto per levarti il muhur dalla faccia disse David guardando il volto del compagno
illuminato dalle fiamme. Adesso sembri un elfo di Etheria.
Larboreo accenn un sorriso.
Avrei potuto ucciderlo disse fissando il fuoco, avrei potuto trafiggere la sua gola.  come se
una forza oscura avesse deviato la freccia.
Ma lo hai ferito! Abbiamo dimostrato che il potere di Hancroc non  invincibile. Questo dar
coraggio a coloro che si oppongono alla sua tirannia.
Dobbiamo unirci a loro disse Ohedn buttando un legno nel fuoco e aiutarli a scacciare
lusurpatore.
David fissava la brace incandescente alla base delle fiamme e intanto ripensava alle parole della
regina Iren.
No esclam infine.
Lelfo lo guard stupito.
Andremo a est. Dobbiamo assolutamente ritrovare il principe Macroc.
Ma come faremo? Le Terre dOriente sono immense e abitate da popoli barbari e ostili. Dove
lo cercheremo?
Non lo so, ma un gigante alto pi di tre metri non passa inosservato; se qualcuno lo ha visto,
non pu averlo dimenticato.
Ohedn annu appena; poi prese la sua sacca e ci frug dentro.
Maledizione! Il pane di nocciole si  tutto bagnato disse tirando fuori una poltiglia
irriconoscibile. Per  rimasta questa!
Larboreo prese una mela color ruggine, le diede una pulita passandola sulla giubba di pelle e la
porse a David.
E tu cosa mangi?
Ho mangiato ieri rispose lelfo.
Il ragazzo sorrise.
Aspetta, forse ho ancora...
Prese il suo zainetto e lo apr tirando la cerniera.
Bah! Questi sono andati disse guardando i libri inzuppati dacqua salata.
Poi tir fuori una merendina al gusto di cioccolato, chiusa in una confezione di carta stagnola.
Mi  rimasta dalla scuola disse porgendola al compagno. Contiene un po di conservanti...
non  che faccia male, ma...  meglio non esagerare.
Ohedn lo guard senza parlare; dalla sua espressione era chiaro che non aveva capito quasi
nulla.
Cibo confezionato degli uomini tagli corto David. Assaggialo!
Lelfo osserv la confezione con curiosit. Tent di aprirla, ma la carta sembrava a prova di
strappo.
Devi tirare la linguetta rossa disse il ragazzo senza riuscire a trattenere un risolino.
Cosa?
Aspetta, ti faccio vedere.
David prese la confezione e tir la linguetta che spuntava dalla carta.
Ecco, vedi? Cos si apre subito.
Ohedn guard la merendina, la annus sospettoso e infine la addent.
Non sarai mica allergico al cioccolato?
Uh?
Niente, niente.
Lelfo mastic per qualche secondo e ingoi.
Il ragazzo lo guard curioso, come a dire allora?
 buonissima! rispose larboreo prendendone un altro boccone.
S, non  male comment David appoggiando la schiena a una grossa pietra e addentando la
mela.
Ohedn ingoi lultimo boccone; poi osserv la carta stagnola alla luce del fuoco.
Che cosa c scritto?
Boh! Fa vedere. Il ragazzo si accost al compagno.
Una scarica di sana bont lesse David cercando di tradurre nella lingua degli elfi.
Ohedn rest a lungo interdetto.
Certo che siete proprio strani voi uomini disse infine scrollando la testa. Poi prese la carta
stagnola e la infil nella bisaccia.
***
Svegliati, principe degli uomini!
Una luce calda e benefica lo accolse al risveglio.
Il sole! disse il ragazzo vedendo lastro brillare tra le fronde.
Si mise a sedere e guard attorno; stavano al centro di una piccola radura erbosa circondata da
un bosco di faggi. Il ruscello scorreva quieto a pochi passi dal bivacco, accompagnato dal suono
dellacqua tra le pietre. Un salice si chinava fino a immergere i lunghi rami sottili nella corrente lieve.
Gli insetti pronubi volavano nellaria tiepida, accompagnati da un lieve ronzio; sotto il loro peso i fiori
piegavano le corolle leggere, per poi tornare ad alzarle quando linsetto volava via.
Le nubi si sono dissolte, Ohedn! esclam il ragazzo incredulo. Guarda!
Lelfo non rispose; giaceva vicino ai resti di un piccolo fuoco, al riparo di una grossa roccia che
si ergeva solitaria nella radura.
Svegliati, Ohedn! Svegliati! Vieni a vedere! disse David scuotendolo, ma larboreo rimase
immobile.
David lo guard perplesso; era certo che stesse dormendo, ma perch non riusciva a svegliarlo?
Si alz in piedi e cammin fino al ruscello. Le libellule svolazzavano sulla superficie argentea,
come fate silvestri, posandosi di tanto in tanto sopra il muschio che cresceva sul greto roccioso.
Forse con un po dacqua...
David si chin, un le mani sotto una piccola cascatella, ma unaltra mano, la mano di una
fanciulla, si pos sulle sue prima che potesse riempirle.
Lascialo dormire disse una voce familiare e dolcissima.
Il ragazzo alz lo sguardo e vide una figura minuta, in piedi tra i rami del salice, sullaltra
sponda del ruscello; giocherellava con i tralci sottili che le pendevano a fianco, da una parte e dallaltra.
Un laccio di cuoio le correva attorno al collo e scompariva nella veste chiara.
Ossidea! mormor il giovane.
La regina sorrise.
Il giovane la fiss incredulo, poi guard il mondo bellissimo che lo circondava.
 solo un sogno, vero?
Solo? esclam lei inarcando le lunghe sopracciglia. I sogni sono linizio e la fine di ogni
cosa, David.
Ma il risveglio sar cos doloroso... Com potuto succedere tutto questo? Credevo di aver
riportato la pace nella Terra di Arcon e invece...
Non avere paura, giovane hbrom. La regina appoggi un piede sulla roccia del ruscello e
lacqua le bagn le dita. Il male antico divora se stesso, ma tu... tu lo hai gi sconfitto dentro di te
disse lelfa passando il dito sul petto del ragazzo.
Ma il buio...  cos forte adesso.
Pi profondo  il buio, pi vivida splende la luce.

CAPITOLO 9.
LYCHON.

Svegliati, David!
Il fuoco si era spento; la brace morente brillava appena nella penombra e il suo calore si
perdeva nel freddo cupo di quellalba senza luce.
Dobbiamo andare. I giganti ci cercheranno dappertutto. Questo luogo non  pi sicuro disse
Ohedn preparando il suo bagaglio.
David si tir su e scrut il cielo grigio.
Ho fatto un sogno bellissimo disse poi.
Che cosa? chiese lelfo gettando delle pietre sui resti del fuoco per nasconderlo.
Ho sognato Ossidea.
 un buon inizio rispose larboreo buttandosi la sacca sulle spalle. Ora andiamo.
Si incamminarono verso est e il profilo cupo della Citt di Pietra scomparve dietro di loro.
In quello stesso istante le grandi torce che ardevano dinnanzi allingresso di Erengroc si
spensero, come se la mano del buio le avesse soffocate.
I soldati che stavano di guardia alla cittadella si fissarono lun laltro e rabbrividirono. Poco
dopo il portone si apr e una figura oscura usc dalla rocca; gli armigeri si scansarono senza indugio e la
lasciarono passare.
Il demone percorse in silenzio le strade deserte della Citt di Pietra e inizi la sua caccia.
***
Camminarono per tutto il giorno sotto un cielo plumbeo, percorrendo le grandi valli desolate
che solcavano quel paesaggio desertico. Il pietrisco leggero, come chicchi di pomice, scricchiolava
sotto i passi del ragazzo mentre lelfo, al solito, sembrava posarsi sul terreno senza peso. Ai lati, da una
parte e dallaltra, potevano scorgere il profilo delle dune pietrose che fiancheggiavano la loro marcia.
Sei stanco, David? chiese lelfo.
S, stanco e affamato.
Erano a digiuno dalla sera prima e non avevano mai smesso di camminare.
Non  un buon posto per accendere un fuoco disse Ohedn guardandosi attorno. Lo
vedrebbero da ogni parte. Proviamo a risalire il fianco di quella duna.
Fu una salita lenta e difficile, perch il pietrisco scivolava sotto i loro passi, facendoli
retrocedere.
Dopo oltre due ore giunsero finalmente sul terreno solido e l si accamparono, approfittando di
un piccolo anfratto roccioso.
Non avevano scorte di cibo, ma lelfo era riuscito a cacciare un uccello terricolo, uccidendolo
con una sola freccia. Lo fecero cuocere sul fuoco, sperando che lodore della carne non attirasse i
predoni.
Dovremo trovare al pi presto dellacqua disse David riponendo lotre mezzo vuoto.
Minerha non dovrebbe essere troppo lontana rispose Ohedn. Forse due o tre giorni di
cammino;  nascosta da qualche parte tra queste dune.
Ci sei mai stato?
Larboreo scosse la testa.
No, ma tutti nella Terra di Arcon hanno sentito parlare almeno una volta di Minerha, la Citt
Sotterranea. Un tempo era una miniera, scavata dai nani per raccogliere le ricchezze che si nascondono
nel cuore della terra. Ma quando il giacimento si esaur, il popolo di Hlof labbandon. Per molto
tempo rest deserta, un immenso intrico di gallerie silenziose; poi, pian piano, i raminghi dellest
iniziarono a riutilizzare gli antichi cunicoli per ripararsi dal sole e dalle tempeste di sabbia. Negli anni
lantica miniera divenne il crocevia di nomadi, mercanti... predoni: hli, nani, tuh, cinri, kruhl. A
Minerha puoi incontrare tutte le razze che popolano le Terre dOriente; e poche tra queste sono
pacifiche. Per questo si dice che  difficile giungere alla Citt Sotterranea, ma molto pi difficile 
lasciarla.
Come faremo a trovarla?
Lelfo esit.
Con un bel po di fortuna rispose infine.
Dun tratto larboreo ammutol e fiss qualcosa in lontananza, aggrottando le sopracciglia. Poi
raccolse del pietrisco e lo gett sul fuoco.
Presto, David! Aiutami!
Buttarono dei ciottoli sulla brace finch il fuoco non fu spento.
Che cosa c? chiese David scrutando attorno.
L, guarda! Lelfo indic verso il fondo della valle, non lontano da dove loro stessi erano
passati poche ore prima; una fila di fiamme, appena visibile nella luce tenue del crepuscolo, procedeva
verso est, seguendo il loro stesso percorso.
Chi sono?
Qualcuno che non ha paura dessere visto, a quanto pare rispose Ohedn.
Soldati di Hancroc! Seguono le nostre tracce?
No, non credo. I giganti non sono ben visti in questi territori e un drappello cos piccolo
sarebbe vulnerabile.
Predoni?
No. I predoni si nascondono al pari delle loro prede.
I due si acquattarono pancia a terra nellombra e osservarono le luci che si avvicinavano.
Le torce apparivano pi nitide e ora si potevano scorgere le forme confuse di coloro che le
reggevano sopra la testa.
Sono elettri disse Ohedn quando la colonna sfil sotto di loro, custodi del sacro fuoco di
Mthre.
Elettri?
Vivono da raminghi nelle Terre dOriente, praticando la povert e la meditazione. Non
possiedono altro che la loro sapienza, per questo non temono i predoni. Si racconta che provengano da
Bbalon, la citt oltre la nebbia, un luogo magico e bellissimo, nascosto al di l delle terre conosciute.
Bbalon... ripet David. Esiste davvero?
Nessuno, tranne gli elettri, lha mai vista rispose Ohedn. Forse  stata distrutta nellantico
passato o forse... esiste solo nella loro testa.
Sono pacifici? chiese David guardando dallalto le fiaccole in lontananza.
S, ma non indifesi.
Cosa vuoi dire?.
Non accettano padroni; per loro la libert  tutto. Se qualcuno provasse a prendergliela,
sarebbero capaci di combattere fino allultimo.
Possiamo fidarci?
Ohedn esit.
Non lo so rispose infine scrutando attorno da una parte e dallaltra. C qualcosa che non...
Forse sanno di Macroc! Dobbiamo parlare con loro.
Gli elettri conoscono molte cose, David, ma non sempre  facile capire quello che dicono.
Dobbiamo provare lo stesso disse il ragazzo e, alzatosi in piedi, si mise a correre gi per il
ghiaione, in direzioni delle luci.
Aspetta! grid lelfo con voce strozzata. C qualcosa di strano...
Ma il giovane era gi andato.
***
David giunse veloce ai piedi del ghiaione, scivolando sul pietrisco leggero, e corse verso le luci.
Appena sentirono i suoi passi, gli elettri fermarono la marcia.
La maggior parte di loro era alta pi o meno come un uomo adulto, ma ve nerano un paio
molto piccoli, simili a bambini per statura, mentre un altro era altissimo. Indossavano degli abiti logori
e avevano il capo coperto da un cappuccio o da un velo avvolto attorno alla testa.
Il ragazzo si avvicin cauto, cercando di scorgere i loro volti nel chiarore della fiamma.
Il pi alto, che marciava in testa alla piccola colonna, fece un passo verso il ragazzo, allungando
la torcia in avanti.
David cap subito che non apparteneva alla razza degli uomini e neppure a quella degli elfi. La
pelle delle mani era dura e spessa, simile a quella dei rettili, e nellombra del cappuccio brillarono per
un istante due grandi occhi color del fuoco.
Dov lelfo? chiese lelettro dopo aver osservato il ragazzo.
Aveva una voce cavernosa e parlava lantico verbo con uno strano accento.
Sono qui rispose Ohedn nascosto nellombra.
La creatura spost la fiaccola verso la voce e illumin larboreo; poi si gir verso i compagni.
Nee gehin! disse nella lingua di Bbalon.
I raminghi unirono le fiamme luna sullaltra e tutti accesero la torcia sul fuoco dei compagni,
pronunciando parole sommesse, simili a una preghiera; poi si disposero in cerchio, uno accanto
allaltro, con le spalle verso il centro.
Non... non dovete avere paura disse David, che non riusciva a capire cosa stesse succedendo,
vogliamo solo...
Non di voi ho paura lo interruppe lelettro con voce cupa, ma per voi.
David trasal.
Entrate nel cerchio, presto!
Ohedn sguain la spada.
Che cosa sta succedendo? chiese David.
Te lho detto, c qualcosa...
Non puoi combatterlo, arboreo.  troppo forte. Entrate nel cerchio!
Lelfo esit, puntando la spada nel buio.
Sta arrivando! disse il ramingo volgendo lo sguardo verso ovest.
Basta, andiamo! esclam il ragazzo afferrando il compagno per un braccio e trascinandolo
con decisione in mezzo alle torce. Gli elettri chiusero il cerchio e restarono immobili.
David e Ohedn scrutavano nel buio attraverso i corpi illuminati dalle fiamme, senza riuscire a
capire cosa stesse accadendo.
Improvvisamente le torce tremarono, come candele nella corrente. I raminghi sguainarono le
spade che tenevano sotto le vesti e le pararono davanti al corpo. Poi si ud uno scalpitare confuso e una
figura spettrale comparve per un istante nel chiarore delle fiaccole, cos fugace che a malapena i due
giovani poterono coglierne la forma. Percorreva veloce il perimetro del cerchio, cercando un varco per
entrare.
Che cos? chiese David sgranando gli occhi.
In risposta ud un suono agghiacciante, come il ringhio di una bestia, che lentamente mut e
divenne parola.
Dove sono? sibil il demone e la sua voce sembrava provenire da ogni parte.
Chi stai cercando, Lychon? chiese lelettro.
Lo sai.
Un elfo e... un hbrom disse il ramingo come se avesse potuto indovinare i pensieri del
cacciatore.
Dove sono?
Lontani dalloscurit.
Non giocare con me, Ben-Zac! Dove sono?
Chi sarebbe cos stupido da nascondersi nella luce?
Maledetto hyburno! Spegni le torce!
Fallo tu stesso, se puoi.
Lychon ringhi di rabbia.
Sai bene che non posso spegnere il fuoco di Mthre!
Allora rispose Ben-Zac in tono fermo non pretendere ci che non puoi imporre!
Dallombra che sempre lo avvolgeva, il demone sguain una lama color del buio e si avvent
sul pi alto degli elettri; i ferri si incrociarono in una nuvola di scintille. Poi Lychon scagli la sua
furia contro i compagni, colpendo le loro spade una dopo laltra.
Non puoi infrangere il cerchio di luce! grid Ben-Zac senza arretrare di un passo. Non puoi
uscire dal buio cui sei condannato!
Maledetto! ringhi il demone fermandosi nella penombra, e per un istante David riusc a
coglierne i contorni confusi: era un lupantco.
Il manto nero sembrava assorbire ogni particella di luce, come se il buio stesso fosse diventato
materia.
Mentre il ragazzo la fissava sgomento, quella creatura si alz sulle zampe posteriori e cammin
lentamente verso il cerchio, come un uomo. Quando entr nel chiarore delle torce, sembr mutare
aspetto, in una metamorfosi mostruosa e incompleta che gli procurava un dolore insopportabile.
Lychon si ritir nellombra uggiolando.
Non puoi nasconderli per sempre, elettro!
N potr il buio regnare in eterno rispose il ramingo.
Il demone emise un lungo ringhio, cos profondo che sembrava provenire dal regno dei morti.
Ti sei messo contro qualcuno troppo forte anche per te, Ben-Zac! Il buio li trover, alla fine.
Lychon scalpit ancora una volta attorno al cerchio, furioso, poi scomparve nellombra.
I raminghi restarono a lungo immobili, come alberi dopo il passaggio della tempesta. Le torce
crepitavano sulle loro teste in un silenzio irreale.
Chi era? chiese David con un filo di voce.
Lychon rispose lelettro di nome Ben-Zac.
E chi o cosa diavolo  Lychon?
Fu re del suo popolo in un tempo molto antico, ma govern con una tale crudelt e ferocia che
Arcon lo trasform in un demone mostruoso e lo condann al buio eterno; non pu lasciare il regno
delle tenebre, n pu vedere ci che succede oltre la notte. Cos laltissimo voleva esiliarlo per sempre
dalla Terra di Arcon; ma ora che il buio regna ovunque, Lychon  libero. Egli serve il Signore Oscuro
che siede sul trono di Etheria e sta cercando un elfo e un giovane hbrom che porta la luce con s
concluse lelettro fissando il ragazzo dallombra del suo cappuccio.
Pu essere ucciso? chiese Ohedn rinfoderando la spada.
No. Lychon ha gi perduto la sua vita terrena.
Allora avremo compagnia concluse lelfo.
Perch ci avete aiutato? chiese David.
Gli elettri non riconoscono alcun potere alle creature mortali e raramente interferiscono con le
vicende del mondo terreno rispose Ben-Zac, ma chi pu amare... questo? disse allungando la torcia
nel buio. Se tu davvero porti la luce, giovane hbrom, allora il popolo di Mthre  dalla tua parte.
David lo guard incredulo e non fu certo di comprendere sino in fondo le parole di quellessere
misterioso.
Grazie, Ben-Zac rispose Ohedn. Stiamo cercando un gigante della Citt di Pietra; lo avete
visto?
Il ramingo esit un istante, pensieroso.
Il principe di RocOorc ha attraversato i territori orientali molte lune fa rispose infine.
E dovera diretto? chiese David.
Si racconta che assieme al trono egli abbia perso il senno e che vaghi come un folle oltre le
terre conosciute. Di pi io non so.
Gli elettri ruppero il cerchio e stavano gi per rimettersi in marcia, quando lelfo li ferm.
Aspettate!Vogliamo raggiungere Minerha. Potete aiutarci?
La Citt Sotterranea si trova a tre giorni di cammino da qui, a sud-est disse Ben-Zac
puntando la torcia nel buio. Un fuoco arde perennemente sulla duna pi alta che sorge a nord della
citt. Buon cammino, amici, e... state lontani dal buio, se potete. Lychon ci seguir, credendovi l
dove i suoi occhi non possono vedere.

CAPITOLO 10.
IL TUH.

Trascorsero il resto della notte nascosti tra le rocce, come topi, dormendo poche ore ciascuno, a
turno, per paura dessere sorpresi nel sonno. Quando la luce del giorno rischiar la coltre di nubi,
decisero di rimettersi in cammino.
Se ho capito bene le parole di Ben-Zac disse lelfo scrutando il cielo, quel demone pu
vedere nel buio come un goblo. Avremo pi possibilit di sfuggirgli se marciamo di giorno, per quanto
deboli giungano i raggi del sole attraverso le nuvole.
Allora  meglio che andiamo disse David buttandosi la sacca sulle spalle.
Si misero in marcia verso sud-est, cercando di nascondersi nel profilo delle dune ghiaiose. Il
pietrisco franava sotto i loro passi, rendendo il cammino lento e faticoso.
Marciarono per tutto il giorno sotto una distesa infinita di nubi, cupa e densa come un mare in
tempesta sottosopra.
Nessuna creatura sembrava abitare quei territori ostili; solo piccoli rettili terricoli, simili a
lucertole. Correvano veloci sul profilo delle dune e alloccorrenza riuscivano a scomparire sotto la
sabbia, interrandosi con rapidi movimenti delle zampe e della coda.
Dun tratto si trovarono di fronte a una duna altissima, cos ripida che sembrava una gigantesca
onda sul punto di travolgerli.
I due giovani si fermarono e restarono per alcuni istanti in silenzio a guardare la parete scura
che li sovrastava.
Lelfo scrut da una parte e dallaltra, cercando un varco per superare quella barriera.
Non c altra via che quella pi ardua disse infine.
Gi ammise David.
Allora, coraggio. Andiamo!
Percorsero un centinaio di passi senza difficolt, ma appena la salita si fece pi ripida,
iniziarono a scivolare; la sabbia franava sotto i loro piedi, riportandoli indietro.
Cammina leggero, David.
Ci provo rispose il ragazzo con le gambe sprofondate fino alle ginocchia.
Improvvisamente, mentre arrancava carponi verso la cima, gli parve di scorgere unombra che
percorreva il dorso della duna, rapidissima, come se scivolasse senza peso sul terreno malfermo.
C qualcosa l! grid con voce strozzata.
Dove?
L disse il giovane indicando il crinale poco pi a sud.  scomparsa, ma... sono sicuro di
averla vista!
Lelfo scrut attorno e annus laria.
Forse era un animale.
David esit.
Non mi sembrava un... Il ragazzo guard il profilo della duna, sopra di loro. S disse infine
cercando di convincersi, forse era un animale.
Larboreo perlustr con gli occhi tuttattorno, nervoso, poi riprese a salire.
Unora pi tardi, erano ancora a met della salita e ne occorsero altre due perch lelfo
raggiungesse il crinale. Ohedn si ferm in cima alla duna e aspett pazientemente il compagno,
controllando, da quella posizione sopraelevata, che non vi fossero pericoli.
Quando finalmente David lo raggiunse, la poca luce che rischiarava il giorno stava svanendo. Il
giovane, sudato e ansimante, si sedette accanto al compagno cercando di riprendere fiato.
Guarda! gli disse Ohedn indicando il fondo del pianoro oltre la duna. Una nube di polvere si
alzava dal terreno e correva verso nord.
Che cos?
Predoni.
Hanno dei cavalli?
Belufi.
Belufi?
S. Sono molto pi veloci di un cavallo su questi terreni franosi e possono resistere senza bere
per giorni.
Il ragazzo cerc di scorgere in lontananza le forme di quelle cavalcature, ma erano troppo
distanti.
Sono diretti a nord, a quanto pare disse lelfo, poi alz la testa e scrut il cielo cupo sopra di
loro.
Il sole sta per tramontare;  meglio se troviamo un rifugio.
Quella notte non accesero il fuoco perch in quel territorio non cera nulla che potesse bruciare.
Si accamparono in un piccolo avvallamento sul dorso di una duna, abbastanza grande da accogliere i
loro corpi, e l si sdraiarono, aspettando che il buio li avvolgesse. Ohedn fece il primo turno di guardia.
***
Una mano gli premeva la bocca. David cerc di liberarsi, ma la voce, un brusio cos vicino che
sembrava nascere dentro la sua testa, lo convinse a desistere.
C qualcuno sussurr lelfo. Non muoverti.
David rest immobile; il buio era assoluto e nulla si poteva distinguere. Dun tratto ud un
rumore lieve, come se del pietrisco fosse stato smosso a pochi passi da loro.
Lychon! pens.
Lentamente allung il braccio e impugn lelsa della spada, ma la mano di Ohdin si pos sulla
sua per fermarlo.
Un attimo dopo sent il suono di un acciarino e vide una luce balenare improvvisa nel buio;
lelfo aveva acceso la torcia e la reggeva sopra la testa.
La creatura stava sul margine della buca e li fissava con i grandi occhi sbarrati. Esit per un
solo istante, sorpresa dal chiarore della fiamma, poi salt indietro e fugg.
Ma chi, cosa diavolo...?! esclam David cercando di riprendersi dalla paura e dallo stupore.
Lelfo illumin il terreno.
Ha preso la tua sacca!
David si guard attorno.
Lo zaino!
Larboreo piant la torcia nella sabbia e velocissimo impugn larco, incendi una freccia e la
scagli nel buio. Il dardo percorse una parabola nellaria, tracciando una scia di luce.
Eccola l!
Senza nemmeno pensarci, David si mise a correre. Percorse veloce il fianco della duna,
scivolando sulla ghiaia, poi spinse le gambe in discesa, sempre pi veloce, finch perse lequilibrio,
cadde in avanti e rotol fino in fondo al pendio. Quando prov a rialzarsi, la testa gli girava cos forte
che dopo pochi passi ricadde a terra come un ubriaco. Un dardo infuocato percorse il cielo buio e and
a conficcarsi nella sabbia.
L! grid Ohedn sopraggiungendo veloce.
David si rialz e riprese a correre in direzione della freccia.
Eccola! si disse vedendo la creatura davanti a s. E io sono pi veloce.
Il ragazzo fece andare i piedi e in poche falcate si ritrov alle spalle del fuggitivo, cos vicino
che con un balzo avrebbe potuto acchiapparlo.
Fermati! grid nella lingua degli elfi.
Lessere si gir verso di lui e lo guard con una strana espressione di stupore e curiosit; poi
spicc un salto, scalci nellaria un paio di volte e si mise a correre davvero. Scivol sulle dune,
leggero come il vento, e in pochi istanti scomparve.
Il giovane prosegu ancora per qualche passo, incredulo, poi si ferm fissando nel buio.
Lhai preso? chiese Ohedn sopraggiungendo.
David ansimava cos forte che non riusciva a parlare.
Sei riuscito a raggiungerlo?
Il ragazzo alz la testa e guard una volta ancora nella direzione in cui era scomparso.
S disse infine. Lho raggiunto... prima che si mettesse a correre.
Uh?
Quello fila come un razzo!
Lelfo scrut attorno pensieroso.
Un tuh! disse infine.
Tra un respiro e laltro, il giovane della razza degli uomini borbott qualcosa che somigliava a
una domanda.
Creature del deserto; ladri e sciacalli. Non ci si pu fidare di loro rispose Ohedn.
Hai dimenticato di dire che sono molto, molto veloci.
Possono correre sulle dune come lepri nella brughiera. Non c modo per un uomo di
acchiapparli.
Neanche tu ce lavresti fatta disse David piccato.
Ohedn sembr non sentire.
La luce che non brucia! esclam.
Il giovane lo guard con aria interrogativa.
La penna magica! Era nella sacca?
Ah, quella? S, certo.
Dobbiamo riprenderla!
Ma te lho detto,  solo un...
Andiamo, presto! esclam Ohedn ignorando le parole del ragazzo.
Larboreo allung la torcia di fronte a s e si mise in marcia, illuminando il terreno per ritrovare le tracce del tuh.

CAPITOLO 11.
VERSO MINERHA.

La fiaccola avanzava nel buio, risalendo le dune per poi ridiscendere e risalire ancora. Ohedn
procedeva svelto, scrutando il terreno davanti a s.
 veloce disse senza smettere di camminare, ma lascia impronte profonde.
Pochi passi pi avanti lelfo si ferm, come se una voce lavesse chiamato.
Che succede? Hai perso le tracce?
No rispose larboreo.
David guard indietro e sent un brivido correre lungo il corpo; il buio li seguiva in silenzio,
denso come inchiostro.
Il giovane si accost allelfo, cercando di nascondersi nel chiarore della fiamma.
 lui? chiese con un filo di voce.
Larboreo annu.
La fiaccola cominci a tremare, come spazzata da un vento improvviso. Ohedn la abbass,
cercando di proteggerla con il corpo, ma mentre i due compagni la fissavano, pregando che continuasse
a risplendere, la fiamma oscill da una parte e dallaltra, lasciando intravedere la pece ardente. Poi si
spense e il buio avvolse ogni cosa.
***
Lychon era cos vicino che potevano sentirne il respiro. Il demone indugiava attorno alla
torcia, annusando il terreno, ma lodore acre della pece bruciata confondeva i suoi sensi; un sottile filo
di fumo nero si levava nellaria.
David stava immobile come un morto e pian piano fu preso da un senso di stordimento e
incoscienza, come se lanima avesse abbandonato il corpo, come se fosse morto davvero; la paura lo
stava ubriacando.
Perse la cognizione del tempo; non avrebbe saputo distinguere i secondi dai minuti, i minuti
dalle ore, le ore dai giorni. Fluttu come uno spirito attraverso quellincubo, finch sent una mano
afferrarlo e trascinarlo con forza verso la superficie.
Se n andato! disse Ohedn tirandolo su.
Il ragazzo emerse dalla terra come un resuscitato e vide le nubi rischiarate dalla luce del giorno.
Si erano nascosti sotto la sabbia, come lucertole deserticole, ed erano rimasti sepolti per tutta la notte;
invano Lychon li aveva cercati, annusando il terreno attorno alla torcia.
David si mise in piedi, scrollandosi la sabbia dai vestiti e dai capelli.
Andiamo, presto! disse lelfo recuperando la fiaccola da terra. Dobbiamo ritrovare la
sacca.
Aspetta!
Il giovane si mise a sedere e si sfil le scarpe; quando le gir sottosopra, una cascatella di
granelli si rovesci sul terreno.
Questa dannata sabbia mi sta divorando i piedi borbott tra s.
Le vuot per bene, controllando con le dita che non ne fossero rimasti in fondo alla punta; poi le
infil di nuovo, con una leggera smorfia, e si alz in piedi.
Ecco! Adesso possiamo andare.

CAPITOLO 12.
LA CITT SOTTERRANEA.

In lontananza un fuoco ardeva sulla duna pi alta; le tracce del tuh li avevano condotti dritti a
Minerha. In piedi sul crinale, David e Ohedn fissavano la fiamma, cercando di valutarne la distanza;
poi ripresero il cammino, scendendo lungo il pendio.
In quella parte di territorio le dune erano pi basse, ma correvano di traverso rispetto alla loro
meta e i due giovani erano costretti a salire e scendere di continuo per procedere verso sud-est.
Ogni volta che scollinavano, potevano vedere il fuoco di Minerha un po pi vicino, ma
quando il sole tramont dietro le nubi e il buio torn ad avvolgere il paesag-
gio desertico, il giovane della razza degli uomini e larboreo erano ancora in marcia.
Non sembrava cos lontano protest David mentre risaliva ancora una volta il fianco di una
duna. Ohedn era gi sulla cima e fissava immobile dallaltra parte.
Non ce la faccio pi ansim il ragazzo accostandosi al compagno. Devo riposare almeno
un...!
Quando guard in basso, ammutol.
La prima impressione fu quella di vedere unastronave, una gigantesca nave spaziale atterrata
tra le dune. La luce tenue delle lanterne filtrava attraverso i buchi nella roccia, disegnando una spirale
irregolare e caotica. Era impossibile, da lass, capire le dimensioni di quella strana costruzione di
pietra, che emergeva dal terreno come la tuga di una nave dalla tolda. Attorno ardevano numerosi
fuochi che illuminavano un viavai confuso di creature bipedi e bestie gigantesche.
Labbiamo trovata!
Quello che vedi  solo lingresso rispose lelfo sistemandosi larco sulle spalle. La citt si
estende sottoterra ed  immensa, anche pi grande di RocOorc o di Etheria. Tieni gli occhi aperti,
David disse larboreo incamminandosi per lultimo tratto.
***
La bestia chin il capo fin quasi a terra, annus il giovane hbrom e lanci un lungo brontolio
facendo vibrare le labbra pendule.
Il belufo era pi alto di una giraffa, ma aveva il collo molto pi corto e le zampe ancora pi
lunghe. David non aveva mai visto un animale del genere e lo osservava incredulo. Il pelo era corto,
color sabbia, percorso da sottili striature brune. La testa era ornata da piccole corna ricurve e nodose
che si univano dietro la nuca.
Un altro belufo abbass la testa e annus i nuovi arrivati dilatando le grosse narici. In groppa
portava una piccola sella di cuoio e delle strane staffe rigide rivolte in avanti.
Poco distante i cavalieri di quelle creature, avvolti in lunghe vesti grigie, bivaccavano attorno a
piccoli fuochi; uno strano odore di cibo abbrustolito riempiva laria assieme al fumo biancastro.
Chi sono? chiese il ragazzo.
Cinri rispose lelfo tirando dritto.
Sono pacifici?
Sono predoni.
David sobbalz e, cercando di non farsi vedere, scrut quelle figure che si muovevano nel
chiarore dei fal; gli parve allora di veder baluginare delle lame sottili sotto i vestiti.
Andiamo! lo richiam Ohedn.
Sfilarono veloci tra i fuochi dei cinri e salirono per una scala di pietra che percorreva il
perimetro dellastronave, talmente sconnessa e malferma che sembrava sul punto di crollare da un
momento allaltro. Giunsero cos di fronte a una delle porte di Minerha, un grosso buco nella pietra,
vagamente squadrato, attraverso cui filtrava una luce tremante.
Sei pronto? chiese Ohedn.
David annu.
Lelfo sguain la spada di pochi centimetri, per assicurarsi che la sabbia non lavesse bloccata
nel fodero; poi guard il compagno e con un cenno del capo entr nella Citt Sotterranea.
***
Appesa a una forca di ferro che sbucava dalla pietra, una lucerna illuminava la via da seguire.
Un sottile filo di fumo nero saliva fino alla volta, diffondendo lodore dellolio bruciato. David e
Ohedn proseguirono, percorrendo in discesa la galleria sotterranea.
Dopo pochi passi la luce si fece cos debole che a malapena potevano scorgere i contorni del
cunicolo, ma ecco che unaltra lucerna brill davanti a loro; i due giovani continuarono, seguendo il
percorso tracciato dalle fiamme.
Di tanto in tanto, da una parte e dallaltra, si aprivano delle gallerie laterali; lunghe ombre
dallaspetto mostruoso danzavano sulle pareti rocciose.
David e Ohedn si addentrarono nelle viscere di Minerha, finch sbucarono in una grande
camera sotterranea in cui echeggiava il vociare confuso di mille lingue. Poco pi avanti si trovarono sul
ciglio del baratro e dovettero fermarsi; immobili, osservarono il mondo sotto di loro.
Dove accidenti siamo finiti? mormor David con un filo di voce.
Era come un gigantesco pozzo, largo almeno mille braccia e ancora pi profondo. Sulle pareti si
apriva una moltitudine di cunicoli, collegati tra loro da una lunga scala a chiocciola scavata nella pietra
che percorreva le pareti del pozzo dalla cima fino al fondo. Le lanterne brillavano nel buio come stelle
nel cielo, illuminando frammenti disgiunti di quel mondo sotterraneo.
Per le orecchie di tutti gli elfi! esclam Ohedn.
Sembra un gigantesco formicaio disse David.
Mai stato a Minerha, elfo?
Una voce sottile, quasi come quella di un bambino, giunse dalla penombra. Quando si voltarono
videro una creatura minuta, molto pi piccola di un giovane hbrom e anche di un elfo. Portava un
lungo bastone ricurvo, sulla cui cima dondolava una piccola lucerna, e indossava uno strano vestito
dalle maniche lunghe, arrotolate fin sopra i polsi.
Quellessere li osservava con uno sguardo fin troppo furbo, attraverso degli strani occhiali dalla
montatura a forma di cuore.
No, mai rispose Ohedn.
Allora vi servir una guida.
Che cosa vuoi in cambio?
Come sei diffidente! Poi si vedr. Che cosa cercate nella Citt Sotterranea?
Da mangiare, da bere e nessunaltra domanda rispose lelfo.
Bene. Qui puoi trovare tutte e tre le cose. Venite.
E cos dicendo si incammin gi per la scalinata di pietra.
I due giovani esitarono.
 un nano? chiese David accostandosi al compagno per non farsi sentire.
No,  un ulo.
Ah! E possiamo fidarci di un ulo?
Larboreo non rispose.

CAPITOLO 13.
LILO.

Questo  solo il pozzo di scavo disse lulo percorrendo la lunga scalinata che scendeva verso
il fondo.  come... una piazza, una grande piazza da cui si diramano le strade della citt aggiunse
indicando i cunicoli che si aprivano sulla parete dello strapiombo. Da qui Minerha si allarga come la
tela di un ragno e nessuno sa davvero fin dove si spingano i suoi cunicoli. I nani hanno scavato per millenni.
Dove ci stai portando...?
Lilo! Cos mi chiamo disse la guida.
Allora, dove ci stai portando, Lilo?
A mangiare rispose lulo con la sua vocetta sottile.
In quello stesso istante David si sent urtare cos forte che per poco non fin a terra.
Nokrohk lohkr, runok! ringhi la creatura.
Era tozza e possente quanto un kahuro e alta come un gurbl. Attorno alle braccia portava dei
grossi anelli color delloro che gli stringevano i muscoli sotto la pelle livida. David la guard attonito.
Non... non capisco quello che dici balbett.
Attento a dove metti i piedi ripet la creatura nella lingua degli elfi, facendo saettare la coda
davanti agli occhi del ragazzo.
Scusa. Non avevo visto la tua... coda.
Mi prendi in giro? ringhi il colosso impugnando lelsa del coltello che portava alla cinta.
No, davvero, io...
Lascialo perdere, kruhl prov a dire la piccola guida,  solo un giovane straniero.
Non timmischiare, ulo! rugg quello piazzandosi davanti al ragazzo e sguainando la lama di
un palmo.
Ascolta le parole dellulo disse Ohedn, non siamo in cerca di guai.
Il kruhl, che fino a quel momento sembrava non aver notato larboreo, sgran gli occhi; Ohedn
appoggi la mano sullelsa della spada.
Per un lungo istante i due si fissarono in silenzio; poi, lentamente, il colosso rinfoder il coltello
e fece un cenno col capo. Lelfo si gir, prese David sotto braccio e raggiunse la guida.
Andiamo disse poi.
Il kruhl continu senza voltarsi e si perse nella calca assieme alla sua coda.
Ben fatto, elfo, molto ben fatto! comment lulo. Mai pestare la coda a un kruhl aggiunse
poi rivolto al ragazzo.  considerata una grave offesa e i kruhl sono molto permalosi!
David annu.
Non far fatica a ricordarmelo.
Proseguirono nella discesa, facendosi largo tra un gran numero di creature che, come loro,
percorrevano la scala di pietra. Cerano cos tante razze diverse in quel luogo che David non riusciva a
tenere gli occhi fermi, curioso e sbalordito allo stesso tempo.
Sar meglio che smetti di fissarli... come ti chiami? chiese lulo dun tratto.
Ohedn guard il compagno con sguardo severo.
Mi chiamo... David esit, Rownroc rispose infine.
Rownroc? Strano nome per un... si interruppe.
Dicevo, Rownroc, faresti meglio a non fissarli; a Minerha tutti hanno qualcosa da nascondere
e a nessuno piacciono i curiosi.
Il ragazzo annu di nuovo.
Continuarono a scendere lungo la scala; da una parte cera lo strapiombo, mentre dallaltra si
aprivano i cunicoli, alcuni grandi, altri piccolissimi, in un intrico caotico di gallerie sovrapposte, da cui
si affacciavano bazar, osterie, bettole e rivendite di ogni tipo.
Giunsero infine in fondo al grande pozzo di scavo. La volta rocciosa era cos alta che non si
riusciva a distinguere, ma le lanterne che illuminavano la scala di pietra splendevano nel buio del
sottosuolo, disegnando una gigantesca spirale luminosa.
Il fondo del pozzo sembrava una piazza nel giorno di mercato. Gli spacci erano accalcati luno
sullaltro, come le bancarelle degli ambulanti; vi si trovava ogni genere di merce: oggetti doro e
dargento, pietre preziose, unguenti medicamentosi, armi da taglio e balestre, e tante altre cose che
David non poteva riconoscere.
Da dove viene tutta questa roba?
I predoni rispose Lilo.
In quel momento, un cinro tir fuori da sotto la veste grigia uno strano oggetto metallico, dalla
forma rotonda, e lo mostr a una creatura dal naso enorme e le mani piccole e tozze; questa lo prese e
lo osserv con attenzione alla luce di una candela.
Non lhai ancora capito, Rownroc? Minerha  il pi grande covo di briganti di tutta la Terra
di Arcon. Venite disse la guida inoltrandosi in un grosso cunicolo, qui staremo molto pi tranquilli.
David e Ohedn esitarono.
Dove porta questa galleria? chiese lelfo.
Uhm... sempre sospettoso comment lulo. Non volevate bere e mangiare?
I due giovani si guardarono lun laltro per un istante, poi entrarono.
***
Lilo procedeva per primo, reggendo la lanterna davanti a s; la fiamma illuminava le pareti di
pietra lasciando il buio dietro di loro.
Percorsero la galleria per oltre duecento passi, finch videro brillare una torcia. Era conficcata
nella volta di pietra e rischiarava lingresso di un cunicolo laterale, leggermente pi piccolo.
Per di qua disse lulo infilandosi dentro, siamo quasi arrivati.
David e Ohedn lo seguirono in silenzio.
Poco dopo si ritrovarono in una grande camera illuminata che aveva tutta laria di una taverna
sotterranea.
Il chiarore proveniva da un grande candeliere rotondo che pendeva da una catena al centro della
stanza. Uno strano odore di cibo speziato si levava dai tavoli. Gli avventori erano immersi nella
penombra e solo qualche candela consumata illuminava appena i volti di molte razze.
A un lato era sistemato un tavolaccio di legno che serviva da bancone; l dietro si muoveva una
creatura straordinariamente bassa e tarchiata, con la testa incassata nelle spalle robuste e lunghi baffi
che scendevano fino a sfiorare il tavolo. Lulo scivol tra i tavoli e raggiunse il bancone.
Salute, Trog! disse accostandosi alloste.
Salute a te, Lilo rispose quello con una voce cavernosa che sembrava giungere dal cuore della
terra.
David si accost al compagno e gli sussurr allorecchio.
Che razza...?
Quello  un nano rispose Ohedn.
Il ragazzo si avvicin e scrut di nascosto le forme di quella creatura. Le braccia erano forti
come quelle di un kahuro, ma molto pi corte; le mani, che teneva appoggiate sul bancone, erano tozze
e robuste come morse di ghisa.
Trog  lunico nano che vedrete a Minerha disse lulo. Sebbene siano stati quelli della sua
stirpe a scavare la Citt Sotterranea, nessuno di loro  rimasto.
Trog accenn un sorriso dietro alla folta barba rossiccia. Aveva un viso bonario e furbo allo
stesso tempo.
Che cosa posso fare per voi, ulo?
Sfama questi due miei compagni e dai loro da bere, nano.
Trog annu e scomparve in un buco che conduceva nel retro.
Torn pochi istanti dopo con due ciotole fumanti che appoggi sul bancone.
Mangiate, amici disse poi.
David cerc di capire che cosa gli avesse messo sotto il naso Trog, ma la luce era cos fioca che
non riusciva a vedere. Uno strano odore di carne ribollita e spezie risaliva dal piatto assieme al vapore.
Che cos? fu tentato di chiedere, ma per qualche ragione prefer tacere.
Meglio non vedere cosa si mangia a Minerha disse Lilo con un sorriso ambiguo.
Loste fece finta di non sentire. Il ragazzo affond il cucchiaio e dei pezzi di chiss cosa
emersero dal brodo. Avvicin la zuppa al naso e annus ancora una volta, sospettoso, finch la fame lo
convinse a mangiare.
Non ti uccider disse Trog versando del vino in due grossi boccali malamente sbrecciati. Poi
prese un bicchiere molto pi piccolo e lo serv allulo.
David mastic e subito deglut, temendo di scoprire con la lingua quel che aveva in bocca.
Allora, che cosa cercate a Minerha? chiese Lilo sorseggiando dal suo piccolo bicchiere.
Si era detto niente domande, ulo rispose Ohedn senza alzare la testa dal piatto.
Uhm... elfo sospettoso che sei.
Cerchiamo un gigante della Citt di Pietra disse David.
Per un istante lulo sgran i grandi occhi nellombra.
Un... gigante?
S ribad il ragazzo. Alto pi di tre braccia e con i capelli legati in una lunga coda.
Lilo indugi, come se stesse cercando di ricordare, poi annu.
Dove? Dove lo hai visto?
 passato molto tempo...
E quanto costa la tua memoria? chiese Ohedn.
Non voglio denaro rispose lulo.
Non abbiamo n oro n pietre preziose.
Avete tutto quello che cerco.
Che cosa vuoi? chiese lelfo facendosi scuro in volto.
La merce pi rara che si possa trovare in questo buco di dannati.
Cosa?
La fiducia rispose lulo avvicinando il bicchiere alla bocca.
David e Ohedn si guardarono increduli.
Ti renderemo la fiducia che ci darai, Lilo disse poi larboreo.
Lulo lo fiss in silenzio e annu.
Il gigante  passato da Minerha quattro lune fa, diretto a est. Perch lo cercate?
Per aiutarlo rispose David.
Combattete il Signore Oscuro?
I due esitarono.
Fino allultimo rispose infine il ragazzo.
Lilo annu.
Hai parlato con il gigante? chiese Ohedn.
No. Il vostro amico era muto e silenzioso come un morto.  sceso nel pozzo di scavo per un
solo giorno; ha fatto rifornimento di viveri ed  subito risalito. Egli porta un fardello terribile.
David annu.
Sai dove si trova adesso?
A est. Se nessuno lo ha fermato deve aver varcato da tempo i confini del deserto di ghiaia.
Quanti giorni occorrono per attraversare il deserto?
Almeno un mese di cammino. Ma non  facile superare i territori dei cinri.
Chi sei tu? chiese Ohedn fissandolo negli occhi.
Un nemico del buio rispose Lilo alzando la lanterna che reggeva in cima al bastone.
Improvvisamente David vide brillare una piccola luce nella penombra della taverna. Mentre la
fissava, la luce si spense e poi di nuovo si accese e cos altre due o tre volte. Il ragazzo la fiss
incuriosito, finch il cuore gli diede un tuffo.
Mentre Ohedn e Lilo continuavano a parlare, il giovane si alz e si avvicin al tavolo come
unombra silenziosa. La creatura stava seduta nel buio, rigirandosi tra le mani la penna con il cappuccio
luminoso. Faceva scattare linterruttore per accenderlo e spegnerlo, quasi stregata da quello strumento
misterioso.
David allung una mano.
Quelloggetto  mio disse senza esitazione.
Il tuh alz il capo e sgran i grandi occhi in direzione del ragazzo. Aveva lunghi capelli corvini
che gli cadevano disordinatamente sul viso e sulle spalle.
Il ladruncolo si guard attorno con aria furtiva e in pochi istanti individu lelfo vicino al
bancone.
Non ci provare. Ohedn non sbaglia un colpo.
Il tuh prese la penna e lentamente la porse al ragazzo. David fece per afferrarla, ma quando si
accorse che la sua mano aveva solo tre dita, esit, sorpreso e impressionato allo stesso tempo. Il
ladruncolo ne approfitt subito; si alz in piedi e velocissimo salt sul tavolo e poi su un altro e con un
balzo ancora piomb davanti allingresso della taverna.
Fermo!
La creatura si volt verso di lui e il giovane fu certo di vedere i denti bianchissimi splendere per
un istante sul volto scuro. Il tuh accenn una specie di saluto sfrontato, poi riprese la fuga e
velocissimo si gett nel cunicolo. And a sbattere contro un kruhl enorme che stava entrando.
Il colosso si chin e lo afferr per il collo prima che potesse rimettersi in piedi.
Bentrovato, Tiach! disse sollevandolo di peso. Dove sono i miei soldi?
Il tuh sgambett nellaria cercando di liberarsi, ma la presa del kruhl era troppo forte.
E questo cos? chiese strappando la penna luminosa dalla mano del suo prigioniero.
Il ladruncolo allung le braccia nel tentativo di riprenderla, ma il kruhl lo tenne a distanza.
Dove lhai trovato, Tiach?
Lha rubato disse Ohedn facendosi avanti. Quelloggetto  nostro.
Ah, s? E chi lo dice?
Io lo dico rispose larboreo. E non lo dir una seconda volta.
Il kruhl guard alle sue spalle con la coda dellocchio e tre colossi suoi pari emersero
dallombra.
Ne sei proprio sicuro? chiese poi fissando larboreo con il grugno feroce.
Nessun dubbio rispose Ohedn sguainando la spada.
Oh, no! pens David.
I kruhl si schierarono di fronte allelfo e sguainarono a loro volta i lunghi coltelli.
Ehi, fermi...  solo uno stupido gadget prov a dire David. Non c davvero ragione che...
Lo scontro sembrava ormai inevitabile, quando qualcuno alle spalle del giovane tagli il grosso
canapo che reggeva il candeliere. Lanello di ferro cadde tra i tavoli con uno schianto assordante; i ceri
si spensero e la taverna precipit nel buio.
David sent un gran trambusto: urla, gemiti, imprecazioni, tavoli rovesciati, bicchieri infranti.
Muovendosi tentoni in quel caos inestricabile, si rifugi sotto una panca, sperando cos di evitare i
fendenti che falciavano laria. Fu allora che vide una piccola luce rotolare verso di lui.
La penna!
Il ragazzo allung una mano nel tentativo di afferrarla, ma quella rotol via, quasi si fosse
animata. Allora la segu a quattro zampe, cercando di evitare i colpi della battaglia; laveva quasi
raggiunta quando di nuovo fu scalciata lontano.
Accidenti! esclam David inseguendola.
Continu carponi, fissando la luce della lampadina, finch improvvisamente la vide sollevarsi
da terra.
Eh, no!
Il ragazzo prese lo slancio e salt nel buio. Sent tra le braccia un corpo minuto ma
straordinariamente vigoroso e in un istante si ritrov con le spalle a terra.
Ohedn! grid con voce strozzata.
Sei tu, per tutti gli elfi!
Spegnila, presto! disse David.
Larboreo clicc sul cappuccio e la penna scomparve.
Vieni, andiamo! disse poi aiutando il ragazzo ad alzarsi.
I due compagni si fecero largo nel buio caotico della rissa e riuscirono a guadagnare luscita.
Di qua! disse Ohedn scorgendo il chiarore delle torce nel cunicolo principale.
Corsero verso la luce, lasciandosi dietro un baccano di voci rabbiose. Quando giunsero al bivio,
esitarono.
Da che parte preferisci che ci perdiamo, Ohedn? chiese David sbirciando la galleria buia.
Proviamo di qua rispose lelfo inoltrandosi verso sinistra.
Proseguirono per alcuni metri, inseguiti dalle grida dei kruhl.
Stanno arrivando! Dobbiamo andare pi in fretta!
Non si vede niente!
Dimprovviso una fiamma si mosse nel buio davanti a loro.
Da questa parte, presto! grid una voce sottile.
Lilo stava allingresso di una piccola galleria secondaria.
Seguitemi! disse, e senza esitazione si addentr nel labirinto sotterraneo.
Le grida si fecero ora distanti, ora pi vicine, poi di nuovo distanti, finch si persero in
lontananza.
Non possono giungere sin qui. Questi cunicoli sono troppo piccoli per i kruhl.
Lilo li condusse lungo un budello cos stretto che a malapena riuscivano ad avanzare,
strisciando i corpi sulla parete di roccia.
Ho scoperto questi cunicoli secondari esplorando il ventre di Minerha disse lulo allungando
la lanterna di fronte a s. Pochi si sono spinti cos in profondit;
hanno paura di perdersi, di smarrire la via per la superficie.
Lilo abbass la lanterna e illumin un ammasso informe al margine del cunicolo. David lo
osserv in silenzio, finch riusc a distinguere i pezzi arrugginiti di unarmatura. Allinterno erano
ammucchiate delle ossa scomposte.
Chi... che cosera? chiese il giovane.
Qualcuno che ha smarrito la strada, suppongo! rispose la guida senza fermarsi.
Dove ci stai portando, ulo? chiese lelfo.
In un posto sicuro.
Giunsero infine ai piedi di una scala di pietra, che saliva attraverso la roccia dritta come un
camino. Era cos ripida e stretta da dare le vertigini.
Fate attenzione, giovani stranieri disse Lilo voltandosi indietro, chi scivola da questi
gradini... muore.
Poi diede il via alla scalata.
Salirono per oltre cento braccia, uno dietro laltro, seguendo il chiarore della lanterna, mentre il
buio si chiudeva dietro di loro, nascondendo il baratro.
Per non precipitare, David appoggiava la schiena alla roccia e puntava le ginocchia sui gradini,
invisibili nella penombra.
Quanto manca? chiese Ohedn in tono brusco.
Non molto, arboreo. Stai tranquillo.
Pochi istanti dopo la piccola guida si ferm e allung la lanterna verso lalto per accendere lo
stoppino di una candela. La fiamma sfrigol nellaria, lasciando intravedere i frammenti di una grande
sala sotterranea.
Poi, improvvisamente, una nuova fiamma brill dallaltra parte della volta, e unaltra ancora sul
lato opposto, finch lintera camera fu illuminata come la sala reale nel giorno dellincoronazione.
Ma cosa...? esclam lelfo, abbagliato.
I nani sapevano come portare la luce nelle profondit della terra.
Com possibile? chiese David strabuzzando gli occhi.
Diamanti come specchi rispose Lilo sfiorandone uno con la mano. Moltiplicano la luce della
candela e la diffondono in ogni angolo.
Incredibile! esclam il giovane guardandosi attorno.
La luce sembrava venire da ogni parte, come se mille lumi fossero stati accesi nello stesso
istante.
Cerano molte altre stanze come questa disse lulo, lui stesso ammirando la magica bellezza
di quel luogo, ma secolo dopo secolo sono state saccheggiate quasi tutte. Minerha doveva essere un
luogo meraviglioso... prima che la luce fosse rubata.
David not allora che lungo le pareti erano allineate delle pietre squadrate, a formare un grande
cerchio.
Che posto  questo? chiese Ohedn.
Qui si riunivano i nani, quando la miniera era ancora attiva. Sono passati pi di mille anni.
Lulo si avvi verso la scala dingresso.
Dove vai? chiese Ohedn bloccandogli la strada.
Ho cose urgenti da fare, elfo.
Non possiamo uscire da qui senza la tua guida.
Torner tra qualche ora. Riposate, nel frattempo; questo luogo  sicuro.
E se non torni?
Hai gi finito la fiducia, arboreo?
Ohedn esit e guard il giovane della razza degli uomini; David annu.
E sia disse lelfo facendosi da parte.
Lulo sinfil nel buco e discese rapido le scale di roccia.
Quando la luce della lanterna fu scomparsa, Ohedn si accost al ragazzo e sfil qualcosa da
sotto la giubba.
Tienila tu disse restituendo al ragazzo la penna con il cappuccio luminoso. Il ragazzo prov a
far scattare linterruttore e la lampadina si accese.
Funziona ancora disse con un sorriso.
Mettila al sicuro.
Daccordo rispose David, infilandola in una tasca della giubba.
Ohedn annu soddisfatto.
Tu sei il portatore della luce disse infine. Non dimenticarlo.

CAPITOLO 14.
IL SIGNORE OSCURO.

Sotto un cielo plumbeo, il grande cigno torreggiava silenzioso sulla porta di Etheria. Una luce
grigia, funerea, illuminava i suoi contorni di pietra. Il principe degli uomini entr nella Citt del Cielo.
Le vie erano deserte. I canali dove un tempo scorreva lacqua limpida dellOlor erano colmi di
un liquame stagnante, color del piombo. I ponti e le mura antiche avevano perduto la lucentezza e
giacevano immobili e cupi come lapidi.
Il giovane hbrom percorse la strada che portava a Vitra con la morte nel cuore. Due kahuri
con armature brunite stavano di guardia al portone dargento; quando lo videro avvicinarsi, aprirono il
varco e lo fecero entrare.
I giardini della Reggia del Cielo erano aridi e spogli; una polvere di cenere ricopriva le statue e
le mura di marmo. Lantica torre di Druhm era avvolta da una nebbia fumosa.
David esit per un lungo istante, poi spinse il portale ed entr nella cupola dalabastro.
Una luce sepolcrale scendeva dalla lanterna di vetro e illuminava la stanza del trono. La vasca
del cigno, dove un tempo nuotava Galanthr, il cigno sacro, era colma del medesimo liquido plumbeo e
cos il canale che portava allEtherion, il lago del cielo. Un senso angosciante di morte avvolgeva ogni
cosa.
Il Signore Oscuro sedeva sul trono di Etheria, immobile nella sua armatura dargento. Il
mantello di stracci gli scendeva sulle spalle e spuntava da sotto le gambe assieme al fodero della spada.
Il giovane si avvicin e cerc con gli occhi il suo sguardo, ma Kahs sembr non vederlo.
Fissava il vuoto, immobile come una statua; unespressione insieme di odio e di folle terrore brillava
nel suo volto scavato.
David Dream sal sui gradini e si accost al trono, abbastanza vicino da poterlo toccare; il cuore
gli batteva nel petto cos forte da risuonare nel silenzio irreale di quel luogo.
Dunque  questo il regno degli uomini? chiese fissando il profilo di Kahs.
Il Signore Oscuro continu a guardare di fronte a s, immobile, e David ebbe la sensazione che
egli vivesse ormai oltre la morte, animato da un odio inestinguibile.
***
Quando apr gli occhi, gli parve che la luce nella stanza fosse molto pi fioca. La cera si era
consumata quasi del tutto e una piccola fiammella brillava sul fondo del candelabro, al centro della
nicchia. Ohedn era accovacciato in cima alla scala dingresso e ascoltava i rumori che provenivano dai
cunicoli.
Cosa succede? chiese il ragazzo.
 trascorsa unintera candela e la nostra guida non  ancora tornata rispose larboreo.
David si accost al compagno e fiss le tenebre che salivano lungo la galleria.
Dobbiamo andarcene da qui disse lelfo alzandosi in piedi.
Perch?
C qualcosa...
In quello stesso istante la candela si spense e il buio invase la stanza.
Il rumore dellacciarino spezz il silenzio assieme a una scarica di bagliori, finch la torcia si
accese con uno sfrigolio.
Andiamo, presto! Devesserci unaltra uscita! disse larboreo illuminando la parete di roccia.
Eccola! Per di qua!
Ma David esit.
Lilo ha detto di aspettarlo qui! Ci perderemo, Ohedn!
Ma non lhai ancora capito? Siamo caduti in trappola! Dobbiamo andarcene sub...
Prima che lelfo potesse terminare, la torcia cominci a crepitare, a gemere, soffocata dalle
tenebre. David sent il cuore fermarsi.
Lychon! esclam sgranando gli occhi.
Gli parve allora di scorgere unombra nellombra, come se il buio stesso si facesse materia.
Andiamo! grid incalzando il compagno.
Percorsero veloci lo stretto cunicolo fino alla prima biforcazione.
Da che parte? chiese Ohedn allungando la torcia davanti a s.
Di qua!
Pochi passi e giunsero a un secondo bivio.
Questo posto  un maledetto labirinto!
A sinistra! disse David.
E ora?
A destra!
Come fai a conoscere la strada? domand lelfo senza smettere di correre.
Non la conosco rispose il ragazzo. Ma ogni bivio lo costringer a rallentare. Di qua! Non
fermarti!
Continuarono a muoversi senza sosta in quel dedalo oscuro, come minuscole formiche perdute
nelle viscere della terra, finch sbucarono in una galleria pi grande, illuminata da una fila di torce
allineate lungo la parete.
 una delle vie principali! disse David guardando da una parte e dallaltra.
Le fiamme crepitavano in un silenzio assoluto.
Proviamo di qua; forse incontreremo qualcuno.
Ma dopo un centinaio di passi, si trovarono la strada sbarrata.
La volta  crollata! disse Ohedn guardando i massi che ostruivano il passaggio.
Dobbiamo tornare subito indietro! esclam il ragazzo voltandosi, ma fu allora che la torcia
pi lontana prese a tremare e a languire; un istante dopo si spense e il buio avanz di un passo.
Troppo tardi mormor lelfo.
Trascorsero pochi secondi e anche la fiaccola successiva si spense, come se un vento
improvviso lavesse spazzata. Ohedn sguain la spada e arretr.
Dobbiamo andarcene da qui! disse senza smettere di fissare il buio in fondo alla galleria.
Pensa a qualcosa, David!
Il giovane scrut attorno e riusc a scorgere lingresso di un cunicolo daerazione che saliva in
verticale verso la superficie.
Lunico modo  su per quel camino.
Ohedn gett unocchiata allimboccatura.
Riesci a raggiungerlo?
Il ragazzo cerc di arrampicarsi lungo la parete di roccia, ma ricadde subito indietro.
Non ce la faccio.  troppo alto.
Unaltra torcia si spense.
Prova ancora!
Il giovane tent di puntellarsi con i piedi da una parte e dallaltra, ma dopo qualche metro
rovin a terra.
Vai tu, Ohedn. Tu puoi farcela!
Lelfo non rispose.
Unaltra fiaccola si spense e poi unaltra ancora, finch il buio giunse a pochi passi da loro. La
voce di Lychon risuon come un incubo.
Sar divertente ucciderti, elfo.
Larboreo serr le mascelle e fiss lultima torcia ancora accesa. Mentre la fiamma cominciava
a tremare, rinfoder la spada e impugn larco. Incocc una freccia e, prima che la fiamma si
spegnesse, incendi la punta e scocc.
Il dardo saett nel cunicolo, ma a pochi passi dal bersaglio si spense, come se avesse
attraversato la superficie dellacqua; continu il suo tragitto nel buio, finch si ud un colpo secco,
accompagnato da un rantolo soffocato.
Bel colpo, arboreo ringhi Lychon. Tirane un altr...
La freccia sibil nellaria e si conficc nel suo corpo deforme.
Adesso basta giocare! grid il demone.
Lultima torcia gemette per un istante e si spense, ma Ohedn fece in tempo a incendiare la terza
freccia.
Lelfo esit, fissando la punta del dardo infuocata; poi tese larco fino alla bocca e scocc. Le
tenebre li avvolsero come un mantello.
Stammi vicino, David! grido larboreo sguainando la spada nel buio. Venderemo cara la
pelle!
Fu allora, quando ormai sembrava che nulla potesse salvarli, che videro una luce scendere
dallalto, come uno spirito del sottosuolo.
Lilo! grid il ragazzo riconoscendo la piccola guida.
Lulo si era calato dal camino di aerazione e fronteggiava il demone, reggendo la lanterna di
fronte a s.
Fatti da parte, elettro! ringhi Lychon.
Mai! Chi regge il sacro fuoco di Mthre non si arrender mai al buio!
Maledetto ulo! La fiamma del fuoco sacro  sempre pi debole; non riuscirete a fermare il
Signore Oscuro!
David e Ohedn guardarono il compagno con gli occhi sgranati.
Dunque sei un elettro! chiese il ragazzo.
Ben-Zac mi ha parlato attraverso il fuoco di Mthre rispose Lilo mentre la lanterna oscillava
come nel vortice di una tempesta, di un elfo arboreo e di un giovane hbrom che porta la luce:
Proteggili dal buio!
Lulo cadde a terra, sopraffatto dalla furia di Lychon, ma riusc a rialzarsi, reggendosi alla
roccia.
Dovete andare! grid. Non riuscir a trattenerlo a lungo.
Ohedn salt sulla parete di roccia e raggiunse il cunicolo.
Non ci sono appigli! Ci vorrebbe una...
... corda disse David fissando il capo di una fune che scendeva dal buco.
Presto, andate! grid Lilo appoggiando la schiena alla parete. Cercate la citt oltre la nebbia!
L sarete al sicuro.
Bbalon?
Presto! grid lulo.
I due giovani si aggrapparono alla fune e iniziarono larrampicata.
Salirono attraverso la roccia, puntando i piedi contro le pareti, finch scorsero un chiarore in
cima al camino, dove il cunicolo si apriva allesterno.
Vedo luscita, Ohedn! esclam David.
Il giovane riusc a raggiungere limboccatura del pozzo e si aggrapp alla roccia, ma a quel
punto si accorse di non avere pi forze.
Non ce la faccio mormor con un filo di voce.
Fu allora che si sent afferrare per le spalle e sollevare verso lalto. Cadde a terra, ansimante, e
per alcuni istanti non riusc neppure ad alzare la testa. Quando finalmente guard in alto, riconobbe il
tuh che gli aveva rubato lo zaino; stava in piedi ai bordi del pozzo e lo fissava con il suo sguardo
enigmatico.
Un istante dopo Ohedn salt fuori dal camino dareazione; quando vide il ladruncolo vicino al
compagno, sguain la spada.
No, fermo! esclam David allungando una mano.
Larboreo si avvicin al tuh guardandolo torvo.
Che cosa ci fai tu qui?
Lulo chiesto di guidare voi fuori da deserto rispose quello fissando larboreo negli occhi.
Aveva una voce leggermente roca e parlava lantico verbo con qualche difficolt.
E tu perch hai accettato? Non sei certo un elettro.
Lui pagato molto denaro rispose il tuh con un sorriso sfrontato.
David si alz in piedi.
Perch lha chiesto proprio a te?
Perch Tiach conosce deserto e perch Tiach... ladro.
I due giovani lo fissarono con aria interrogativa.
Seguite me, presto!
Ma... non possiamo abbandonare Lilo disse il ragazzo lanciando unocchiata il fondo al
cunicolo.
Il tempo  poco rispose il tuh.
Il giovane non sapeva decidersi.
Dobbiamo andare, David! Lulo se la caver, vedrai disse Ohedn trascinandolo via.
Un istante dopo la fune scivol nel buco come un serpente.
***
Tiach camminava con una strana andatura, come se fosse sempre in punta di piedi. Mentre lo
seguiva, David fece scivolare gli occhi sulle sue gambe e trasal per la sorpresa.
Erano lunghe e forti, percorse da muscoli guizzanti. Ma la cosa pi bizzarra era che poggiavano
a terra con due sole dita, larghe e robuste; il tallone stava cos in alto che sembrava appartenere pi alla
gamba che al piede.
Ecco come fa a correre cos veloce! pens.
Reggendo la torcia sopra di s, il tuh si affrett lungo il pendio di una duna. Si muoveva sul
terreno franoso con straordinaria disinvoltura e i due giovani faticavano a tenere il passo.
Loro sono qui dietro disse indicando oltre la cima.
Di chi stai parl...?
Prima che potesse finire la frase, David fu investito da un verso bestiale.
Il belufo salut il loro arrivo con un lungo grugnito e il compagno, accovacciato al suo fianco,
gli fece eco brontolando nellombra.
David e Ohedn balzarono indietro per la sorpresa.
Per Arcon! Che cosa ci fanno questi due qui?
Deserto troppo grande per chi ha zampe corte rispose il tuh facendo scivolare gli occhi sulle
loro gambe.
Non vorrai mica che noi...?
Predoni no contenti se ruba belufi lo interruppe Tiach indicando verso ovest. Noi ora
meglio andare.
Il tuh si accost al belufo e con alcuni comandi lo convinse ad accovacciarsi.
Salite, presto!
Ma...
Predoni stanno arrivando.
Al diavolo, andiamo! disse David montando in sella.
Tu ha mai cavalcato belufo? chiese Tiach accostandosi al ragazzo.
David scosse la testa fissando il lungo collo che gli stava davanti.
Be,  come... come jamb.
Il giovane lo fiss attonito.
Tu mai cavalcato jamb?
Ho cavalcato delfini, cavalli e anche un cigno; cosa diavolo  un jamb?
 come... come grande belufo rispose Tiach.
Poi diede un comando allanimale toccandolo sul fianco e quello inarc il dorso e si alz con un
grugnito.
A David sembr dessere su una giostra del luna park, una di quelle navicelle che girano in
tondo e poi allimprovviso si alzano fino al cielo. Vide la terra allontanarsi e sent lo stomaco scendere
in fondo alla pancia. Mentre la bestia prendeva la sua andatura, il ragazzo si sent scrollare da una parte
e dallaltra e poco ci manc che fosse disarcionato. Era cos in alto che a malapena poteva vedere il
terreno nella penombra.
Se cado da questa altezza non mi rialzo pi! pens sgranando gli occhi nel buio.
Gli animali si allinearono uno dietro laltro e iniziarono la loro marcia verso est, allungando le
zampe dinoccolate attraverso il deserto; a ogni passo la sella ondeggiava avanti e indietro come
unaltalena. Improvvisamente il ragazzo si sent sollevare ancora pi in alto e non riusc a trattenere un
urlo di spavento; poi gi, velocissimo, e poi ancora su, come sulle montagne russe. Con un solo passo il
belufo poteva salire e scendere dalle dune di ghiaia ed era impossibile anticipare i suoi movimenti
nelloscurit.
Pi veloci! grid Tiach. Stanno arrivando!
David si volt e vide una nuvola di fiamme danzare dietro di loro. I predoni li inseguivano a
dorso di belufo, ma solo le loro torce si potevano scorgere nel buio.
Il tuh raccolse un ciottolo e lo scagli con forza sul posteriore del belufo su cui stava il
ragazzo. La bestia lanci un breve muggito, inarc il lungo collo e si diede al galoppo.
Oh, no! grid David serrando gli occhi e affondando le mani nel pelo dellanimale.

CAPITOLO 15.
ATTRAVERSO IL DESERTO.

Quando riapr gli occhi, la luce tenue del giorno rischiarava la coltre di nubi.
Il belufo avanzava al passo, superando le dune con la sua andatura dondolante, e il terreno
scorreva rapido sotto di lui.
Il ragazzo si guard attorno e scorse Tiach che con lunghe falcate procedeva di fianco alla
bestia.
Hai corso tutta la notte? chiese stupito.
Io non sta correndo rispose il tuh come se nulla fosse.
Ah, gi comment David con un sorriso.
Poi si gir per cercare Ohedn. Lelfo era in sella al suo belufo e lo salut con la mano;
sembrava insolitamente allegro.
Bella sgroppata, eh? grid.
Il ragazzo rispose agitando il braccio, come a dire accidenti!
Dove siamo, Tiach?
Nel mezzo di deserto di Kalabh.
E quanto tempo occorrer per arrivare dallaltra parte?
Cos piano passa almeno altri dieci giorni.
Dieci giorni... pens David. Non sono poi molti.
Con la luce del giorno, che filtrava tenue attraverso la coltre di nubi, riusciva a scorgere il
terreno davanti al belufo e ad assecondare i suoi movimenti con il corpo. Inoltre da lass poteva vedere
molto lontano e avvistare i predoni a miglia di distanza. Il giovane si mise comodo sulla sella e si lasci
trasportare da quella strana cavalcatura.
***
La piccola carovana solc il deserto di ghiaia per dieci giorni. I belufi camminarono tra le dune
e le nubi, percorrendo il deserto con le loro lunghe falcate, instancabili.
Allalba dellundicesimo giorno, la coltre del cielo sembrava ancora pi cupa del solito e una
strana luce, color dellacciaio, rischiarava la sabbia.
Larboreo, in sella al belufo, si accost al principe degli uomini.
Il potere del Signore Oscuro si fa ogni giorno pi forte disse fissando lorizzonte di
quelloceano immobile.
David alz lo sguardo e rabbrivid; le nuvole erano cos basse e dense che sembravano sul punto
di travolgerli.
Il ragazzo percorse con gli occhi la volta plumbea, sperando di scorgere il profilo dellaquila
doro tra quelle onde tempestose; ma ancora una volta rest deluso.
Non c pi pens. O forse... forse sono io che non riesco a vederla; la coltre di nubi ha
imprigionato la Terra di Arcon come un bozzolo.
Tiach richiam la sua attenzione dalla cima di una duna, agitando in alto le braccia.
Confine deserto  vicino grid. Andiamo! Poi scomparve dietro al crinale; un istante dopo
sentirono un breve grido strozzato.
David spron il belufo.
Che ti  successo, Tiach? chiese superando la collina sabbiosa. Dove sei fini...?
Non riusc a terminare la frase che si trov di fronte una schiera di predoni. I loro belufi stavano
acquattati tra le dune, con i lunghi colli distesi in avanti. Il tuh era stato catturato con laiuto di una
rete e giaceva a terra, avviluppato come un pesce. Un cinro gli teneva una mano sulla bocca e un
coltello alla gola, impedendogli di gridare.
David cerc di tornare indietro, ma uno dei predoni lanci uno strano segnale, accostando le
dita alle labbra, e il belufo si ferm bruscamente. Il ragazzo lo spron, ma quello ignor i suoi comandi
e lentamente si accovacci a terra, piegando le lunghe zampe sotto il ventre.
Attento, Ohe...! grid per avvisare il compagno, ma i predoni gli saltarono addosso e gli
tapparono la bocca.
Pochi istanti dopo il belufo dellelfo comparve oltre il profilo della duna, ondeggiando il collo
in avanti; il suo cavaliere, per, era scomparso.
I cinri si guardarono attorno, da una parte e dallaltra, finch una freccia sibil nellaria e and
a conficcarsi nel terreno, proprio tra i piedi del predone che sembrava comandare la banda.
Non ho sbagliato disse larboreo incoccando unaltra freccia.
Il brigante lo fiss in silenzio, tra le pieghe del velo che gli copriva il viso.
Non puoi colpirci tutti disse poi in tono calmo.
Hai ragione... uccider solo te rispose Ohedn.
Da quando gli elfi se ne vanno in giro a rubare con i tuh?
Non siamo ladri! grid Ohedn.
Ah, no? E questi dove li avete presi? domand il predone indicando le due bestie che nel
frattempo si erano ricongiunte. Nessuno pu rubare un belufo e andarsene come se niente fosse!
Soprattutto quando si tratta del mio belufo! E questo vale anche per gli elfi!
Ci sono ragioni pi grandi degli elfi e dei cinri.
Il brigante rest a lungo in silenzio, fissando il profilo dellarboreo contro le nuvole.
Parliamo, elfo disse infine, e David ebbe limpressione che quel figuro fosse davvero curioso
di sentire tutta la storia, scoprendo magari di poterci guadagnare qualcosa.
Libera il mio compagno disse Ohedn.
Il predone si volt e guard le due creature a terra.
Questo? chiese infine indicando il giovane della razza degli uomini.
S, quello rispose lelfo.
Il capo trib fece un gesto con la mano verso lalto, come a dire lasciatelo andare.
David, finalmente libero, tir un lungo respiro e si alz in piedi, barcollando. Il cinro lo guard
con insistenza, strizzando gli occhi sottili.
A che accidenti di razza appartieni tu? chiese.
Sono un uomo rispose il ragazzo, un hbrom.
Il brigante lo guard confuso, mormorando qualcosa di incomprensibile nella sua lingua.
Scendi gi, elfo disse poi facendo cenno con la mano in direzione dellarboreo.
Sali tu! grid Ohedn senza abbassare larco.
Mi fanno male le gambe rispose il predone che, in effetti, sembrava muoversi con un po di
impaccio.
Allora parliamo cos disse larboreo, che non aveva nessuna intenzione di rinunciare alla sua
posizione sopraelevata.
Perderemo la voce a gridare per tutto il tempo! protest il cinro gesticolando.
Meglio la voce che la vita.
Il brigante lo guard di sottecchi e sembr ridacchiare sotto il velo che gli copriva la bocca.
E va bene disse infine. Parla, elfo!
Ohedn esit per un istante, poi decise di giocare a carte scoperte.
Combattiamo il Signore Oscuro e stiamo cercando il re di RocOorc.
Il predone sgran gli occhi, poi scoppi in una sonora risata.
Per la spada di Kahn! State viaggiando da giorni verso oriente! La Citt di Pietra si trova dalla
parte opposta! Avevo pi considerazione per gli elfi.
Non siamo diretti a RocOorc.
Ah, no? E dove sperate di trovare il re dei giganti, allora?
Non c nessun re alla Citt di Pietra grid Ohedn. Un usurpatore siede sul trono di
RohOnroc, un infame che ha tradito la fiducia degli elfi e si  alleato con il Signore Oscuro.
Il predone ascolt attento le parole dellarboreo.
Vedo che la pensiamo allo stesso modo riguardo a Hancroc disse poi. La sua ambizione 
ben superiore alla sua statura. Egli vorrebbe comandare su tutte le Terre dOriente; i suoi soldati
compiono continue incursioni nei territori dei cinri.
Il brigante sput con forza nella sabbia.
Ma allora dove state...?
Stiamo cercando il principe Macroc disse David.
Il capotrib guard il giovane con aria severa.
Il principe Macroc?
S! Lo aiuteremo a riconquistare il trono di RocOorc e insieme attraverseremo il Mare di
Mezzo e attaccheremo le armate del Signore Oscuro.
Per il sangue di Cinre, sei un giovanotto temerario! Ma nemmeno David Dream in persona
potrebbe compiere una simile impresa.
Il principe degli uomini lo guard dritto negli occhi, lunica parte del suo viso che fosse visibile.
Ti sbagli disse infine.

CAPITOLO 16.
NAAB.

Per il pelo di Lazarh! disse Naab aprendo una specie di ampolla con il tappo dargento.
Non avrei mai creduto di vivere abbastanza per conoscere David Dream.
Il vecchio cinro stava davanti al fuoco, comodamente seduto sopra un grosso cuscino di tela
rossa, sdrucito e consumato dalluso.
Tuttattorno bivaccava la sua banda di predoni. Parlottavano tra loro attorno ai fal e
sorseggiavano una strana bevanda che scaldavano sulla fiamma; lodore dellalcol si mischiava a quello
del legno bruciato. Alcuni giocavano con dei piccoli oggetti di pietra bianca che gettavano a terra come
fossero dadi.
Naab annus il contenuto dellampolla con gli occhi socchiusi, poi bevve un lungo sorso. Le
sue mani erano coperte di anelli e bracciali che sfoggiava con falsa noncuranza.
E come pensate di ritrovare il principe Macroc? chiese asciugandosi la bocca con il dorso
della mano.
Gli elettri dicono che si trova oltre i territori conosciuti delle Terre dOriente rispose il
giovane.
Gli elettri... mormor il predone accendendo una lunga pipa metallica. Non ho mai capito
quale malattia li avvilisca; rinunciano a tutto ci per cui vale la pena vivere Naab tir una lunga
boccata. Che Cinre li tenga lontani da me; chi sa mai che possa essere contagiosa. Il cinro soffi
una grande nuvola di fumo nellaria.
Dunque  l che siete diretti? Nellestremo oriente?
David annu.
E come sapete che il gigante  ancora vivo?
Lo sappiamo e basta.
Un rumore giunse dal buio che avvolgeva il bivacco. Ohedn si volt di scatto e impugn lelsa
della spada.
Sei troppo nervoso, elfo comment Naab bevendo un altro sorso dalla sua preziosa ampolla.
Nessuno sarebbe cos stupido da attaccare una banda di predoni nel cuore del loro deserto.
Nemmeno un demone folle e immortale?
Di che accidenti stai parlando?
Lychon disse David scrutando attorno.
Il predone li guard con aria stupita e divertita allo stesso tempo.
Per il culo di Lazarh! Voi due non vi annoiate di certo, eh?
Bevve un altro sorso, poi chiam una delle guardie e le parl in tono severo e sbrigativo allo
stesso tempo. Quando pronunci il nome di Lychon, il guerriero strabuzz gli occhi. Naab lo
conged con un gesto veloce della mano.
La paura li terr svegli disse poi con un mezzo sorriso. I suoi denti doro brillarono alla luce
della fiamma.
Il brigante tir unaltra boccata dalla sua pipa; poi la punt verso il giovane della razza degli
uomini.
I nemici dei miei nemici sono miei amici disse fissando il ragazzo con il suo sguardo furbo.
Se davvero riuscirai a portare a termine il tuo piano, David Dream, i cinri ne trarranno vantaggio. Per
questo vi scorteremo fino ai confini del deserto.
***
Nei giorni successivi, la carovana dei predoni solc le dune franose verso oriente. In quei pochi
giorni di viaggio attraverso il deserto, David conobbe le strane abitudini di quel popolo nomade, allegro
e misterioso allo stesso tempo, amichevole e infido, gentile e spietato.
I predoni disprezzavano i tuh e solo lintervento del giovane hbrom li aveva convinti a
lasciare libera e viva la loro guida. Tiach seguiva la carovana a piedi, comera sua abitudine,
correndo a grandi falcate sul terreno cedevole.
A David piaceva vederlo sfrecciare veloce tra le dune; di tanto in tanto passava tra le lunghe
zampe dei belufi, suscitando la rabbia dei cinri che lo insultavano con epiteti fantasiosi e terribili. Ma
Tiach non se ne curava; in qualche modo sembrava del tutto indifferente al disprezzo.
***
Le aride montagne delle Terre dOriente si stagliavano allinfinito davanti ai loro occhi, sotto il
cielo di nubi. Screziature rossastre solcavano i fianchi rocciosi.
Sembrano monti marziani pens David facendo correre gli occhi attraverso il paesaggio
deserto.
Eccoci arrivati disse Naab scrutando di fronte a s. Nella mia lunga vita non ho mai messo
un piede del mio belufo oltre questa pietra disse indicando una grande roccia che emergeva dalla
sabbia e non lo far nemmeno oggi. Non c niente di buono laggi... e fa freddo.
Je inhie! grid il cinro facendo roteare la mano nellaria.
A uno a uno i belufi si accovacciarono a terra. David e Ohedn smontarono.
Oltre le montagne si apre una grande valle, perennemente invasa dalla nebbia: Eburnea.
Nessuno sa quel che c dopo, perch nessuno  mai tornato per raccontarlo. Terre selvagge e
sconosciute, si dice, regno di troll e di orchi.
E... Bbalon? chiese David.
Bablon? esclam Naab con un ghigno. Il villaggio oltre la nebbia? Il predone rise.
Buon viaggio, amici. Non scommetterei il pi piccolo dei miei anelli sulla vostra vita disse alzando il
mignolo della mano sinistra, ma chiss qual  il disegno di Arcon, laltissimo aggiunse abbassando il
mignolo e alzando lindice verso il cielo.
Non dimenticare il nostro accordo, David Dream: mai pi giganti nei territori dei cinri.
David annu.
Che Arcon vi protegga concluse Naab facendo rialzare la carovana.
I belufi si girarono verso ovest e lentamente ripresero la loro marcia, allungando le lunghe
zampe tra le dune.
Il giovane della razza degli uomini li guard allontanarsi, sotto il cielo grigio, finch furono
solo dei puntini sullorizzonte.
Andiamo, David! disse lelfo richiamando il compagno. Dobbiamo trovare un buon rifugio
prima che faccia buio.
Il ragazzo cerc con lo sguardo Tiach. Il giovane tuh era in piedi vicino a lui e lo guardava in
silenzio.
Addio, Tiach! disse David. E cerca di stare lontano dai guai.
Poi si incammin dietro allarboreo. Il tuh li guard allontanarsi in silenzio.
.
CAPITOLO 17.
NUMOR MORA.

Naab aveva ragione disse David avvicinando le mani alla fiamma, fa freddo qui.
Avevano acceso il fuoco in una stretta gola rocciosa; sopra di loro, invisibili nel buio della
notte, incombevano le montagne di pietra, scure come il ferro.
Non sar facile superare il valico rimugin Ohedn, impegnato a riparare una freccia. Il
freddo sar ancora pi intenso lass.
Dun tratto udirono il rumore di un ciottolo che rotolava lungo la parete. And a cadere poco
lontano dal bivacco, seguito da una cascatella di sassolini. Poi torn il silenzio.
I due giovani si zittirono e rimasero in ascolto con il fiato sospeso.
Forse era solo una capra di montagna disse David scrutando nel buio.
Gi... forse rispose Ohedn.
Lelfo si alz in piedi e annus laria.
O forse no. Sar meglio fare dei turni di guardia.
La notte trascorse lunga e fredda e il principe degli uomini rimpianse lallegra incoscienza di
Naab e dei suoi predoni.
La mattina seguente si rimisero in cammino sotto un cielo grigio come il piombo; le nuvole
erano cos basse da inghiottire i picchi pi alti e una rugiada gelida bagnava la pietra.
Andiamo disse lelfo stringendosi nelle spalle, abbiamo molta strada da fare.
Il giovane hbrom si alz in piedi, soffi nelle mani per scaldarle e si mise in marcia dietro al
compagno. Nuvole di vapore uscivano dalle loro bocche a ogni respiro.
Camminarono per molti giorni tra le ripide gole di quel paesaggio livido e mai li abbandon la
sensazione che qualcuno li stesse seguendo.
***
Il sentiero si insinuava tra le rocce, cos ripido e tortuoso che a fatica riuscivano a salire. David
osservava le pietre del lastricato, levigate dal tempo, e si domandava chi mai avesse potuto tracciare
quella via tra le gole. Dun tratto fu colto da un senso di vertigine e stordimento, una sensazione di
malessere che aveva gi provato molto tempo prima.
Sei stanco, David?
No... un po, forse. Devessere... laltitudine.
La salita  meno ripida qui; il passo non dovrebbe essere lontano. Forse proprio oltre questa...
Lelfo ammutol.
Cosa c, Ohedn? Che cosa hai vis...?
I due giovani restarono a lungo in silenzio, uno accanto allaltro, guardando quellimmagine
spettrale.
Una citt colossale sorgeva tra le gole gelide; le mura si ergevano tra i fianchi rocciosi, come
dighe di pietra. Le guglie della cittadella salivano altissime verso le nubi, a sfidare i picchi pi alti, e
sparivano nella nebbia densa. La neve e il ghiaccio si annidavano negli angoli pi freddi e non un solo
abitante camminava per le vie desolate.
David sent il gelo insinuarsi nellanima.
Che posto  questo? chiese con un filo di voce.
Non lo so.
La grande porta di pietra era sormontata dallimmagine di due lupantchi che lottavano tra loro.
David ne fu terrificato.
Il male antico divora se stesso pens ricordando le parole di Ossidea in sogno.
Poco pi in basso, nella roccia scura, era inciso il nome della citt.
Numor Mora sussurr il ragazzo.
La Citt Morta! Non pensavo esistesse davvero.
Chi abitava questo luogo, Ohedn?
Io... non lo so... non lo ricordo rispose lelfo scuotendo la testa.
A quelle parole il giovane della razza degli uomini sent la testa girare e poco ci manc che
cadesse a terra.
Stai male, David?
Andiamocene di qua implor il ragazzo con un filo di voce.
Non c altra via che passare per la citt rispose larboreo scrutando attorno.
Facciamo presto, allora!
Attraversarono in silenzio le strade deserte; i gracchi li fissavano dallalto delle mura e ogni
tanto si alzavano in volo e solcavano il cielo grigio.
Giunsero cos in una grande piazza, interamente lastricata da pietre tonde, come grosse uova
giallastre. Al centro sorgeva solitaria una roccia di forma cilindrica, alta un braccio; un profondo solco
la tagliava da una parte allaltra. David e Ohedn la fissarono in silenzio, cercando di capire.
Il giovane hbrom sent le gambe tremare. Si chin e lentamente pass un dito sul taglio; subito
ritrasse la mano e guard il lastricato sotto i suoi piedi.
Non... non sono pietre disse fissando inorridito i grossi sassi tondi.
Ohedn lo guard con aria interrogativa.
Sono crani!
Lelfo guard ai suoi piedi e allung lo sguardo tuttattorno.
Per il sangue di Holf! esclam. Sono migliaia!
 un patibolo disse David guardando la pietra cilindrica. La scure del boia ha solcato la
roccia.
Andiamo via da qui.
No rispose il ragazzo. Io devo sapere.
Il giovane si volt verso la montagna e prese a salire in direzione della cittadella.
Non andare, David! cerc di fermarlo Ohedn.  inutile! Andiamo via!
Ma il ragazzo sembrava in uno stato ipnotico.
***
Le mura del palazzo reale incombevano su di loro, nere e lugubri come la morte. Sul varco
dingresso troneggiava limmagine grottesca e terrificante di un lupantco con la corona sul capo.
Sei proprio sicuro di voler entrare?
David si accost al portone di ferro e lo spinse con forza; Ohedn lo segu in silenzio.
Un buio gelido li accolse nella sala del trono. Larboreo fece scattare lacciarino e la luce della
torcia brill nellaria gelida. Immerse nel buio, due file di statue, alte come giganti, fiancheggiavano il
corridoio che conduceva allabside; lelfo si accost a quella pi vicina e la illumin. Erano statue di
guerrieri; impugnavano una torcia spenta in una mano e con laltra reggevano un grande scudo tondo su
cui era raffigurata la testa del lupantco.
David rabbrivid.
Pi in alto, Ohedn. Voglio vedere il suo volto.
Lelfo sal sul piedistallo e allungandosi accost la torcia a quella del guerriero; dopo pochi
istanti il legno si accese con uno sfrigolio e i contorni di pietra tremarono alla luce della fiamma.
Lo sapevo... disse David con un filo di voce.
Erano statue di uomini.
***
Avanzarono fianco a fianco verso una sala cos grande che sembrava non avere fine. Man mano
che procedevano, lelfo accendeva le torce dei guerrieri e lentamente la sala reale si illuminava; la volta
del soffitto era cos alta da procurare vertigini.
Quando giunsero dinnanzi al trono, restarono attoniti. Un rozzo scranno di pietra stava al centro
dellabside; una pelle di lupo, logora e impolverata, ricopriva il sedile.
Non era affatto imponente come ci si sarebbe aspettato e poggiava direttamente sul pavimento
di pietra, insolitamente vicino ai sudditi; ed era proprio questa particolarit a renderlo spaventoso.
David immagin il prigioniero sfilare tra i guerrieri di pietra, tra le teste feroci dei lupantchi
impresse sugli scudi, e giungere al cospetto del re. Lo trascinavano due guardie perch non riusciva pi
a reggersi sulle gambe. Egli vedeva il trono avvicinarsi passo dopo passo, finch non si trovava faccia a
faccia con il pi alto dei carnefici. S, cos doveva essere; per questo il sovrano di Numor Mora voleva
essere vicino ai suoi sudditi: per infliggere con le sue stesse mani il colpo fatale.
Lelfo gli appoggi una mano sulla spalla.
Andiamo, David. Non c pi niente da vedere qui.
Il ragazzo chin il capo e annu.
In quello stesso istante udirono provenire dallingresso un rumore sottile. Il portone di ferro
inizi a muoversi e in pochi secondi si chiuse con un boato sordo che risuon nella reggia. Mentre i due
giovani lo fissavano attoniti, una voce cupa e angosciante risuon alle loro spalle.
Benvenuti a Numor Mora.
David e Ohedn si voltarono verso il trono e videro una creatura seduta sulla pelle di lupo. Il
buio lavvolgeva come una veste e tuttavia se ne potevano cogliere, alla luce tenue delle torce, i
contorni mostruosi; il corpo di un uomo, unito per sempre al lupantco che aveva adorato in vita.
Lychon! grid Ohedn.
Benvenuti nella mia umile dimora; qui regn Lychon, che impose agli uomini la legge del
lupntico.
Lelfo prese larco e velocissimo scocc una freccia. Il dardo sibil tra i soldati di pietra,
facendo ondeggiare le fiamme delle torce, e lo colp, conficcandosi nella gola.
Il demone fiss lelfo con un ghigno orribile.
Bel colpo, arboreo rantol con la voce strozzata.
Poi prese la freccia e lentamente la estrasse dal proprio corpo.
Ohedn lo guard incredulo e per un solo istante il suo volto trad la paura.
Presto, al portone! grid trascinando il compagno con s.
Raggiunsero lingresso di corsa e provarono a spingere con tutte le forze.
 inutile disse David ansimando, non riusciamo a muoverlo nemmeno un po.
Il giovane della razza degli uomini sembrava esausto; era come se tutto il dolore e la malvagit
che avevano regnato in quel luogo orribile gli fossero entrati nellanima e lo opprimessero al punto da
renderlo inerme.
Lelfo guard verso lalto e scorse le bifore sopra le colonne. Avrebbe potuto facilmente
arrampicarsi fin lass e fuggire da quel luogo malvagio, ma David?
Il ragazzo stava appoggiato al portone e a malapena si reggeva in piedi.
In quello stesso istante Lychon si alz dal trono. Le torce pi vicine tremarono e poi si
spensero.
Vai, Ohedn! disse David fissando il demone con gli occhi sbarrati. Mettiti in salvo.
Lelfo guard il compagno con una strana espressione, nella quale tuttavia si poteva riconoscere
una determinazione assoluta.
Io sono Ohedn, figlio di Lidon, guerriero di Arbora, e Miroh, del regno boscoso. Sono nato
tra gli alberi sacri della Foresta Eterna centocinquantasette anni fa e sono stato cresciuto allarte della
guerra e delle armi. Ho difeso la Grande Radura e la Citt Sacra molte volte e molte volte ho vinto le
mie battaglie. Non c onore pi grande per me che morire proteggendo colui che riporter la luce nella
Terra di Arcon.
Che cosa stai dicendo, Ohedn?
Lelfo guard il compagno ancora una volta e una luce dolcissima brill nei suoi giovani occhi.
Poi sguain la spada e and incontro al suo nemico.
Cammin con passo deciso tra i guerrieri di pietra fin dove le torce erano accese. Il demone lo
fiss attraverso il buio.
Un arboreo coraggioso e battagliero... disse. Sar un piacere ucciderti.
Lelfo rispose senza mostrare paura.
Ti ricaccer nel buio da cui sei uscito.
Il demone rise.
Non puoi uccidermi, elfo. Io appartengo gi al regno dei morti.
Meglio cos; potr ucciderti molte volte rispose Ohedn, poi si scagli su di lui come una
furia.
Lychon falci laria con i suoi artigli, ma lelfo li evit con un balzo e men un fendente sul
capo deforme. La lama si apr un varco, squarciando locchio e la bocca. Il demone vacill per un
istante coprendosi il viso con la mano e il buio lo avvolse come uno sciame.
E una! disse larboreo.
Ma dal buio egli risorse senza ferite.
Ohedn lo attacc di nuovo, affondando la lama fino allelsa nel suo ventre di bestia. Lychon
url di dolore e di rabbia e scagli lelfo contro una statua, ma larboreo rote attorno al guerriero di
pietra e torn a colpirlo, conficcandogli la spada nel collo.
E tre! disse fissandolo negli occhi.
Lychon si accasci a terra uggiolando e si rifugi nel buio.
Ohedn scrut nellombra, cercando di capire in quale punto si sarebbe materializzato; le torce
ardevano tra le mani dei guerrieri, crepitando.
Dimprovviso una delle fiaccole vacill e si spense; le tenebre si addensarono con un ringhio e
il demone scagli il suo attacco. Lelfo piroett nellaria e il colpo si abbatt sulla statua pi vicina; il
guerriero di pietra ondeggi paurosamente da una parte e dallaltra, finch croll con un boato
assordante. Il pavimento si spacc e una profonda crepa corse tra le file di statue, da una parte allaltra
della reggia. Il terreno cedette e una seconda statua si inclin e cadde in avanti. Lo schianto apr una
profonda voragine che ingoi le statue cadute e tagli in due la sala del trono. I guerrieri di pietra si
reggevano in bilico sulle colonne di roccia, come stiliti sospesi sulla voragine.
Ohedn saltava da una statua allaltra, colpendo il demone da ogni parte. Lychon, al centro
della sala, fluttuava sul gorgo di roccia, come una nuvola buia, e sembrava dissolversi a ogni colpo di
spada, per poi ricomporsi nelle sue sembianze mostruose.
E dieci! grid lelfo scagliandosi ancora una volta contro il demone; il suo esile corpo
scomparve nella veste di tenebra che lo avvolgeva.
Quando la nube si dissolse, David vide il compagno trafitto dal ferro di una lama nera.
Nooo!
Avrebbe voluto correre verso lamico, unirsi a Ohedn nella lotta e forse anche nella morte, ma
il baratro lo separava dalla battaglia.
Il principe degli uomini si spinse fino al margine della voragine e guard impotente quel che
successe dopo.
Lychon estrasse la spada dal corpo dellelfo, reggendolo per il collo.
E una! rantol digrignando i denti. Poi apr la mano e lo lasci cadere nelle viscere di Numor
Mora.
Ohedn!
David sgran gli occhi nel buio, cercando di scorgere lamico, ma il baratro che si apriva tra le
statue di pietra sembrava senza fine.
Sospeso nellaria, Lychon volse lo sguardo verso di lui.
Eccolo dunque, David Dream, il principe degli
uomini, colui che porta la luce disse avanzando nellombra.
David arretr finch sent il portone di ferro contro la schiena.
Il demone scivol nellaria e giunse a un passo da lui.
Bentornato nella Terra di Arcon, principe.
Il ragazzo raccolse una torcia da terra e sguain Inuk.
Sei cos ansioso di morire?
Sono ansioso di ucciderti rispose il giovane cercando di mettere a fuoco i contorni confusi di
quellessere.
Anche tu? Ma tu sei un uomo disse Lychon con un ghigno orribile, un... hbrom.
David rabbrivid.
Stai lontano! grid tagliando laria con un colpo lento e goffo.
Voglio solo... vederlo sibil il demone afferrando il giovane per la gola, voglio vedere il
lupantco dentro di te.
Il giovane si sent invaso da una presenza oscura; cerc di colpirlo, ma era come se un veleno
gli avesse paralizzato le membra.
Lychon avvicin lartiglio al petto del ragazzo, lentamente, come se volesse scrutare nella sua
anima. David sent losso penetrare nella carne e prov un dolore lacerante, che gli attravers lanima
assieme al corpo.
Mostrami il lupantco, principe degli uomini! sussurr il demone affondando lartiglio.
Lurlo angosciante del condannato risuon ancora una volta nella reggia maledetta.
Mentre sentiva lanima scivolare fuori dal corpo, il giovane chiuse gli occhi. La voce di Ossidea
risuon nella sua mente sconvolta attraverso lincubo: Il male antico divora se stesso, ma tu... tu lo hai
gi sconfitto dentro di te.
Lychon sgran gli occhi e il suo volto mostruoso trasfigur.
No! mormor ritraendo la mano. Non  possibile!
Il ragazzo sent che la forza oscura che lo teneva legato si stava indebolendo. Senza esitare
sollev Inuk e la conficc con forza nel fianco del suo nemico. Il demone lo fiss incredulo; il suo
corpo si irrigid, poi fu percorso da un tremore convulso. Alz la testa e url di dolore e di paura e il
suo grid divenne guaito e ululato.
Lychon strinse la presa attorno al collo del giovane. Poi, ancora tremante, alz la sua lama.
Muori! disse serrando i denti per il dolore.
Fu allora che il principe degli uomini afferr la penna luminosa che portava con s e la conficc
con forza nellocchio del demone. Il cappuccio brill della sua magica luce, aprendo un varco nel buio.
Che luce  questa? esclam Lychon ritraendosi di scatto. Io... devo spegnerla!
Il varco si allarg nel volto deforme.
Aaah! url in preda a uno sconvolgimento incontrollabile. Perch non posso spegnerla?
Lychon prese a contorcersi e a urlare, come se le fiamme lo stessero divorando. Attorno alla
luce, il vuoto si faceva sempre pi vasto e il suo corpo sembrava disgregarsi.
Per mille volte tent di estrarre quella piccola lama incandescente, ma le sue mani non potevano
afferrarla senza dissolversi come ombre. Le grida disumane echeggiarono nella reggia per un tempo
interminabile, finch la penna cadde a terra in un silenzio irreale.
Poche torce erano rimaste accese nella sala del trono e brillavano nelle mani dei guerrieri
superstiti, sospesi sulla voragine che aveva inghiottito Ohedn.
David sentiva il petto bruciare come il fuoco. Lartiglio di Lychon lo aveva ferito in
profondit.
Il giovane fiss la penna a terra; il cappuccio luminoso brillava nella penombra gelida della
reggia. Si trascin a fatica, vincendo il dolore che gli procurava ogni movimento. Allung una mano
ma, prima che potesse afferrarla, vide la penna sollevarsi da terra.
Ma cosa...?
Il giovane alz lo sguardo e vide Tiach in piedi di fronte a lui, con la penna stretta nel pugno.
A... aiutami disse con un filo di voce.
Il tuh lo fiss con uno sguardo ambiguo e David fu certo di vedere i suoi denti brillare nel
buio. Poi tutto divenne tenebra.

CAPITOLO 18.
LA CITT OLTRE LA NEBBIA.

Una creatura dallaspetto infernale lo guardava in silenzio nella penombra di quel luogo e il suo
sguardo brillava come il sole al tramonto. Il ragazzo prov a tirarsi su, ma il dolore gli trafisse il petto.
Si accorse allora che aveva il torso nudo, fasciato da una benda chiara che gli passava sulla spalla e
sotto il braccio.
Chi... chi sei? chiese riparandosi il volto con il braccio.
Bibo Ben-Zac  il mio nome. Ci siamo gi incontrati nel deserto di Minerha.
Lelettro?
La creatura annu.
Dove mi trovo?
A Bbalon.
Dunque esiste davvero?
Ben-Zac annu di nuovo.
Dov Ohedn?
La creatura lo guard con aria interrogativa.
Cera un elfo con me!
Lelettro fiss il giovane senza rispondere, poi scosse leggermente la testa.
Oh, no! Non  possibile! Ohedn non pu essere... in preda allo sconvolgimento il giovane
tent di nuovo di alzarsi.
Fermo!
David strinse gli occhi e si port la mano al petto. Il dolore gli tolse il fiato ed egli esal un
lungo rantolo.
Non sei in grado di alzarti; lartiglio di Lychon ha ferito in profondit.
Cercando di ritrovare il respiro, il ragazzo si sdrai e rest a fissare immobile le travi del
soffitto. Due lunghe lacrime fluirono dagli angoli delle palpebre e scivolarono fin sul cuscino.
Io... non ce lavrei mai fatta senza di lui!
La morte di un amico ci rende molto tristi, ma ricorda che i veri amici non ci lasciano mai; per
sempre li portiamo dentro di noi disse lelettro appoggiandogli la mano rugosa sulla fronte.
Ora riposa, giovane hbrom. La ferita di un demone si nutre del potere oscuro che 
nellanima, e non  facile da guarire.
Ben-Zac fiss per un istante ancora il ragazzo; poi si alz e, senza aggiungere altro, usc,
lasciandolo solo con i suoi incubi.
***
Per molti giorni David si avvilupp nel suo delirio disperato; di tanto in tanto, di giorno come di
notte, vedeva la porticina aprirsi e strani esseri entrare per portargli da mangiare o da bere o per
cambiare le bende che gli fasciavano il petto. Erano creature tra loro diverse, che svolgevano il loro
compito in silenzio, e solo talvolta gli rivolgevano qualche parola nellantico verbo degli elfi. Il
giovane le guardava confuso, incapace di distinguere la realt dal delirio della febbre.
***
Svegliati, hbrom!
La voce cavernosa gli giunse attraverso le pieghe del sonno. David apr gli occhi e prov la
sensazione straordinaria di essere di nuovo se stesso.
Ben-Zac stava in piedi vicino al letto e lo osservava con il suo sguardo severo.
La febbre se n andata, finalmente disse sfiorandolo con la punta delle quattro dita.
Quanto tempo  passato?
Sei giunto a Bbalon una luna fa.
Un mese! esclam il giovane.
Trentatr giorni.
Come sono arrivato fin qui?
Ti abbiamo trovato ai confini delle nebbie.
Siamo lontani da Numor Mora?
 l che sei stato ferito?
S.
La Citt Morta si trova a oltre dieci giorni di cammino.
Dieci giorni?
David fiss nel vuoto, cercando nella propria mente la memoria di quei giorni.
Non ricordo nulla...
Sei stato tra la vita e la morte per molto tempo.
Lho ucciso?
No; ma lo hai ricacciato nel buio pi profondo.
Come pu esistere un creatura cos orribile?
Gli uomini di Numor Mora adoravano il male antico e Lychon, il loro re, lo venerava pi di
ogni altro. Egli viveva solo per imporre il dolore e la morte ai suoi nemici. La punizione di Arcon fu
terribile: Lychon venne esiliato per sempre dalla luce e unito alla creatura demoniaca che aveva
venerato nella sua lunga vita. Ma il potere del Signore Oscuro lo ha liberato.
Il ragazzo rabbrivid.
Dov la penna? domand, ripensando agli ultimi istanti della battaglia contro il demone.
Lelettro lo guard senza capire.
La penna luminosa!  grazie a quella che sono riuscito a sconfigg... David si interruppe.
Tiach! esclam come se avesse ritrovato un frammento di memoria.
Chi  Tiach?
Un tuh. Ci aveva seguiti fino a Numor Mora! Ha preso lui la penna luminosa e poi...
Cosa?
Non ricordo rispose il ragazzo.
I tuh sono le creature pi misteriose della Terra di Arcon, David; nel bene e nel male 
impossibile prevedere le loro azioni.
Il giovane lo guard sorpreso.
Come fai a conoscere il mio nome?
So chi sei dal giorno in cui ci siamo incontrati nel deserto pietroso.
Perch mi hai aiutato? Chi sei tu, veramente?
Lelettro esit.
Sono un hyburno, dellantico popolo di Hyberin.
Non avevo mai visto nessuno come te.
Alludire quelle parole, gli occhi di Ben-Zac sembrarono accendersi come lumi; Bibo lo fiss
con uno sguardo che metteva i brividi.
Non c nessun altro disse infine. Io sono lultimo della mia stirpe, giovane hbrom, proprio come te.

CAPITOLO 19.
MTHRE.

Nei giorni che seguirono, tra le mura di quella strana dimora dalle pareti tonde, David continu
la sua lunga convalescenza, sperando di ritrovare le forze per rimettersi in piedi. Il giovane non aveva
idea di quel che cera oltre la porticina di legno che vedeva aprirsi e chiudersi ogni volta che un elettro
entrava per portargli da mangiare o da bere. E tuttavia, durante il giorno, poteva scorgere la luce del
sole filtrare attraverso gli scuri della finestrella rotonda, una luce bianca e intensa.
Non ci sono nuvole qui! pensava allora.
***
Quel mattino Bibo Ben-Zac entr con decisione, cammin fino alla finestrella e spalanc gli
scuri. La luce del sole invase la stanza.
Alzati! disse poi sbirciando distrattamente attraverso il vetro.
Come? chiese il ragazzo.
In piedi, giovane hbrom! ripet lelettro voltandosi.
David prov a tirarsi su, ma il dolore lo trafisse di nuovo.
Non ce la faccio!
Ben-Zac lo guard severo.
Alzati! ripet infine.
Il giovane, stupito da quei modi bruschi, distese le braccia e vincendo il dolore si mise a sedere
sul pagliericcio. La ferita gli bruciava in modo insopportabile.
Perch? chiese appoggiando una mano sul petto.
Non c pi tempo.
Ma la ferita di Lychon... fa ancora male!
Lelettro estrasse un coltello, si chin sul giovane, infil la lama sotto le bende e le tagli con
un colpo deciso.
Toglile!
Il ragazzo afferr le fasciature e lentamente le tir verso il basso, lasciando il petto scoperto.
Solo una piccola cicatrice era rimasta al centro del petto, un piccolo segno, non pi grande di
una monetina.
David pass un dito sulla pelle e scopr con sorpresa che non gli faceva alcun male.
Il tuo corpo  guarito ripet Ben-Zac.  ora di rialzarsi.
Il giovane appoggi i piedi sul pavimento e prov a sollevarsi. Gli sembrava che le gambe non
potessero pi sostenerlo, come se la forza di gravit si fosse centuplicata.
Aggrappati al mio bastone disse Ben-Zac picchiandolo con forza per terra.
David lo afferr con una mano e si tir su.
Gli girava la testa e i muscoli erano diventati cos deboli che a malapena poteva reggersi in
piedi.
Le ferite dellanima sono lunghe a guarire disse lhyburno, ma il tempo  nostro nemico.
Il ragazzo lo guard senza capire.
Vieni con me.
Con movimenti lenti e incerti, David cammin fino allingresso, appoggiandosi alle pareti di
pietra.
Bene disse Ben-Zac aprendo la porta,  ora che tu veda Bbalon.
***
Il giovane sent il cuore scivolar gi fino ai piedi e si accost alla roccia in preda alle vertigini.
Era a un passo dal precipizio, cos in alto che non riusciva a scorgerne il fondo. La nebbia nascondeva
il mondo sotto di lui come un mare evanescente, bianco e silenzioso.
La piccola casa di pietra dove aveva trovato rifugio per tutti quei giorni si trovava proprio sulla
guglia pi alta della montagna, come il cappello sulla testa di un gigante di pietra. Solo una piccola
balaustra di legno, non pi alta di un braccio, lo separava dal baratro.
Andiamo! lo sollecit Bibo.
Andiamo... dove? chiese il ragazzo che non riusciva a staccare gli occhi dal vuoto.
Alza la testa, giovane hbrom! rispose il ramingo appoggiandogli la punta del bastone sotto il
mento. Guarda Bbalon!
Lentamente David sollev il capo e vide quel che gli stava attorno.
Le cime spuntavano dal mare di bruma una accanto allaltra, come giganteschi faraglioni. Su
ognuna di esse sorgevano piccole abitazioni di pietra, abbarbicate luna allaltra come ostriche su uno
scoglio; tanti minuscoli villaggi, magicamente sospesi oltre la nebbia. Ma la cosa pi straordinaria
erano i sentieri che univano i borghi tra loro. Lunghi ponti di canapo erano tesi tra una guglia e laltra e
si flettevano nel vuoto come la corda del funambolo. In lontananza si scorgevano figure minute, che
percorrevano i ponti sospesi per muoversi da un luogo allaltro.
Questa  la citt oltre la nebbia; pochi mortali hanno avuto la fortuna di vederla disse Bibo
facendo ruotare il bastone. Nembo, Pal, Solo, Op, Ruzzo; ogni borgo ha il suo nome aggiunse
indicando le vette con la punta del legno.
Come si chiama questo? chiese David guardando la casetta che lo aveva ospitato durante la
sua lunga convalescenza, in bilico vertiginoso sulla cima rocciosa.
Lumino rispose lhyburno indicando una strana scritta incisa nella trave di legno che stava
sopra la porticina. Poi si incammin lungo il ponte di corda.
David si afferr al canapo, da una parte e dallaltra, e lo segu cauto. Il ponte, cos lungo che a
fatica se ne scorgeva la fine, oscillava appena sotto i passi decisi dellelettro. In pochi istanti i due si
trovarono sospesi nel vuoto; sotto di loro il mare di nebbia si gonfiava e sgonfiava in silenzio.
Coraggio, andiamo!
Il sentiero di corda si fece pi ripido e cominci a salire.
Nembo  uno dei borghi pi alti. Ce la fai, David?
S, credo di s rispose il ragazzo, che a ogni passo sembrava ritrovare le forze.
Giunsero a Nembo, poche casette tonde, strette luna allaltra come pigne, e si arrampicarono
nel punto pi alto, percorrendo una piccola scala di pietra.
Da qui puoi vedere quasi ogni villaggio di Bbalon disse Bibo mentre un vento lieve agitava
appena i capelli del giovane.
Numerosi ponti univano Nembo ai borghi vicini, in un intrico leggero di sentieri sospesi.
Dov Lumino?
 l sotto rispose lelettro indicando una casupola che spuntava appena oltre la nebbia.
E quella lass lhyburno punt il suo bastone, quella  Mthre.
Al centro della citt sospesa, magicamente in bilico sulla vetta pi alta, si ergeva una
costruzione altissima, protetta da mura a strapiombo. Era dura e lucente come una scheggia di selce,
cos grande e forte da sfidare la volta celeste con la sua punta acuminata.
 bellissima... esclam David.
I borghi di Bbalon, abbarbicati sulle cime di roccia, lo circondavano da ogni parte, sospesi tra
la bruma e il cielo azzurrissimo.
S,  davvero bellissima disse Bibo, ma guarda! lelettro indic verso lorizzonte.
La coltre di nubi che ricopriva la Terra di Arcon cingeva dassedio la citt oltre la nebbia. Il
fronte, cupo e denso come unonda gigantesca, si stava chiudendo sopra Bbalon e solo un cerchio di
cielo azzurro era rimasto per far passare la luce del sole.
Il fuoco di Mthre ha tenuto il buio lontano, ma ogni giorno il varco si fa pi stretto; gi le
nuvole coprono i borghi pi estremi disse Ben-Zac indicando verso oriente. Quando la coltre si sar
chiusa del tutto, niente potr pi opporsi al potere del Signore Oscuro. Il tempo stringe, giovane
hbrom.
David guard a est, nella direzione in cui avrebbe dovuto riprendere il suo viaggio alla ricerca
di Macroc. La nebbia ricopriva la terra fin dove i suoi occhi potevano vedere.
Come posso ritrovarlo in quel mare bianco? chiese il giovane.
Se solo Ohedn fosse ancora con me...
Lhyburno fiss lorizzonte lattiginoso in silenzio.
Ti serve un pladir disse infine come se avesse potuto leggere nel suo pensiero.

CAPITOLO 20.
NBULO.

David infil Inuk nel fodero e strinse per bene la cinta attorno alla vita. Mise la sacca a tracolla e usc.
La figura di Bibo comparve dal buio, reggendo la lanterna sulla cima del bastone.
Sei gi pronto? chiese vedendo il ragazzo fuori dalluscio.
S rispose David senza esitazione.
Bene. Andiamo, allora.
I borghi di Bbalon erano invisibili, ma le lanterne degli elettri, che si muovevano come spiriti
lungo i ponti sospesi, brillavano nelloscurit.
David osserv ancora un istante quel luogo magico e bellissimo, poi alz la testa e scrut il
cielo notturno.
Chiss se le rivedr ancora? si chiese guardando le stelle.
Tir un lungo respiro e si affrett dietro allhyburno, percorrendo il sentiero che scendeva verso
la piana di Eburnea. In pochi minuti la nebbia li avvolse.
***
La luce della lanterna rischiarava la nebbia attorno al bastone, disegnando una palla di luce.
Bibo procedeva piano, cercando di orientarsi in quel mare di bruma.
Ora capisci perch gli elettri sono saliti sulle vette delle montagne per costruire le loro case?
Da sempre la nebbia invade queste pianure e raramente le lascia libere dal suo abbraccio funereo.
Stammi vicino, David. Non  difficile perdersi in questi luoghi.
Il verso lugubre di invisibili animali notturni accompagnava i loro passi; un sottile strato di neve
ricopriva le foglie.
Il ragazzo seguiva lhyburno, cercando di restare nel chiarore della lanterna, quando gli parve di
sentire un rumore dietro di s; si volt di scatto e scrut nellombra.
Bibo disse in tono allarmato, credo che qualcuno ci stia seguendo.
Ma Ben-Zac non lo aveva sentito e procedeva con passo spedito attraverso gli alberi.
Quando si accorse di essere rimasto indietro, David si affrett, cercando di raggiungerlo, ma
dopo pochi passi inciamp nella radice di un albero e cadde a terra.
Aspettami! grid rialzandosi, ma il terreno era invisibile e inciamp di nuovo.
Maledizione!
Si tir su e cerc con gli occhi la luce della lanterna.
Dov finita?
La nebbia sembrava averla inghiottita.
David sent la paura correre lungo il corpo. Apr la sacca e ci frug dentro alla ricerca
dellacciarino. Quando finalmente riusc a trovarlo, lo avvicin alla torcia e lo fece scattare
freneticamente finch la pece si accese. Il giovane si rialz reggendo la fiaccola sopra la testa.
Bibo, dove sei? grid con voce strozzata.
In risposta ud un verso simile al respiro di una bestia.
David sguain Inuk e la par di fronte a s.
Ruot su se stesso, cercando di individuare la direzione da cui proveniva quel verso, finch
allimprovviso vide un grugno enorme emergere dalla nebbia.
Un lupo? Un leone? Un orso? Un drago? pens cercando di mettere a fuoco i contorni confusi
di quella creatura.
Era alta come un cavallo e massiccia come un rinoceronte. Un fitto pelo, color della bruma, lo
ricopriva su tutto il corpo. Gli occhi brillavano nel buio di un colore giallastro e lo fissavano feroci.
Stai indietro! grid David puntando su di lui la spada nuk nuk.
La bestia lo fiss immobile, poi apr la bocca e rugg con una forza sconvolgente, facendo
scintillare le zanne bianchissime.
Quando ormai sentiva la vita scivolare fuori dai piedi, il ragazzo scorse la luce di una fiamma e
vide Bibo giungere trafelato in suo aiuto.
Oh, bene! disse lelettro accostandosi al giovane. Vedo che hai trovato un pladir.
***
Org gogl, pladir! Balag hog, log hogrl disse Ben-Zac cercando di calmarlo.
David stava fermo come una statua, gli occhi sgranati, sperando che la bestia non si curasse di
lui.
Ma che razza di animale  quello? domand con il cuore ancora in subbuglio.
Animale non  la parola giusta rispose Bibo. S, sono creature piuttosto terrificanti, lo
ammetto, ma tuttaltro che stupide, a dire il vero. I pladir vivono nei territori nebbiosi e, per quel che
ne so, non  mai capitato di vederne uno oltre i confini di Eburnea. Per questo vengono anche detti
guardianebbia. I loro occhi gialli possono vedere attraverso la bruma pi densa senza alcuna
difficolt, mentre il pelo chiaro li nasconde. Ottimi guardiani davvero!
Guardiani? chiese il giovane che, passata la paura, si era fatto curioso.
S. I pladir sono gli antichi guardiani di Bbalon. Nessuno ha il coraggio di avventurarsi nei
territori nebbiosi e sfidare la loro vigilanza.
Lhyburno sussurr altre parole incomprensibili e la bestia sfreg il capo contro di lui, come un
gigantesco leone.
Pu capire quello che dici?
Ben-Zac annu.
Posso toccarlo?
Oh, s!
David allung una mano e la affond nel pelo chiaro.
Come si chiama?
Questo  Nbulo!  un pladir piuttosto giovane; non pi di duecento anni, credo.
Nbulo... ripet il ragazzo accarezzando il corpo massiccio.
La bestia respirava lenta, facendo uscire dalla bocca grandi nubi di vapore che si perdevano
nella nebbia.
Ora andate! Nbulo ti condurr attraverso Eburnea.
David si accost al guardianebbia, ma quello si accucci al suo fianco e rest immobile.
Forza! Andiamo! esclam il ragazzo facendo cenno con la mano.
Bibo lo guard stupito.
Che cosa stai aspettando?
Che mi mostri la strada!
Per la fiamma di Mthre! esclam lelettro. Montagli in groppa, svelto!
Cosa?
Ben-Zac si avvicin al giovane e in modo alquanto sbrigativo lo aiut a salire.
Reggiti al pelo con le mani disse Bibo stringendo il pugno. Nbulo si alz sulle zampe.
Ma... io non parlo la lingua dei pladir.
Lo credo bene! Solo gli elettri la conoscono. Non preoccuparti, i guardianebbia comprendono
piuttosto bene lantico verbo. Come ti ho detto sono tuttaltro che stupidi.
Lui capisce quello che dico?
Solo le cose importanti.
Ma... io non so come si cavalca un pladir! Come far a governarlo?
Governarlo?! Che ti salta in testa, ragazzo? Nessuno si  mai sognato di governare un mostro
simile! Nbulo ti porter ai confini dei territori nebbiosi.
Perch non vieni anche tu? chiese il giovane, che mal sopportava lidea di doversi separare da
Ben-Zac.
Ho cose importanti da fare, David, ma non dubitare; tu sei il portatore della luce, ricordalo!
Io... ho smarrito la penna luminosa, Bibo!
Lhyburno lo fiss con i suoi occhi color lapillo.
Lunica luce che ci serve  dentro di te, giovane hbrom. Andate, ora! Norog gorn, Nbulo!
Alludire quelle parole, il pladir si incammin nel buio, lasciando indietro la lanterna
dellelettro.
Buona fortuna, David! grid Ben-Zac, ormai invisibile nella caligine, e... guardati dai troll!

CAPITOLO 21.
FRUGO.

Nbulo correva attraverso la nebbia bianca, rischiarata dalla luce del giorno. Le sue grosse
zampe pelose sfioravano leggere il manto di neve e il rumore dei suoi passi lievi si perdeva nel silenzio
del bosco.
Laria era fredda, ma il corpo del pladir emanava un calore intenso e il giovane riusciva a
tenersi ben caldo.
Il guardianebbia sembrava poter vedere ogni cosa e la sua corsa era cos fluida e leggera che
David ebbe la sensazione straordinaria di nuotare nella nebbia. Scivolava veloce tra gli alberi, sfiorando
i grossi tronchi che comparivano allimprovviso dal nulla. Di tanto in tanto incrociavano altre creature,
sorprese anchesse dallavanzare silenzioso del pladir; le loro figure emergevano dal chiarore fumoso
della bruma.
Erano creature misteriose e sconosciute, alcune piccole come lepri, altre grandi come draghi. E
tuttavia le accomunava il candore del corpo, come se tutte fossero nate dalla nebbia che sempre le
avvolgeva.
Cos David Dream, il principe degli uomini, procedeva attraverso le terre sconosciute di
Eburnea.
***
Il cavaliere oscuro stava in sella al suo grande destriero bruno con il cappuccio calato sul capo.
David lo guard incredulo.
Come hai fatto a giungere nei territori nebbiosi?
Il buio conosce molte vie, David rispose Kahs fissandolo dalle tenebre.
Il giovane sguain Inuk e spron il pladir verso di lui.
Hai distrutto tutto ci che amavo!
Oh, no, giovane hbrom; tu lo hai distrutto!
Non  vero! Io e te non siamo uguali!
David vibr un fendente, ma il cavaliere sembr dissolversi nella nebbia.
 inutile combattere! esclam ricomparendo alle sue spalle. Io e te saremo sempre della
stessa stirpe!
Il giovane lo colp di nuovo, ma Kahs par facilmente il colpo e gli afferr il polso.
Non sei ancora pronto, David! disse tenendolo stretto. Poi lo sbilanci da un lato fino a
disarcionarlo.
Il ragazzo cadde a terra, con le braccia sprofondate nel manto gelido.
Il Signore Oscuro smont dal destriero e lentamente si avvicin al giovane; sembrava muoversi
sulla neve senza peso.
Se solo tu mi avessi creduto disse sguainando la spada. Se ti fossi unito a me!
David cercava disperatamente di rimettersi in piedi, ma pi si sforzava, pi affondava.
Avremmo riportato la stirpe degli uomini nella Terra di Arcon!
Kahs alz la spada sopra la testa, ma un istante prima che potesse calarla, il principe degli
uomini estrasse Inuk da sotto la neve e con un solo gesto lo trafisse, affondando la lama nel suo corpo
fino allelsa.
Il Signore Oscuro, sorpreso dalla rapidit del ragazzo, emise un lungo gemito, poi lentamente si
accasci e cadde in ginocchio.
Perch, David?
Cosa?
Perch lo hai fatto?
Improvvisamente la sua voce si era fatta sottile come quella di una fanciulla.
Hedorreil nehr elphophol, hbrom thor! Perdona il popolo degli elfi, principe degli
uomini!
Disse mentre cadeva riverso sulla neve.
Non  possibile!
David afferr il cappuccio e lentamente lo scost. Il volto di Ossidea comparve bellissimo; gli
occhi socchiusi, le labbra livide.
No! url il giovane sgranando gli occhi. Nooo!!!.
Solo allora si accorse del guanto dargento che gli copriva la mano. Lui portava il mantello di
stracci sopra larmatura, non lei! La regina degli elfi giaceva sul manto gelido, con indosso solo una
tunica chiara. La spada era conficcata nel ventre e il sangue tingeva la neve attorno al suo corpo
disegnando un alone scarlatto.
Che cosa ho fatto? grid il giovane guardandosi le mani guantate. Che cosa ho fatto?!
Fu allora, quando ormai la disperazione stava per ucciderlo, che si svegli.
Giaceva rannicchiato tra le zampe del guardianebbia; Nbulo dormiva ancora, raggomitolato
come un gigantesco gatto sulla coltre di neve. Il suo corpo si confondeva col biancore che lo avvolgeva
e solo i lievi movimenti del respiro ne svelavano la presenza.
Era un incubo pens David ritrovando il respiro; Sembrava cos reale...!
I rami degli alberi si allungavano verso di lui attraverso la nebbia, magicamente sospesi
nellaria.
Lentamente si liber dalla stretta calda e inconsapevole del pladir e si alz in piedi. Il bosco
era silenzioso. La neve si stacc da un ramo sottile e cadde a terra con un rumore lieve.
Fu allora che David not limpronta; era grande e profonda come quella di un gigante. Cerc tra
i rami che sbucavano dalla coltre candida e individu una seconda impronta, e poi unaltra ancora.
Seguendo le tracce, percorse un cerchio attorno a Nbulo, poi prosegu in mezzo gli alberi,
accompagnato dal rumore dei suoi stessi passi nella neve. Si accorse allora che tra le orme giganti ve
nerano altre, molto pi piccole, simili a quelle di un bambino.
Non  solo! pens.
Dun tratto sent il rumore di un ramo spezzato e poi un trapestio confuso, accompagnato da un
respiro affannato. Il suono giungeva attutito dalla nebbia ed era impossibile capire da quale direzione
provenisse. David si guard attorno tendendo le orecchie, finch scorse una figura affiorare dalla bruma
densa. Correva dritta verso di lui, annaspando nella neve, troppo alta per le sue gambe cortissime.
La creatura giunse trafelata a pochi passi dal giovane e solo allora alz la testa. Quando vide il
ragazzo, spalanc i grandi occhi scuri e si paralizz.
Era bassa di statura, come un nano, ma molto pi esile e minuta. Indossava delle pelli di
animale rozzamente cucite assieme, e portava una piccola bisaccia a tracolla.
Lo gnomo si volt indietro e annus laria, muovendo il grosso naso come un animale; poi
riprese la sua fuga e scomparve nella nebbia.
David guard nella direzione da cui era giunto e dopo qualche istante sent un rumore di passi
pesanti.
Ma cosa...?
Poco dopo intravide i contorni confusi di una figura altissima, che procedeva decisa nella sua
direzione.
Macroc? chiam il giovane quasi senza accorgersene.
Il gigante, sorpreso nelludire quella voce, si ferm; poi riprese la marcia pi veloce di prima e
in pochi passi emerse dalla nebbia e guard il giovane di fronte a s. David sent il cuore fermarsi.
Troll! pens fissando il volto feroce di quella creatura colossale.
La paura percorse il suo corpo infreddolito come una scossa elettrica. Arretr di un passo, poi
un altro e cadde allindietro.
Il troll alz lascia enorme sopra la testa e la cal su di lui senza esitazione. Il giovane riusc a
schivare di un soffio, rotolando nella neve. Quando finalmente pot rimettersi in piedi, si mise a correre
tra gli alberi, veloce come una lepre; il troll lo insegu furioso, spezzando i rami e ringhiando come un
orso.
Credeva di poterlo seminare con poche falcate, ma il colosso era veloce quasi quanto lui,
animato da una rabbia brutale che gli dava un vigore sovrannaturale.
David prosegu senza voltarsi e infine riusc a dileguarsi. Si ferm ansimante e guard attorno;
gli alberi comparivano e scomparivano nella nebbia come spiriti e ogni volta il ragazzo trasaliva per lo
spavento.
Devo ritrovare il guardianebbia! pens. Potrei seguire le mie impronte a ritroso, ma... Il
pensiero gli gel il sangue. Anche il troll pu vedere le mie orme!
Sguain Inuk e rest in ascolto. La nebbia si era fatta cos densa che era impossibile vedere
oltre la punta della sua spada.
Devo muovermi si disse, o mi raggiunger! Ma da che parte?
Non fece in tempo a decidersi che vide unombra scura correre verso di lui come una furia; vol
nellaria per un paio di metri e ricadde sulla schiena, lasciando una profonda impronta nella neve. Il
troll gli fu subito addosso e cal la scure sulla sua testa. Il ragazzo par la spada di fronte a s, ma la
forza del colpo fu tale da piegargli le braccia; lascia sfior il suo volto e si conficc nella coltre bianca,
proprio sopra la spalla. David rotol da un lato, ma questa volta il troll non si fece ingannare e, prima
che potesse sgattaiolare via, vibr un altro colpo; il giovane, con il ventre a terra, serr gli occhi.
La scure tagli laria con un sibilo e si conficc in un grosso ramo, comparso improvvisamente
dalla nebbia. Il troll rugg di rabbia, estrasse lacciaio dal legno e insegu il giovane che annaspava,
cercando di mettersi al riparo. Infine, vedendo che il ragazzo non aveva pi scampo, alz la scure
ancora una volta, lo fiss con un ghigno crudele, serr le mascelle e... scomparve.
Co... cosa? balbett David.
Si volt sulla schiena e scrut nella bruma finch lo rivide; si agitava convulsamente e
sembrava lottare con la nebbia stessa che lo avvolgeva. Il suo corpo compariva e scompariva, mentre
un liquido nero come inchiostro macchiava la neve.
Infine lanci un grido strozzato e cadde a terra senza vita, con la faccia sprofondata nel manto
gelido. Solo allora David riusc a distinguere i contorni confusi della creatura che lo aveva ucciso.
Nbulo! disse con un filo di voce.
Il pladir annus il corpo del troll, poi lentamente cominci a ricoprirlo con la neve, usando le
zampe e il muso. In pochi minuti ogni traccia di quello scontro terribile era scomparsa.
Il ragazzo si alz in piedi e barcollando come un ubriaco raggiunse il guardianebbia.
Sei arrivato giusto in tempo disse appoggiandogli una mano sul collo.
Stava per risalire in groppa, quando not un lieve movimento dietro il tronco di un albero, come
se qualcuno si stesse nascondendo l dietro. Il giovane si avvicin cauto, impugnando la spada.
Mostrati! intim fissando la corteccia bruna. Esci da l!
Dopo qualche istante una testolina tremante si sporse a guardare il giovane della razza degli
uomini.
Non avere paura disse David.
Lentamente la creatura usc dal suo nascondiglio. Era piccola come un bambino e fissava il
giovane della razza degli uomini con gli occhi pieni di paura.
Comprendi lantico verbo?
Lo gnomo annu appena.
Come ti chiami?
Fru... Frugo.
Anche la voce sembrava quella di un bambino.
A quale razza...? chiese David fissandolo.
Io brugo rispose quello accennando uno strano inchino.
Da dove vieni? Non sei dei territori nebbiosi, vero?
No. Io viene di Ilogdor, terra di brughi.
Parlava lantico verbo con qualche difficolt e il giovane doveva sforzarsi per riuscire a capire il
senso delle sue parole.
La terra dei brughi? domand David con aria interrogativa. E dove si trova?
Oltre di la nebula rispose Frugo.
Le terre selvagge? domand il ragazzo.
Il brugo lo guard senza capire.
Che cosa ci fai qui? Perch sei entrato nei territori nebbiosi?
Io fugge. Guri invade Ilogdor. Uccide molti brughi... e mangia.
David sgran gli occhi.
I guri? Chi sono i guri?
Quello  guro! esclam Frugo indicando il mucchio di neve.
I troll?
Lo gnomo annu.
Moltissimi troll! Loro viene con buio! Ma troll ha paura di pladir. Loro non viene nella
nebula... Io pensava. Non mandare via Frugo, elettro supplic il brugo.
Non sono un elettro. Vengo da molto lontano e sto cercando un gigante, alto pi di tre
braccia.
Frugo guard il giovane con aria stupita.
Tutti i figli di Glor cresce pi di tre braccia disse infine.
I figli di Glor?
I troll!
Gi... rispose il ragazzo mentre la paura gli pungeva la punta delle dita. Ma questo non  un
troll! Ha la barba e lunghi capelli, legati in una treccia; lo hai mai visto?
Frugo esit un istante, rovistando nella memoria sconvolta dalla guerra.
S rispose infine.
David sillumin.
Davvero? Dove? Dove lo hai visto?
A Ilogdor; gigante barbuto cammina tra guerrieri di Glor.
Il giovane lo guard incredulo.
Che cosa stai dicendo?
Io nascosto in piccolo buco sotto radici di grande faggio e vede due volte otto troll passare
vicino a tana di Frugo. Loro marciano verso est e portano gigante con lunga barba. Grandi catene ha
lui, qui e qui disse il brugo stringendosi i polsi e il collo.
Lo hanno preso? E dove...?
Sicuro loro porta gigante a Nerantro.
Nerantro?
La citt di troll, regno di Blagor, lastuto.
Alludire quel nome, David fu scosso da un brivido e prov un improvviso dolore al petto,
come se la ferita si fosse risvegliata.
Chi  Blagor? chiese con un filo di voce.
Lui...  re di troll.
E dove si trova Nerantro?
A est, oltre di la terra di brughi.
David rinfoder la spada e si volt cercando il pladir con lo sguardo. Nbulo gli si accost e si
accovacci a terra per farlo salire.
Grazie, Frugo disse il giovane montando sul dorso del guardianebbia. Mi sei stato di grande
aiuto.
Aspetta, elettro! esclam il brugo avvicinandosi al pladir con fare timoroso.
Te lho gi detto: non sono un elettro rispose David mentre Nbulo si rialzava in piedi.
Chi  tu? chiese Frugo seguendolo con piccoli passi veloci.
Il ragazzo esit un istante.
Mi chiamo David Dream e sono... un hbrom.
Hbrom? chiese Frugo perplesso.
David non rispose.
Davvero tu vuole andare a Nerantro?
Il ragazzo annu.
Tu incontra molti guri, allora.
Star attento.
Ma tu non conosce Ilogdor, vero?
No ammise il giovane non conosco la terra dei brughi.
Allora sicuro i guri mangia giovane hbrom.
Grazie per lincoraggiamento, Frugo.
Perch rischi tua vita per questo gigante?
David esit.
Perch  un amico rispose infine. E ha bisogno di aiuto.
Frugo sembr molto colpito da quelle parole.
Io pu aiutare te.
Ah, s! E come mi puoi aiutare?
Io conosce molto bene Ilogdor.
Vorresti farmi da guida?
Il brugo annu.
E non hai paura dei troll.
S, molta paura.
Perch vuoi venire con me, allora?
Io guida te attraverso Ilogdor... e tu scaccia guri dalla terra di brughi.
Io?
David rise.
Perch hbrom ride?
Ti sembra davvero che io possa combattere da solo contro un intero esercito di troll?
S! rispose lo gnomo senza esitazione. Tu ha ucciso guro che voleva mangiare Frugo! Tu
grande guerriero!
Veramente  stato il... David si ferm; gli occhi del brugo brillavano di una luce fragile e
dolcissima, una fiammella capace di ardere anche nel freddo gelido di una notte senza fine. Ed egli non
ebbe cuore di spegnerla.
Daccordo, Frugo. Allora sarai la mia guida.
Rapirh! esclam lo gnomo facendo un buffo saltino.
A David venne da ridere.
Che cosa hai detto?
Rapirh ripet il brugo.
E cosa significa?
Uhm... Il brugo cerc le parole. Nella lingua di Ilogdor rapirh  molte cose:  sole di
mattino, che scalda il risveglio;  profumo di fiori dopo lungo inverno;  cibo buono quando fame ti
mangia e letto morbido quando hai sonno.  farfalla che si posa sulla mano e lucciola che brilla nel
buio;  sorriso di ragazza e bacio damore che fa girare la testa. Rapirh... aggiunse Frugo con uno
sguardo malinconico  magia che rende felici.
David sorrise.
La ritroveremo, Frugo.

CAPITOLO 22.
ILOGDOR.

Dunque  questa Ilogdor, la terra dei brughi?
David stava sul dorso di Nbulo e guardava di fronte a s. Avevano finalmente raggiunto i
confini dei territori nebbiosi; davanti a loro si stendeva una palude lugubre e maleodorante.
Senza la luce del sole, i pochi alberi rimasti avevano perso le foglie e si ergevano nudi e
scheletrici sotto la coltre di nubi. Lacqua si raccoglieva in ampie pozze putrescenti e una nebbia sottile
aleggiava a pochi palmi dalla superficie melmosa. Nbulo annusava laria e ringhiava.
Cera bosco verde prima disse Frugo guardando la sua terra decaduta. Molti di animali
correva qui.
Lontano, oltre lorizzonte, sintravedeva appena il profilo cupo di una montagna che si ergeva
nera e solitaria a sfiorare la coltre di nubi.
Quello  Glor, il monte oscuro disse Frugo con un filo di voce.
I troll esce di montagna come termiti di loro nido sotterraneo. La luce teneva guri lontani un
tempo ma ora loro cammina dappertutto. E uccide e distrugge!
 l che si trova Nerantro?
La citt di troll  dentro monte oscuro.
David scese dal dorso del guardianebbia e lacqua gli inzupp subito i piedi.
Grazie, Nbulo disse poi accarezzando il guardiano dolcemente.
Il pladir annus il giovane hbrom con il suo muso enorme. Faceva impressione vederlo fuori
dalle nebbie. Il suo manto chiaro risaltava tra le cortecce brune e il guardianebbia appariva ancora pi
grande e spaventoso. Nbulo sfreg il capo sulla testa del ragazzo, gett una rapida occhiata al piccolo
brugo e si incammin silenzioso verso occidente. Il suo dorso sfil lento tra i tronchi finch scomparve
nella nebbia.
Perch lui va via? chiese Frugo guardando Nbulo allontanarsi.
I pladir sono i guardiani di Eburnea e non possono varcarne i confini rispose David
volgendo lo sguardo a oriente. Dovremo passare attraverso Ilogdor come ombre silenziose.
Il giovane della razza degli uomini e il piccolo brugo si incamminarono verso le terre selvagge,
accompagnati dal rumore dei loro passi nel terreno melmoso.
***
Aprendosi un varco nel buio con la lanterna, Bibo Ben-Zac, lelettro, percorreva rapido il lungo
ponte che conduceva a Mthre. Le funi oscillavano appena al ritmo dei suoi passi veloci.
Dun tratto lhyburno si ferm e osserv il cielo sopra la testa. Le stelle splendevano ancora
sopra Bbalon, ma le nubi avanzavano da ogni parte; la coltre stava per chiudersi sulla Terra di Arcon
come una gigantesca onda nera. Bibo trasse un lungo respiro e si affrett sul ponte sospeso; poco dopo
scorse le torce sulle mura di Mthre.

CAPITOLO 23.
IL CONSIGLIO DI MTHRE.

Nascosti nellombra, acquattati dietro il tronco putrescente di un albero caduto, David e Frugo osservavano il bivacco.
Le figure terrificanti dei troll si muovevano ai margini del buio, illuminate dalla luce del fuoco.
Le loro voci giungevano di tanto in tanto attraverso loscurit, come ruggiti cavernosi. Frugo tremava
per la paura.
Non... non possiamo pa... passare di qui balbett.
C unaltra via? chiese David con un filo di voce.
A no... nord.
Andiamo, allora.
Ma il brugo sembrava paralizzato.
Andiamo, Frugo!
Il suo volto, illuminato appena dal chiarore del bivacco, si contorse in una smorfia di orrore.
Che ti succede?
Il brugo indic in direzione del fuoco.
David si volt e vide uno dei troll afferrare qualcosa da terra e sollevarlo sopra la testa.
Che... che cos?
Frugo non rispose.
Poi anche gli altri troll si alzarono e ruggendo selvaggiamente si avventarono sul piccolo corpo
senza vita; in pochi istanti lo smembrarono come belve e divorarono la sua carne finch non rimase che
un mucchietto di ossa spolpate.
Mio Dio! esclam il giovane, guardando attonito le figure spaventose che si muovevano
attorno al fuoco. Dunque  questo il destino che attende i popoli della Terra di Arcon?
Ma... maledetti guri! balbett Frugo mentre la rabbia e la paura lo scuotevano come un
rametto spezzato.
Io... io ti prometto che far tutto il possibile, Frugo disse David guardando la sua piccola
guida. Ora andiamo, presto! Passeremo pi a nord.
***
Appena Ilo, il pi anziano tra gli elettri, un vecchio ulo dallo sguardo mite e arguto, vide
lhyburno giungere a Mthre, diede inizio al consiglio. I guardiani erano radunati in cerchio attorno al
fuoco che ardeva sulla torre pi alta.
Ben arrivato, Bibo. Hai chiesto di riunire il consiglio con urgenza. Eccoci, dunque; che cosa ti
turba, fratello?
La coltre si sta chiudendo. Il buio  sempre pi forte; nemmeno il sacro fuoco riesce a tenerlo
lontano.
Sento la paura nelle tue parole, Bibo.
 la paura della ragione, Ilo. Il potere del Signore Oscuro pervade ogni piega della Terra di
Arcon, ormai! Non lo senti?
Gli elettri non si fanno piegare dalla paura della morte, ricordalo. Ogni cosa ha una fine.
Lhyburno strinse il bastone ed entr nel cerchio.
Gli elettri sono la sola speranza che resti agli arconidi di respingere il Signore Oscuro disse
Ben-Zac fissando il compagno.
Lulo rispose imperturbabile.
Abbiamo accettato che tu portassi il giovane hbrom a Bbalon per curarlo, Bibo, ma non
interferiremo in una guerra tra mortali.
Gli occhi dellhyburno scintillarono nelloscurit.
La guerra travolger anche la citt oltre la nebbia, Ilo; le nubi si chiuderanno e soffocheranno
il fuoco di Mthre per sempre. I troll marceranno sui ponti sospesi e Bbalon cadr, come sono cadute
Etheria e RocOorc.
La paura ti fa vedere oltre la ragione, Bibo. Il sacro fuoco continua a splendere sulla torre di
Mthre disse lulo indicando la fiamma che ardeva al centro del cerchio, e le stelle brillano con lo
stesso fulgore aggiunse indicando il cielo. I pladir vigilano nella nebbia di Eburnea e custodiscono
inflessibili il segreto di Bbalon. La fine della stirpe degli elettri non  ancora giunta.
Bibo ascolt in silenzio, ma quando torn a parlare la sua voce era pi cupa che mai.
Da troppo tempo Ilo, il saggio, si  ritirato oltre la nebbia. I troll riusciranno a varcare Eburnea
alla fine. Marceranno verso occidente e uniranno le loro forze a quelle di Hancroc, lusurpatore. Gli
arconidi saranno schiacciati dalla loro brutale violenza e nulla sar pi come prima.
Sento molta rabbia nelle tue parole, fratello, e ne comprendo lorigine; nellultima guerra dei
troll, i figli di Glor hanno distrutto lintera stirpe di Hyberin, prima che gli elfi riuscissero finalmente
a ricacciarli nelle viscere della terra. Ma scatenare una guerra contro Nerantro non riporter in vita il
tuo popolo.  la vendetta che cerchi, Bibo?
Lhyburno sgran gli occhi e il suo sguardo divamp nella penombra.
 proprio perch ho conosciuto la loro furia che desidero fermarli, Ilo!
Lulo rimase immobile.
Molte guerre hanno sconvolto la Terra di Arcon prima di questa disse infine, e mai gli elettri
hanno interferito. Non ti seguiremo, Bibo.

CAPITOLO 24.
NERANTRO.

Il fumo sfiatava dalle fenditure della montagna, come fossero ferite putrescenti, accompagnato
da un odore sulfureo.
Erano trascorsi due giorni da quando avevano varcato i confini delle terre dei troll e il buio non
li aveva mai abbandonati. Stavano acquattati tra le rocce nere che fiancheggiavano la gola di Glor; il
monte oscuro si ergeva sopra di loro, cupo e immenso.
Cercando di non fare rumore, il principe degli uomini si sporse appena e guard in basso.
I troll percorrevano il fondo della gola guidati dalle torce e i loro passi echeggiavano tra le
pareti a strapiombo.
Siamo quasi arrivati, Frugo disse David osservando dallalto i guerrieri che salivano verso il
monte. Coraggio!
Ma il piccolo brugo non si mosse. Stava fermo, rannicchiato tra le rocce come un animale e
sembrava davvero non poterne pi.
Non... non possiamo salire ancora! balbett senza muoversi, si... sicuro che guri scopre
noi.
David esit.
Non c ragione che tu venga con me disse infine. Mi aspetterai qui.
Il brugo sembr sollevato e deluso allo stesso tempo.
Sicuro che troll prende te!
Non mi prenderanno cerc di tranquillizzarlo David. Sono un grande guerriero, ricordi?
Frugo annu.
Ma se non dovessi tornare... fuggi, vai a Bbalon! L sarai al sicuro. Racconta agli elettri quel
che  successo e mettili in guardia dallinvasione dei troll. Hai capito?
S... s rispose Frugo.
Bene. Allora io vado.
Il brugo chiuse gli occhi e annu di nuovo.
Rapirh! esclam prima che il ragazzo si avventurasse da solo.
David si ferm.
Rapirh, amico mio!
***
Quando si sporse oltre la roccia, il grande rogo lo invest con il suo calore. Lingresso di
Nerantro era proprio sotto di lui, come una gigantesca bocca di lava nera e informe.
I troll entravano e uscivano senza sosta dal grande varco di pietra, come insetti dal loro nido
sotterraneo. Due cerberi colossali, armati di scure, stavano a guardia del varco; le armature di ferro
baluginavano al chiarore della fiamma.
Non c modo di passare di qua si disse. Devo salire pi in alto e calarmi...
Mentre cercava di scalare la parete, un frammento di roccia rotol verso il basso.
No! esclam David tentando inutilmente di fermarlo.
La pietra attravers rapida la bocca dingresso e cadde sulla testa di un troll.
Il colosso imprec e, reggendosi il capo con la mano, guard la volta sopra di s. Il ragazzo si
paralizz e rest immobile, come una falena sulla corteccia della quercia.
Il guerriero scrut a lungo la parete, strizzando i piccoli occhi nella penombra; la luce del fuoco
danzava sulla roccia, disegnando mille ombre in movimento.
Poi borbott tra s nella lingua di Glor e, fregandosi il capo, scomparve nelle viscere della
montagna.
Non mi ha visto... pens David tirando un lungo sospiro.
Lentamente riprese a salire, facendo attenzione a non smuovere le pietre; scal la roccia di una
decina di braccia e finalmente trov ci che stava cercando.
Un camino naturale si apriva sopra il varco principale, troppo stretto per i troll, ma abbastanza
largo da permettere a un giovane della razza degli uomini di entrare senza essere visto.
David scrut allinterno; il buio era assoluto.
Quanto mi sarebbe utile la penna luminosa adesso pens mentre procedeva tentoni.
Continu a scendere, tastando nellombra, finch una luce di fiamma illumin le pareti del
cunicolo. Lentamente si accost alla roccia e sbirci con un occhio nel mondo di sotto.
***
Il cuore di Glor brulicava di troll. I figli della montagna si muovevano come insetti giganteschi
nelle grotte di Nerantro, illuminati dalla luce delle torce che ardevano sulle pareti di pietra; un calpestio
ininterrotto accompagnava quel fiume di corpi che scorreva tra le viscere della terra.
David rest a lungo immobile, pietrificato dallo sgomento.
Sono ancora in tempo per tornare indietro pens. Sarebbe potuto uscire da quellinferno in
pochi minuti; fuggire da Nerantro, tornare nei territori nebbiosi, lasciare dietro di s lorrore di
Ilogdor, la terra dei brughi divorata dalla ferocia dei troll.
Pi profondo  il buio, pi vivida splende la luce si disse.
Il principe degli uomini ingoi la paura e si cal nel cuore dellinferno.

CAPITOLO 25.
LARENA DEI TROLL.

Percorrendo stretti passaggi sotterranei, David era riuscito a raggiungere il cuore di Nerantro;
laggi il dedalo di gallerie, scavate dalla lava nellabisso del tempo, si univa in una sola gigantesca camera.
Il giovane stava rintanato nel cunicolo; un piccolo rivolo correva sulla volta di pietra scura e
gocciolava in una pozza cristallina. Ma il rumore che echeggiava nelle sue orecchie non era quello
dellacqua che cade; era un suono martellante e ossessivo, come se un gigantesco cuore battesse l
sotto.
Il giovane trasse un lungo sospiro e riprese la discesa; percorse lentamente lultimo tratto del
cunicolo, si accost alla parete e scrut oltre la roccia.
Proprio sotto di lui, illuminata dalla luce di mille torce, pulsava una gigantesca massa di corpi
dalla pelle giallastra. I troll erano affollati attorno a una grande buca tonda, scavata nella roccia lavica,
e guardavano in basso, gridando al ritmo della loro furia.
Pi profondo  il buio, pi vivida splende la luce ripet David con un filo di voce, pi
profondo  il buio pi viv...
Improvvisamente i troll si zittirono e Nerantro si fece silenziosa come una cattedrale. Un
rumore di ferro e pietra risuon nellaria, come se un gigantesco chiavistello fosse stato aperto. Pochi
istanti dopo il gladiatore entr nellarena; una strana armatura gli copriva una spalla e parte del tronco.
Il capo era imprigionato in un elmo di ferro con due sole fessure per vedere il nemico. Il colosso guard
i troll accalcati sul ciglio della fossa, alzando in alto lo sguardo e ruotando attorno la testa. Poi fiss
dritto di fronte a s, finch un secondo guerriero comparve nellarena. Era ancora pi corpulento del
primo e sembrava animato da una rabbia incontenibile. Impugnava una grossa mazza di ferro che
faceva roteare sopra la testa.
I gladiatori si fissarono minacciosi, finch dallalto del suo scranno di pietra, una creatura,
seminascosta nelloscurit, alz la mano: lo scontro ebbe inizio.
Il troll che brandiva la mazza rugg e si scagli contro lavversario; la sfera chiodata colp la
corazza sulla spalla, lasciando una profonda ammaccatura nel ferro. Il gladiatore rotol a terra, ma
subito si rialz e ruggendo a sua volta caric lavversario; schiv la mazza e lo colp con un pugno
tremendo, mandandolo a terra. Il troll sput un grumo di sangue nero e denso come bitume, poi
recuper la sua arma e di nuovo si avvent sul nemico. Rotolarono nellarena, avvinghiati luno
allaltro come belve; le loro urla risuonavano nellaria assieme ai colpi terribili delle armi, mentre
attorno alla buca i compagni li incitavano al combattimento mortale. Infine il gladiatore con lelmo
riusc a stringere la catena attorno al collo dellavversario. Quello cominci a dimenarsi, ma lui lo
trattenne finch non cadde a terra e si arrese alla morte con un rantolo orribile; solo allora moll la
presa. Il vincitore barcoll esausto da una parte e dallaltra, poi di nuovo alz lo sguardo e fiss i
guerrieri accalcati attorno allarena attraverso le fessure nellelmo di ferro.
I troll urlarono di eccitazione, facendo tremare il cuore di Nerantro.
Pochi istanti dopo, incitato dalle grida, comparve nellarena un altro gladiatore; era talmente
grande che il primo lottatore al confronto appariva quasi minuto. Indossava una pesante cotta di ferro
che gli copriva interamente la spalla e il braccio destro. Una profonda ferita gli solcava il volto da una
parte allaltra, passando per locchio e la bocca. Il colosso alz in aria una scure gigantesca e url con
una forza spaventosa.
Il guerriero con lelmo raccolse la mazza da terra e si avvent senza esitazione contro il nuovo
avversario. Questi par il braccio corazzato davanti al volto, poi rote la scure e colp a sua volta; la
lama si abbatt sullarmatura mandandola in pezzi. Il gladiatore rotol fino al margine dellarena e
stent a rialzarsi. Il troll sollev in alto le braccia, incitando la folla; poi si avvicin allavversario e,
prima che potesse rimettersi in piedi, lo centr sulla testa; il colpo risuon nella grotta come una
cannonata.
Il lottatore rest a lungo immobile, con il ventre a terra; poi lentamente si mise carponi,
reggendo a fatica il capo ferito. Un fiotto di sangue rosso sgorg dallelmo e gocciol nella sabbia.
David sgran gli occhi.
Il guerriero tentava disperatamente di togliersi lelmo che lo soffocava, ma era come se il ferro
fosse stato saldato. Lott per qualche istante, finch riusc a forzare lacciaio e a liberarsi; lelmo cadde
a terra assieme a un fiotto di sangue. Il gladiatore alz il capo e tir un lungo respiro. Fu allora che
David lo riconobbe.
Macroc! grid guardando incredulo il principe di RocOorc al centro dellarena.
Il troll guard a sua volta il gigante, lui stesso stupito nel vedere quel volto barbuto; poi si
avvicin e, incitato dai compagni, si prepar a infliggere il colpo di grazia allavversario inerme.
David usc dal suo nascondiglio e incurante di tutto si mise a correre verso lamico. Sgattaiol
tra le gambe dei troll e prosegu carponi fino al margine della fossa.
Quando i guerrieri di Glor videro il ragazzo saltare nellarena, improvvisamente si zittirono.
Macroc stava carponi, il capo chino, e sembrava ormai del tutto incapace di difendersi.
Arranc alla cieca di pochi passi, cercando invano di mettersi al riparo dalla furia del rivale, poi si
ferm.
No! grid David sguainando la spada.
Il ragazzo corse alle spalle del colosso, chiuse gli occhi e con tutta la forza che riusc a trovare
affond la spada nella coscia del troll. Inuk, il pungiglione dellape, trapass a fatica la pelle spessa e
dura come cuoio, e si conficc nella carne.
***
Quando ritrasse la spada, un fiotto di sangue nero spill dai lembi squarciati e cadde nella rena
scura. Il troll rugg di rabbia e si volt con un balzo per affrontare il nuovo avversario. Vedendo
quellomuncolo, poco pi alto di un brugo, il colosso ghign divertito e sorpreso allo stesso tempo,
borbottando tra s nella lingua di Glor. Poi il suo volto si fece di nuovo feroce e il troll avanz verso il
giovane; David arretr, puntando la spada contro di lui, finch sent la parete di pietra contro la schiena.
La scure si abbatt con una forza spaventosa, ma il ragazzo si gett a terra e il ferro colp la
roccia, lasciando un profondo solco.
David cerc di rialzarsi, ma il troll vibr un altro colpo, che si schiant sul terreno a pochi
millimetri dalla sua testa; poi sgran gli occhi, storse la bocca in una smorfia orribile e lanci un urlo,
reggendosi la coscia ferita: il pungiglione dellape aveva scatenato il suo effetto.
Il ragazzo si alz in piedi e, sfilando a pochi passi dal colosso ferito, corse verso il principe di
RocOorc. Il gigante era immobile; il sangue gli colava dalla bocca e dal naso.
Macroc!
Quando sent pronunciare il suo nome, il figlio di RohOnroc alz la testa e fiss sbigottito il
ragazzo al centro dellarena.
Chi sei? chiese cercando di mettere a fuoco quellessere comparso dal nulla.
Non mi riconosci, grande roccia? disse il giovane avvicinandosi. Sono David! David
Dream!
Macroc lo fiss con una strana espressione severa, senza accennare reazione. Poi strinse
leggermente gli occhi, come se stesse frugando nel fondo della memoria.
Per le corna di tutti gli uri! esclam mentre il suo volto trasfigurava. Sei proprio tu,
Rownroc?
S, amico mio!
Ma come accidenti...?
 una lunga storia rispose il ragazzo, ma ora credo sia meglio... aaaaah!
David non fece in tempo a finire la frase che si sent afferrare e vide il mondo capovolgersi.
Il troll lo reggeva per una gamba e lo teneva a testa in gi, sospeso da terra per oltre quattro
braccia. Il colosso sfil con la sua preda davanti ai compagni, accalcati al margine della buca; David
vide i loro volti grugnire, mentre allungavano le mani verso di lui, tentando di afferrarlo.
Il gladiatore torn al centro dellarena e, incitato dalle urla, alz la scure. Il ragazzo, penzoloni a
testa in gi, scorse la lama brillare contro il soffitto di roccia; poi sent uno strano suono, simile al
rumore di un gigantesco uovo che si rompe.
Il troll vacill da una parte e dallaltra e cadde sulle ginocchia. Esit per un istante ancora, come
se stesse rimuginando; infine si abbatt di schianto, con la faccia in avanti, mentre un lago di sangue
nero si allargava attorno al suo corpo: aveva il cranio orribilmente sfondato da un colpo di mazza. Il
principe di RocOorc era riuscito a rimettersi in piedi e con le ultime forze rimaste lo aveva colpito a
morte.
Dobbiamo andarcene da qui! grid David guardando la folla che urlava in preda a
uneccitazione incontenibile. Ce la fai, Macroc?
Il gigante ruot la testa attorno.
E come accidenti facciamo? domand cercando di reggersi in piedi.
I troll li circondavano da ogni parte, ruggendo come belve.
Non ne ho idea! ammise David.
In quellistante i figli di Glor saltarono dentro la buca, uno dopo laltro, da ogni direzione.
David e Macroc si strinsero al centro dellarena, schiena contro schiena, mentre i nemici li
accerchiavano, sempre pi vicini. Il gigante ruot la mazza e colp il pi vicino mandandolo a terra, ma
altri sopraggiunsero, cos numerosi da sommergerlo con i loro corpi. David punt la spada, cercando di
tenerli lontani, ma i troll erano dappertutto. Vibr un fendente, poi un altro, finch furono sopra di lui e tutto si fece buio.

CAPITOLO 26.
BLAGOR.

Ogni singolo osso, ogni muscolo, ogni parte del corpo gli doleva in modo insopportabile.
Quando apr gli occhi, vide la roccia scura contro il volto; giaceva bocconi, con le mani strettamente
legate dietro la schiena da una grossa corda.
Mentre tentava di riprendersi, sent un verso bestiale, un ringhio che sembrava provenire dal
fondo dellinferno. Alz il capo a fatica e scorse i contorni di un animale mostruoso; il lugo lo fissava
con occhi feroci, facendo balenare nella penombra i lunghi denti ricurvi.
Golhor egor gor, Lorgo! grid una voce che non aveva nulla di umano e il giovane sent la
ferita bruciare come fuoco nel petto.
La bestia sembr quietarsi appena e senza smettere di ringhiare, arretr di un passo. Lentamente
David riapr gli occhi e vide brillare qualcosa nellombra. Solo allora si accorse della catena; era
saldata attorno al collo del lugo e correva verso il fondo della grotta. Laggi, nascosta nella penombra,
egli scorse la creatura pi possente e terrificante che avesse mai visto: Blagor, lastuto. Il re di Glor.
***
Stava seduto sullo scranno di pietra, illuminato dalla luce di due grandi torce che ardevano sotto
la volta rocciosa. Alla base del trono erano incatenati due lughi, come cerberi a guardia del signore dei
troll. Le catene si tendevano sotto la loro furia selvaggia e ogni volta sembravano sul punto di
spezzarsi.
Blagor rest a lungo in silenzio, osservando il prigioniero ai suoi piedi.
Lorgo sembra molto ansioso di divorarti disse poi e la sua voce sembrava gorgogliare
attraverso la lava incandescente. Non credo che abbia mai assaggiato la carne di un... hbrom.
Il lugo tir la catena fin quasi a strozzarsi, cercando con tutte le forze di raggiungere il ragazzo.
Da molti anni non vedevo uno della tua stirpe. Chi sei tu, che hai gettato la tua vita per un
reietto?
David non rispose.
Non ha importanza riprese Blagor, ormai siamo pronti. Nella prima notte di luna nuova
usciremo dalle viscere della terra e marceremo attraverso Ilogdor, fino ai confini dei territori nebbiosi.
Sar lesercito pi numeroso e devastante che abbia mai calpestato le terre selvagge. Entreremo in
Eburnea, vinceremo la resistenza dei pladir e attaccheremo Bbalon. Uccideremo uno per uno gli
ultimi elettri e soffocheremo per sempre il fuoco di Mthre. Il buio regner incontrastato sulla Terra di
Arcon e la stirpe di Glor non dovr mai pi nascondersi sottoterra. Lera dei troll  finalmente
giunta.
David sussurr qualcosa, ma la sua voce era troppo fioca perch il re potesse sentirla. Blagor si
alz in piedi e lentamente si avvicin al giovane a terra. I lughi si scostarono intimoriti, come belve di
fronte alla frusta del domatore.
Ripeti quello che hai detto, hbrom disse il troll appoggiando il piede enorme a pochi
centimetri dalla testa del ragazzo.
Pi profondo  il buio mormor David, pi vivida splende la luce.
Il re lo guard furente.
Allora ti permetter di vivere finch vedrai tu stesso la fine della luce. Morirai quando i figli di
Glor avranno distrutto Bbalon; morirai sapendo che il buio ha trionfato, che ogni speranza 
perduta.
Poi Blagor alz il piede e lo abbass di schianto con una smorfia di rabbia.

CAPITOLO 27.
UNA CATENA PER FUGGIRE.

Svegliati, Rownroc! Svegliati!
Quando David apr gli occhi, vide Macroc chino su di lui. Il gigante lo scuoteva delicatamente
cercando di riportarlo alla veglia.
Sei libero, grande roccia? chiese il giovane cercando di riprendersi dallo stordimento.
No rispose il gigante, ma tu sei vivo, per fortuna!
Dove siamo?
In fondo a un pozzo rispose Macroc.
Il ragazzo alz la testa e vide il chiarore di una torcia balenare attraverso una pesante grata di
ferro. Giacevano in fondo a un grande pozzo, scavato nella roccia. Le pareti, intrise dallacqua che
filtrava dalla pietra, li schiacciavano da ogni parte.
Improvvisamente una figura comparve sopra di loro a oscurare la luce della fiamma; il
carceriere guard i due prigionieri attraverso linferriata, poi sput un grumo di saliva densa, centrando
il gigante sul viso.
Dannato troll! esclam Macroc passandosi il braccio sul volto. Il guardiano ghign
soddisfatto e scom-
parve. Il principe di RocOorc lo guard allontanarsi, poi si rivolse al compagno.
Come accidenti hai fatto a trovarmi, Rownroc?
Ohedn  venuto a cercarmi nella terra degli uomini; abbiamo varcato assieme il confine tra i
due mondi e ci siamo ritrovati alla Citt di Pietra.
Sei stato a RocOorc? chiese il gigante sgranando gli occhi.
S.
E... mia madre?
La regina Iren  viva.
Macroc tir un lungo sospiro.
Continua, David.
Siamo entrati con un inganno nella cittadella e Ohedn ha tentato di uccidere Hancroc, ma 
riuscito solo a ferirlo. Allora ci siamo diretti verso oriente, cercando di seguire le tue tracce attraverso il
deserto di ghiaia; per un gigante non  facile passare inosservato.
 incredibile... mormor Macroc guardando lamico ritrovato. E dov lelfo?
David chin il capo.
Oh, no!
Lychon, un demone immortale, servo di Kahs, lo ha ucciso a Numor Mora, la citt morta.
Macroc si fece cupo e fiss il vuoto in silenzio.
Ne ho visti morire cos tanti da quando tutto questo  cominciato. Sono giunto a Ilogdor
dodici lune fa, quando gi infuriava la guerra di Nerantro contro i brughi. Ho ucciso molti troll prima di
essere catturato, ma alla fine... Macroc si interruppe ripensando al giorno in cui aveva perso la
libert. Da allora ho combattuto ogni giorno nellarena per restare vivo. Blagor  crudele e si diverte
a vedere un principe schiavo lottare contro i suoi campioni.
Perch ti sei spinto cos lontano? Che cosa cercavi nelle terre selvagge?
Il gigante esit.
Fuggivo rispose infine.
Gli armigeri di Hancroc ti hanno seguito sin qui?
Macroc fiss lamico in silenzio, poi scosse leggermente la testa.
Fuggivo dal disonore.
Il giovane lo guard con aria interrogativa.
Ricordi quel giorno a Etheria, David? Giurai a Ossidea che mai lesercito degli uri avrebbe
minacciato il popolo degli elfi. Avevo dato la mia parola!
Non  colpa tua, Macroc. Hancroc ha tramato contro di te!  stato lui a tradirti!
Avrei dovuto capirlo! Come ho potuto essere tanto ingenuo!? disse il gigante colpendo la
roccia con il pugno. Adesso  tutto perduto.
No! esclam David. Non tutto.
Non c modo di uscire da questo pozzo, David! E se anche ci riuscissimo... che cosa
potremmo fare? Tu e io contro un intero esercito di troll?!
Il ragazzo scrut verso la grata di ferro.
Dobbiamo raggiungere Bbalon! disse.
Bbalon? Di cosa stai parlando? La citt oltre la nebbia  una leggenda.
No, Macroc! Io ci sono stato! Gli elettri sono gli unici capaci di opporsi al potere del Signore
Oscuro, oramai. Dobbiamo avvisarli prima che Glor sferri il suo attacco! Se anche loro venissero
sconfitti... il buio calerebbe per sempre sulla Terra di Arcon!
Il gigante lo guard come se fosse impazzito, ma David continu.
Andremo a Bbalon e poi torneremo alla Citt di Pietra e riconquisteremo il trono di
RocOorc. Armeremo un grande esercito e attraverseremo di nuovo il Mare di Mezzo. Marceremo
assieme fino alla Citt del Cielo e libereremo il regno di Ossidea dalloppressione di Kahs. La regina
degli elfi torner dal Lahin e la luce splender ancora sulla Terra di Arcon disse David e sembrava
gi di scorgere nei suoi occhi il riflesso di quella luce, di udire il rumore dellacqua dellOlor che si
getta nel Lago Bianco, di sentire il vento stormire tra gli alberi millenari della Foresta Eterna.
Stiamo marcendo in fondo a un pozzo, Rownroc disse Macroc fissandolo cupo, prigionieri
nel cuore di Nerantro. Non c modo di uscire da qui!
David lo guard incredulo; davvero il principe dei giganti aveva perso ogni speranza? Il
giovane hbrom si alz in piedi e appoggi le mani sulla parete bagnata.
Tast con le dita le asperit della pietra, cercando di trovare un appiglio, poi appoggi un piede
e si tir su. Era sollevato da terra di una sola spanna, ma gi si sentiva pi libero. Allung il braccio e
cerc un altro appiglio, finch riusc a salire di un altro metro.
Macroc stava seduto per terra, le braccia appoggiate sulle ginocchia, la testa china a fissare il
terreno.
Pian piano il ragazzo sal fino a met del pozzo. La parete era viscida; un sottile strato di
muschio bruno cresceva sulla roccia lavica. Allimprovviso sent il piede scivolare; ansim cercando di
ritrovare la sporgenza, ma la scarpa bagnata non riusciva a far presa. Raschi con le dita contro la
parete, tentando disperatamente di reggersi, ma il pozzo lo risucchi; cadde a terra di schiena, con la
testa in una pozza stagnante.
Lentamente si mise carponi e aspett che il dolore si dileguasse, fissando la propria immagine
riflessa sulla superficie. Una goccia di sangue scivol lungo una ciocca e cadde nellacqua, poi unaltra
e unaltra ancora, finch la pozza si tinse di rosso.
Allora  vero pens David in preda allo sconforto. Tutto  perduto.
Chiuse gli occhi cercando invano di impedire alle lacrime di uscire attraverso le palpebre.
No! esclam colpendo il riflesso del proprio volto. Non ancora!
Mentre il gigante lo guardava come se fosse impazzito del tutto, si rialz e di nuovo appoggi le
mani alla parete di roccia. Studi per alcuni istanti la superficie di pietra, cercando di individuare la via
migliore, e riprese a salire. Giunse in fretta al punto in cui era caduto e continu, guardando verso lalto
la grata di ferro che chiudeva la bocca del pozzo.
Gli mancavano solo poche braccia e credeva ormai di potercela fare, quando di nuovo sent le
dita scivolare sulla roccia viscida.
Oh, no pens cercando di reggersi. Non adesso!
Il piede sinistro sfugg senza preavviso.
No! No! grid dentro di s, agitando le gambe per ritrovare lappiglio. Mi spezzer losso del
collo.
Reggiti, giovane hbrom!
David si sent afferrare per i piedi e spingere verso lalto.
Avanti, Rownroc! disse il principe di RocOorc. Continua a salire.
***
Macroc lo reggeva con le braccia distese e lui stava in bilico sulle sue mani, come un
equilibrista del circo; ma anche cos poteva solo sfiorare linferriata che chiudeva la bocca del pozzo.
Non ce la faccio disse allungandosi pi che poteva.
Il gigante si alz sulle punte dei piedi cercando di spingerlo ancora pi su e David riusc
finalmente ad aggrapparsi alle sbarre.
Riesci ad alzarla?
David prov, ma linferriata non si mosse nemmeno un po.
Sembra bloccata rispose ansimando per la fatica.
Prova ancora, Rownroc!
Il giovane punt i piedi e spinse con tutta la forza.
Non si muove disse chinando il capo. Ci devessere un chiavistello.
Reggendosi come una scimmia, il ragazzo allung una mano attraverso le sbarre e tast alla
cieca attorno al pozzo.
 qui! disse sentendo il catenaccio sotto le dita.
Riesci a muoverlo?
 troppo lontano rispose, grattando con le unghie sul ferro arrugginito.
Dai, forza! lo incoraggi Macroc.
David prov ancora, ma il chiavistello era grosso e pesante, fatto a misura di troll, e lui riusciva
solo a sfiorarlo con la punta di un dito.
Dun tratto sent un rumore provenire dal cunicolo. Subito ritir il braccio e rest in ascolto con
il fiato sospeso.
Che succede, Rownroc?
Ssst! David zitt il compagno con un breve sibilo. Sta arrivando qualcuno!
Presto, vieni gi!
Il giovane si affrett a scendere, ma nella foga perse lequilibrio, cadde sul compagno e rovin a
terra con un grido strozzato.
Che succede qui? rugg il carceriere piazzandosi in piedi sulla grata.
I due lo guardarono facendo finta di nulla.
Abbiamo sete! disse il gigante. Portaci dellacqua.
Il troll fiss i prigionieri, passandosi una mano sul mento butterato. Poi apr le gambe e, dopo
aver scostato le brache di pelle, pisci gi per il pozzo con un ghigno demente.
Sterco di uro! imprec il principe di RocOorc cercando di ripararsi.
Il guardiano sbirci sul fondo della buca, ridacchiando; poi si sistem le brache e scomparve.
David e Macroc aspettarono qualche minuto in silenzio.
Dai, riproviamo! disse il gigante quando fu certo che il troll se ne fosse andato. Il ragazzo
cerc di rimettersi in piedi, ma la caviglia non lo reggeva.
Credo che sia slogata disse rimettendosi a sedere con un gemito.
Fammi vedere.
Il piede era storto malamente verso linterno.
Ti fa male?
David rispose con una smorfia.
Macroc lo guard serio.
Tieni dentro la lingua, Rownroc.
Come?
Il gigante afferr il piede con forza e lo pieg fino a rimetterlo a posto.
David serr gli occhi e a stento trattenne un urlo.
Va meglio?
Il giovane emise un lungo rantolo.
Credo di s aggiunse poi con un filo di voce.
Aspetta.
Macroc si tolse una lunga fasciatura che gli bendava il polso destro e la avvolse con cura
attorno alla caviglia.
Ce la fai a camminare?
Il ragazzo si alz a fatica e reggendosi alla parete di pietra prov ad appoggiare il piede a terra.
Ce la far disse cercando di nascondere il dolore. Aiutami.
David si accost alla roccia e Macroc lo sollev sopra di s. Il giovane sbirci con un occhio
oltre la grata di ferro, per assicurarsi che non ci fosse nessuno di guardia; poi di nuovo allung il
braccio oltre linferriata cercando di sbloccare il chiavistello.
In quella posizione la caviglia gli doleva in modo insopportabile, ma il giovane strinse i denti e
si alz sulle punte.
Maledizione, non si muove!  bloccato!
Ritir la mano e cerc di riprendere fiato. Sentiva i muscoli bruciare in preda ai crampi.
Forza, Rownroc! Non mollare!
David respir profondamente, poi allung il braccio e prov di nuovo; sent il chiavistello sotto
le dita e cerc di farlo scorrere da un lato. Per un istante il ferro sembr muoversi, ma si blocc subito.
Non ce la faccio pi mormor reggendosi alle sbarre con il capo chino.  impossibile.
Fu allora che sent quella vocina, una vocina cos sottile e tremante che pens fosse solo nella
sua testa.
Dobbiamo fare presto, elettro.
Cosa? esclam il ragazzo alzando la testa.
Guardiano torna in fretta!
Ma chi...?
Sono io disse la vocina avvicinandosi un poco.
Quando David vide il brugo fare capolino sulla bocca del pozzo, sent il cuore sciogliersi nel
petto, come un fiocco di neve caduto dentro il comignolo.
Frugo! disse fissandolo incredulo attraverso le sbarre. Che cosa ci fai qui?
Non... non si lascia un a... amico balbett Frugo; la sua voce tremava per la paura.
Come accidenti hai fatto a trovarci?
Io se... segue odore di giovane hbrom rispose Frugo sfiorandosi il grosso naso.
Sei... David non riusciva a trovare le parole. Sei... sei il brugo pi coraggioso che abbia mai
calpestato la Terra di Arcon! disse infine.
S, ma... facciamo pre... presto balbett guardandosi attorno.
Hai ragione! Ce la fai ad aprire il chiavistello?
Il chiavistello? Aspetta... ora... io prova...
Frugo afferr il catenaccio e lo tir verso di s.
Chiavistello  duro... molto pesante!
Dai, forza! lo incoraggi il giovane da sotto la grata.
Dun tratto sent un colpo che fece vibrare linferriata tra le sue mani.
Ma cosa...?
Frugo aveva afferrato una grossa pietra e picchiava con quella sul chiavistello per farlo scorrere.
Ci sentiranno! pens David e gli sembrava che quei colpi risuonassero in ogni angolo di
Nerantro.
Ecco! esclam il brugo dopo qualche istante. Chiavistello si muove.
Finalmente si ud il rumore del ferro che scorre nella pietra.
 aperto! esclam Frugo ricomparendo sopra la bocca del pozzo.
Aiutami! Proviamo ad alzarla!
Lentamente linferriata si alz di un palmo.
Metti la pietra sotto la sbarra disse David cercando di reggerla. Cos, bravo!
Poi si fece piccolo piccolo e prov a passare sotto.
Aiutami! disse allungando le braccia verso il compagno.
Frugo lo afferr, ma il ragazzo sembrava essersi incastrato.
Do... dobbiamo fare in fretta, elettro! balbett il brugo tirando con tutta la forza.
Improvvisamente udirono dei passi provenire dal cunicolo dietro di loro.
A... arriva!
David rest in ascolto per un istante, poi riprese ad arrancare piantando le unghie nella roccia,
mentre Frugo tentava disperatamente di sollevare la grata.
***
Il carceriere percorse il cunicolo portando il grosso sacco sulle spalle. Le pareti della galleria
erano illuminate debolmente dalla torcia che ardeva sopra il pozzo dei prigionieri. Dimprovviso la luce
prese a tremare e, prima che il troll potesse raggiungerla, si spense, lasciando il cunicolo al buio.
Neg rekchell! imprec il guardiano.
Continu nellombra senza fermarsi, muovendosi come un cieco tra le pareti della propria casa.
Tir fuori lacciarino e lo fece scattare pi volte, finch la pece si accese; poi prese la torcia dal muro e
alzandola sopra la testa prosegu, passando sopra la grata del pozzo. Fu allora che sent il proprio corpo
precipitare nel vuoto.
Il troll rugg di paura e di sorpresa mentre cadeva nella buca dei prigionieri. Quando riapr gli
occhi, vide il principe dei giganti sopra di s.
Benvenuto nellarena, troll! rugg il colosso serrando il pugno.
Lo colp con una forza tale da fargli perdere i sensi.
David era riuscito a sgattaiolare fuori appena in tempo e, con laiuto del brugo, aveva
spalancato linferriata, lasciando aperta la bocca del pozzo; poi aveva spento la torcia.
Ma il gigante era ancora sul fondo della buca.
Avanti, grande roccia! Esci di l!
Macroc prese una breve rincorsa e appoggiando un piede sulla parete salt verso di loro.
 troppo alto disse ricadendo a terra.
Prova ancora!
Il gigante tent un altro salto, ma non riusc nemmeno a sfiorare il bordo del pozzo. Lui e il
ragazzo si guardarono in silenzio per un lungo istante.
Vai, Rownroc! disse il principe di RocOorc con un cenno del capo. Mettiti in salvo!
Non ti lascer in questo buco. Prova ancora, ti prego!
Non posso farcela, Rownroc! Andate, presto!
Non... non  possibile rispose il giovane scuotendo il capo.
David fissava il compagno sul fondo della buca, tentando disperatamente di trovare una
soluzione.
Cosa c l dentro?
Dove?
Dentro il sacco.
Macroc si guard attorno e vide che sotto il corpo del guardiano era nascosto un grosso sacco
di iuta.
 pesante! esclam trascinandolo al centro del pozzo.
Lo apr e sbirci dentro.
Una catena...
Il gigante la tir fuori e la soppes tra le mani, facendo pendere un capo fin quasi a terra. Poi
inizi a farla roteare nellaria come una fionda.
Spostatevi! grid prima di scagliare.
La catena si arrampic nellaria come un serpente, lamb il margine del pozzo e ricadde a terra
con un tintinnio.
Riprova, Macroc!
Il principe la raccolse, guard in alto cercando di misurare la distanza, e lanci di nuovo.
Questa volta la catena usc dal pozzo per oltre due braccia e frust la roccia ai piedi del ragazzo;
poi, come il tentacolo di una piovra, inizi a ritirarsi dentro la tana, velocissima.
Nooo!
David si gett in avanti e con un tuffo riusc ad afferrare lultimo anello; ma la catena era cos
pesante che lo trascin con s.
Il giovane cerc di piantare i piedi, ma gli anelli saltavano sul bordo e scomparivano nel buco
uno dopo laltro.
Aiutami, Frugo!
Il brugo si aggrapp alle gambe del ragazzo e riusc a frenare la sua discesa prima che il pozzo
lo inghiottisse.
Tirami su! rantol David stringendo tra le mani
lanello di ferro.
Pian piano recuperarono la catena e lagganciarono ai cardini dellinferriata.
Il gigante mise in tensione gli anelli e il ferro si assest con dei colpi secchi che risuonarono
attraverso i cunicoli bui.
Regger, grande roccia. Avanti!
Macroc punt i piedi contro la roccia e inizi la scalata.
Una catena per fuggire... disse tirandosi su.
Quando Frugo lo vide uscire dal pozzo, grande comera, non pot fare a meno di sgranare gli
occhi scuri.
Stai tranquillo, piccolo brugo; io non mangio quelli della tua razza.
Macroc sollev la griglia e la richiuse, bloccandola con il chiavistello.
E adesso? chiese il gigante guardando il compagno. Nerantro brulica di troll e io non posso
certo passare per i cunicoli secondari come un brugo.
Macroc aveva ragione, pens David: era impossibile uscire da quellinferno senza essere visti.
Mi serve un coltello disse poi guardando Frugo, un coltello affilato... come un rasoio.

CAPITOLO 28.
IL CARCERIERE.

Il colosso camminava attraverso i cunicoli del regno di Glor, portando sulle spalle il grande
sacco di iuta. Indossava lelmo dei carcerieri e procedeva con la testa bassa, cercando di trovare la via
che portava al mondo di superficie.
Quando giunse di fronte al bivio, si ferm e alz in alto la torcia. Il fuoco trem al movimento
del braccio, poi punt dritto verso lalto, con uno sfrigolio sottile. Il carceriere aspett ancora, in
silenzio.
Dun tratto la fiamma fu percorsa da un fremito e si pieg leggermente da un lato,
assecondando il moto della corrente; il carceriere riprese il cammino in quella direzione e si inoltr
nella galleria pi stretta.
Man mano che procedeva, sentiva laria farsi pi calda, finch vide una strana luce rischiarare
le pareti di fronte a s. Percorse ancora un centinaio di passi e sbocc in una grande camera che ardeva
di luce come un gigantesco braciere: le fucine di Glor.
***
La lava sfociava dalla roccia nera e solcava la grotta come un torrente di luce. Lapilli
incandescenti schizzavano in alto e illuminavano la volta di pietra, prima di ricadere nel magma
ribollente.
Sulle sponde di quel fiume infernale, i troll avevano costruito le loro fonderie sotterranee; alti
ponti si ergevano da una parte e dallaltra, incanalando la lava. Lass, in bilico sul fuoco ardente che
scorre nelle viscere della terra, i fabbri ferrai forgiavano le scuri di Glor. I loro corpi possenti,
illuminati dai bagliori, sembravano cos piccoli su quelle strutture colossali. Il grande martello
picchiava senza sosta sullincudine rovente, e i suoi colpi risuonavano attraverso le viscere di Nerantro,
come il cuore di un drago dentro la montagna; cos i figli del monte oscuro si preparavano alla guerra
contro il mondo di superficie.
Il carceriere attravers le fucine, riparandosi dal calore con il braccio, e prosegu, portando il
suo carico sulle spalle.
***
Il guardiano procedeva attraverso i cunicoli, osservando attento il fuoco della torcia; la fiamma
si piegava al vento della corrente che spirava verso lesterno.
Quando raggiunse la galleria principale, i troll si accalcarono attorno a lui, in una moltitudine di
corpi in armatura che fluiva lenta dentro e fuori la montagna.
Il carceriere prosegu in silenzio, protetto da quella calca fetida, e attravers il varco dingresso,
sfilando sotto locchio vigile dei cerberi; ma prima che potesse sparire nel buio, sent la voce di una
guardia risuonare dietro di s.
Holok gor rohl, norok! rugg il troll abbassando la scure. Che cosa porti in quel sacco,
fratello?
Il carceriere si ferm senza rispondere.
La guardia lasci la sua postazione e si avvicin. Era grande e possente come un gladiatore
dellarena; unarmatura di ferro borchiato gli proteggeva le spalle e il tronco, cos spessa e forte che
nemmeno un colpo di mazza avrebbe potuto piegarla.
Che cosa porti nel sacco? ripet gridando con maggior ferocia.
Cibo per il viaggio rispose il carceriere; la sua voce giungeva deformata attraverso lelmo che
gli copriva il capo.
Fammi vedere!
Il colosso esit, fissando la guardia attraverso la fessura nel ferro.
Lentamente appoggi il sacco a terra e lo apr; infil dentro la mano, lo afferr per una gamba e
lo tir fuori, facendolo penzolare come un coniglio. Era un piccolo brugo, talmente ubriaco di paura da
sembrare pi morto che vivo.
Il troll lo guard incredulo e unespressione di crudele ingordigia si disegn sul suo volto.
Cibo fresco comment infine con un ghigno. Non  facile trovarne di questi tempi.
Il carceriere rimise il brugo nel sacco e lo richiuse veloce, stringendo forte il laccio di cuoio. Poi
se lo butt sulla schiena e senza dar tempo per altre domande, gir le spalle e riprese per la sua strada.
La guardia esit per un lungo istante, borbottando tra s qualcosa di orribile; poi torn alla sua
postazione, richiamato dal compagno.

CAPITOLO 29.
LA GUERRA DEI TROLL.

Il carceriere camminava veloce, percorrendo la stretta gola che discendeva dal monte Glor;
ogni tanto scambiava qualche parola con il buio che lo avvolgeva, come un folle.
Quando fu certo che nessuno potesse vederlo, si lev lelmo e appoggi il sacco a terra. Scrut
nellombra da una parte e dallaltra, infine sleg il laccio e lo apr.
Venite fuori.
Il brugo fu il primo a uscire.
Ahi! Ossa mie tutte rotte! si lament, camminando carponi.
Era cos indolenzito che non riusciva a rimettersi in piedi.
Ce labbiamo fatta! disse David mettendo la testa fuori dal sacco.
S esclam Macroc levandosi lelmo. Siamo liberi!
I tre restarono per alcuni istanti immobili, osservando il Monte Glor dietro di loro.
Andiamo! disse il gigante Non ci metteranno molto ad accorgersi della nostra fuga.
***
Le guardie lo trascinarono a forza nella stanza del trono. Nella caduta si era spezzato una gamba
ed era costretto a stare carponi.
Il re dei troll lo guard in silenzio dalla penombra che avvolgeva lo scranno di pietra; i lughi
ringhiavano cupi.
Come hanno fatto a scappare, Torhol? mormor Blagor con voce calma e spietata.
Io... io non lo so balbett il carceriere. Sono riusciti ad aprire il pozzo... qualcuno deve
averli aiutati!
E tu doveri quando questo... qualcuno li ha liberati?
Ero andato a prendere delle catene, mio signore! Ma... il pozzo era chiuso! Non c modo di
uscire da laggi!
Il pozzo era chiuso? domand Blagor.
S, mio signore! Ve lo assicuro! Ho messo io stesso il chiavistello!
Il pozzo era chiuso... sibil il re con te dentro!
Rogo e Lorgo si alzarono sulle zampe e si avvicinarono al carceriere.
Fermateli, mio sovrano! implor il troll trascinando la gamba spezzata.
Balgor lo guard implacabile.
Fermateli, vi prego!
Li sfamerai con la tua carne, Torhol! ringhi il re di Glor.
No! No! grid il carceriere.
I lughi tesero le catene e si avventarono su di lui. Il troll cerc di difendersi, ma fu subito
sopraffatto; le sue grida risuonarono atroci nella sala del trono, confuse al ringhio delle belve.
***
Quando Kroll, il comandante di Nerantro, entr nella stanza del trono, a terra non restava che
qualche pezzo di armatura, imbrattato di sangue nerastro.
Balgor, lastuto, fissava nel vuoto pensoso, reggendosi il mento con la mano.
Comandate, re di Glor disse il guerriero, sbirciando con un occhio i resti del carceriere.
Il re lo ignor e per un lungo istante continu a fissare il nulla.
Il giovane hbrom  riuscito a fuggire disse poi come se parlasse da solo.
Che cosa pu fare? chiese il comandante cercando di calmare la sua ira.  solo un giovane
di una stirpe scomparsa.
Balgor volt la testa di scatto e fiss il soldato con sguardo furente.
Sei fortunato che Lorgo e Rogo si sono appena sfamati, Kroll! disse alzandosi in piedi. Se
lhbrom riuscir a fuggire da Nerantro e raggiungere Bbalon, gli elettri sapranno del nostro attacco!
Kroll chin il capo.
Li fermeremo, mio signore! Non riusciranno mai a varcare la bocca di lava.
Ah, no? chiese Blagor scendendo i gradoni di pietra. E se invece fossero gi usciti?
Non... non  possibile balbett il comandante. Ci sono guardie dappertutto!
E le tue guardie fermerebbero un carceriere di Glor?
Il comandante lo guard con aria interrogativa.
Guarda tu stesso disse Blagor facendo rotolare con un piede i resti dellarmatura
insanguinata. Dov lelmo di Thorol? Credi forse che i lughi lo abbiano mangiato assieme al resto?
Kroll osserv lo spalliere e i bracciali insanguinati e la sua espressione mut.
Hai capito, adesso?
S, mio signore rispose il comandante con il capo chino. Cosa ordinate?
Dobbiamo anticipare lattacco! rugg Blagor calciando furioso un pezzo darmatura e
scagliandolo contro la parete di roccia. Raduna subito lesercito di Glor, e fai armare la biga dei
lughi! La guerra dei troll...  cominciata.

CAPITOLO 30.
IN FUGA VERSO EBURNEA.

David, Macroc e Frugo avevano varcato i confini della terra dei troll e procedevano veloci
verso Eburnea. Sopra di loro si stendeva interminabile la coltre di nubi, illuminata appena dallultimo
sole.
 il tramonto disse il gigante osservando il cielo ferrigno. Non sar facile orientarsi nel
buio.
Il principe di RocOorc acceler il passo, tracciando la strada attraverso quella terra desolata.
Lentamente le tenebre calarono su Ilogdor e i contorni del mondo si dissolsero fino a
scomparire.
Continuarono a camminare nelloscurit, stringendosi luno allaltro per non perdersi, ma
quando giunsero ai confini della palude dovettero fermarsi.
Non possiamo proseguire oltre disse Macroc. Non senza una luce a illuminare la via.
Il gigante prese la torcia e si chin per accenderla; ma prima che la pece si incendiasse, udirono
un suono terribile, come se una gigantesca eruzione avesse sventrato la terra sotto i loro piedi.
Che cosa  stato? chiese David.
Macroc guard verso est, nella direzione da cui erano giunti, e sgran gli occhi.
Per la barba di Uroc!
Cosa succede?
Glor... balbett il gigante puntando il dito di fronte a s. Il vulcano si  animato!
Cosa?
David salt veloce sopra una roccia e guard a oriente.
Mio Dio! mormor incredulo.
Un fiume ardente fuoriusciva impetuoso dalla bocca di Nerantro e invadeva la piana di Ilogdor.
Che diavolo ?
Sono i guri! rispose Frugo con voce tremante. Arrivano!
Il ragazzo strizz gli occhi e pian piano cominci a distinguere dei puntini luminosi, che
scorrevano come lapilli nel fiume di luce: erano torce, migliaia di torce. Le orde di Blagor uscivano
impetuose dalla montagna e marciavano su Eburnea a un ritmo forsennato, reggendo le fiaccole sopra
la testa. Le pietre cominciarono a vibrare sul terreno, sempre pi forte, come se una mandria di uri
stesse galoppando verso di loro.
Fu allora che David vide la biga; un carro infernale, trainato da lughi incatenati, correva alla
testa dei troll; Blagor, il figlio di Glor, incitava le belve al galoppo.
Il ragazzo sent la paura divampare.
Andiamo, presto! Dobbiamo raggiungere i territori nebbiosi prima che ci siano addosso!
grid e si mise a correre nel buio seguito dal gigante; Frugo era gi davanti a loro.
***
Pi veloci! Pi veloci! url Macroc, incitando i compagni.
Le orde dei troll guadagnavano terreno; il rombo della loro corsa selvaggia echeggiava nella
piana di Ilogdor come un tuono senza fine.
Il principe di RocOorc si ferm e fiss per un istante le luci che si avvicinavano.
Non ce la faremo mormor mentre il chiarore delle torce gli illuminava il viso.
Continuarono a correre disperatamente, con il fiato spezzato, cercando di trovare la strada
attraverso la palude.
Dun tratto David sent i piedi sprofondare. Lacqua putrida inzuppava la terra trasformandola
in una fanghiglia melmosa. La sua corsa si fece lenta e incerta.
Il terreno pesante fermer i troll pens.
Elettro! Elettro! La voce del brugo giunse dalle sue spalle.
Cosa succede, Frugo?
Il gigante!
Il giovane torn indietro di corsa.
Oh, no! mormor vedendo il principe di RocOorc imprigionato nel fango.
Coraggio, grande roccia! Esci di l!
Il colosso si sporse in avanti e lentamente riusc a estrarre un piede dal pantano, ma laltra
gamba sprofond fino allanca.
David alz la testa e guard in direzione di Glor. I troll avanzavano come furie.
Allora afferr il compagno per un braccio e cerc di aiutarlo, ma era uno sforzo inutile e lui
stesso rischiava di restare imprigionato.
Presto, Frugo! Cerca un bastone, il pi lungo che rie-
sci a trovare.
S, s rispose il brugo scomparendo nel buio.
Dopo pochi minuti il brugo ricomparve dalloscurit con un lungo legno.
Bravo! Aiutami, adesso!
Il giovane cerc di trovare un punto sicuro, dove il terreno fosse pi solido, e si allung verso il
compagno.
Afferralo, Macroc!
Il gigante agguant il bastone e pian piano cerc di tirarsi fuori, ma a ogni passo le gambe
affondavano sotto il suo peso enorme.
Quando vide la luce delle fiaccole balenare sul viso del ragazzo, Macroc lasci la presa.
Cosa stai facendo? Afferralo, forza!
Il gigante ritrasse la mano.
Andate! Mettetevi in salvo!
Non me ne vado, senza di te! rispose il ragazzo incalzandolo con il bastone.
Fuggite, sciocchi! rispose il gigante rabbioso. Lunica speranza  nelle vostre gambe!
Tu sei lunica speranza, re di RocOorc! Afferra il bastone o... o te lo spacco sulla testa!
Macroc lo guard dritto negli occhi.
Testa di rucohc! Stupido hbrom! esclam afferrando il legno.
Maledetto bestione! grid David vedendo il compagno affondare nel fango per lennesima
volta. Non i piedi, le ginocchia!
Uh?
Metti gi le ginocchia e allungati in avanti come se... come se stessi nuotando!
Le rocce non possono nuotare, rucohc!
Certo che possono! Solo la tua testa  dura come la pietra!
Macroc sbuff come un uro inferocito e appoggiando le ginocchia nel fango si allung in
avanti reggendosi al bastone.
Avanti, Frugo! Tira!
Il giovane hbrom e il piccolo brugo, uno dietro laltro, tirarono con tutte le loro forze e
lentamente riuscirono a trascinare il gigante fuori dal pantano che lo aveva imprigionato.
Macroc, esausto, fiss il compagno.
Corri, testone! disse poi con un mezzo sorriso.
Il ragazzo annu.
Frugo, apri la strada! Sei pi leggero di tutti. Io verr per secondo e Macroc per ultimo.
Cammina sul terreno sicuro.
S, elettro! rispose il brugo, e senza indugiare si mise a correre nel buio.
***
I troll giunsero come furie ai confini della palude e senza esitazione proseguirono la loro corsa
forsennata; solo quando videro i compagni davanti a loro sprofondare nel fango, esitarono.
Non fermatevi! Avanti! grid Blagor.
Il fango inghiotte i figli di Glor, mio signore! rispose Kroll. Affonderemo anche noi!
Il re frust i lughi senza piet. Le bestie arrancarono attraverso il pantano, calpestando i corpi
dei troll imprigionati. Le ruote solcarono il terreno e li schiacciarono ancora pi gi, ignorando le loro
grida.
Avete visto? esclam Blagor voltandosi indietro. Il terreno  sicuro!
I troll ruggirono come belve e si gettarono nel fango, camminando sui corpi dei compagni caduti.

CAPITOLO 31.
IL FIGLIO DI HOLF.

Le urla dei troll giungevano confuse allo schianto dei loro passi, in un rombo assordante.
Ma come accidenti fanno a muoversi cos veloci? pens Macroc sbirciando per un istante alle
proprie spalle.
Le orde di Glor erano cos vicine che poteva sentire il calore delle torce.
Il gigante allung lo sguardo verso ovest, cercando di scorgere lorizzonte di Ilogdor ai confini
di Eburnea.
Quanto manca? chiese David, che sentiva il cuore scoppiare.
Poco... forse meno di una lega!
Frugo correva davanti a lui, a piccoli passi veloci, ansimando come una preda stremata dalla
fuga.
Arrivano! Arrivano! grid il brugo in preda al terrore.
Corri! Corri! url David spingendolo.
Non fermarti, piccolo gigante! disse Macroc dietro di lui. Non fermarti per nessun motivo.
David si butt in avanti senza guardare, a testa bassa, le orecchie piene solo del frastuono
assordante di quella carica infernale.
Improvvisamente sent la caviglia piegarsi verso linterno con un dolore acuto; cerc
disperatamente di rimanere in piedi, ma il terreno era impervio e scivoloso. Inciamp una volta, poi
unaltra, sbandando come un ubriaco; infine cadde a terra.
In preda al terrore, si volt sulla schiena e guard pietrificato londa che stava per travolgerlo.
Solo allora si accorse che lamico gigante non era pi vicino a lui. Macroc fronteggiava da solo
lavanzata dei troll, nel tentativo disperato di coprire la loro fuga; la sua sagoma si stagliava solitaria
contro le torce.
No! esclam il ragazzo allungando una mano verso il compagno.
Vide quel che successe dopo come in un sogno: quando il primo troll lo raggiunse, il gigante lo
colp con tutta la forza, mandandolo a terra. Il guerriero che lo seguiva vibr un colpo di scure, ma il
principe di RocOorc riusc a schivarlo; lo prese sopra le spalle e lo sollev di peso. Il troll rote
nellaria e cadde di schiena; prima che potesse rialzarsi, il gigante lo colp con la sua stessa arma,
spaccandogli lelmo con un solo colpo terribile. Poi si volt verso i guerrieri di Glor e alzando la scure
fece tuonare la voce.
Venite! grid scrollando i lunghi capelli. C un gladiatore qui che ha ancora voglia di
combattere!
I troll si gettarono su di lui, ma il gigante vibr un colpo dalla forza devastante. La lama
balugin alla luce delle torce e li falci uno dopo laltro. Non cera elmo o spalliere, bracciale e
schiniere che potesse resistere: il metallo si infrangeva, la pelle si squarciava, le ossa erano spezzate.
Dun tratto, dalle retrovie, comparve un guerriero che svettava sopra i compagni di almeno un
braccio. Avanzava al passo, brandendo un maglio di pietra colossale.
I guerrieri di Glor si scostarono per lasciarlo passare, temendo loro stessi la forza di
quellarma.
Mio Dio! sussurr David vedendolo avanzare.
Il troll si piazz di fronte al gigante e con un ruggito bestiale fece roteare il martello.
Macroc cerc di proteggersi parando la scure di fronte a s, ma non cera modo di contenere la
forza sovrannaturale di quella creatura; la mazza lo colp con la forza di un ariete e il principe di
RocOorc fu sbalzato in aria come un fantoccio.
Quando vide lamico a terra, David si rialz e corse verso di lui.
Macroc!
Il gigante giaceva immobile.
Svegliati, grande roccia! Svegliati!
Il troll avanzava, impugnando la sua arma micidiale.
Devi alzarti! Sta arrivando!
Il ragazzo prov a scuoterlo.
Non pu finire, cos! Alzati, re di RocOorc!
Il guerriero giunse a un passo da loro.
Attento, elettro! grid Frugo, che aveva gi raggiunto il confine delle nebbie.
Il principe degli uomini esit per un istante, poi si alz in piedi e senza dire una parola si par di
fronte al colosso, facendo scudo al compagno con il suo esile corpo.
Il troll lo fiss con un ghigno; poi grugn qualcosa di incomprensibile, serr i pugni attorno al
martello e lo sollev sopra la testa.
Pi... pi profondo  il buio... balbett David senza muoversi di un passo, pi vivida splende
la luce.
Un istante dopo sent un sibilo alle sue spalle e gli sembr di vedere qualcosa entrare nella
bocca del troll.
Cosa...?
Un altro sibilo segu, accompagnato da un colpo secco, come di ossa spezzate.
Il troll batt gli occhi pi volte, storpiando il volto in una smorfia orribile. Vacill per alcuni
istanti, come un albero scosso dal vento; infine cadde allindietro, trascinato a terra dal peso del
martello.
La biga trainata dai lughi comparve dietro di lui. Blagor fren le belve e il carro si ferm
tracciando due profondi solchi sul terreno fangoso. Il re fiss il colosso a terra, incredulo; poi alz il
capo e il suo volto si fece di pietra.
Che cosa ci fai tu qui, figlio di Holf? ringhi e in ogni parola cera la rabbia di un intero
popolo.
Ci sar sempre uno della mia stirpe pronto a combattere per ricacciarti nelle viscere della
terra.
David si volt e riconobbe, ai confini delle nebbie, una figura minuta e bellissima. Stava in
piedi su una roccia; i lunghi capelli castani gli cadevano sulle spalle, mentre puntava il suo arco contro
il re dei troll.
Ohedn!
Il principe di RocOorc  vivo, David? chiese lelfo senza smettere di fissare Blagor oltre la
punta della freccia.
Certo che sono vivo! rispose Macroc mettendosi carponi. Ci vuole ben altro per abbattere
un gigante.
Il re di Glor guard larboreo con un ghigno.
Pensi davvero di poter fermare un intero esercito di troll con il tuo arco? chiese guardando
dallalto della biga le sue orde.
Ohedn corse con gli occhi da una parte e dallaltra: un mare di torce ricopriva la piana di
Ilogdor, dai confini delle nebbie fino al monte oscuro. Oltre duecentomila troll, armati come demoni,
erano schierati davanti a lui.
Ma io non sono solo rispose.
Dalla bruma comparve una figura alta e cupa, vestita con un saio bruno che gli copriva il capo.
Reggeva un lungo bastone, in cima al quale brillava una fiamma dai riflessi azzurri.
Bibo! esclam David.
Ben-Zac fiss il re dei troll in silenzio e i suoi occhi scintillarono nellombra.
Blagor rispose con un sorriso malevolo.
Un vecchio hyburno, sopravvissuto alla distruzione del suo popolo, un elfo ramingo, un
gigante reietto e... un giovane hbrom senza stirpe. Il troll rise. Quanta poca speranza  rimasta alla
luce.
Li fiss uno per uno, finch il suo sguardo si ferm su una piccola creatura tremante, nascosta
nelloscurit.
Ah, ma ce n un altro! Un altro valoroso guerriero sfida la potenza di Glor! Fatti vedere,
brugo! rugg il troll.
I lughi tesero le briglie con uno strattone e la biga avanz di un passo.
Ti ricacceremo nel buco da cui sei uscito! disse Ben-Zac con una voce che sembrava
risuonare dal regno dei morti.
Poi alz il bastone e lo fece ruotare lentamente nellaria.
Lungo i confini delle nebbie comparvero, una dopo laltra, migliaia di fiammelle azzurrine;
lintero popolo di Bbalon era schierato ai confini di Eburnea.
Blagor sgran gli occhi furioso.
Non riuscirete a fermarci! ringhi fissando le lanterne allineate nel buio.
In quello stesso istante, dalla nebbia giunse un lungo ruggito che fece vibrare laria sopra le
torce, come se un esercito di draghi si nascondesse l dentro. I troll esitarono intimoriti.
Sei pronto a sfidare la furia dei pladir? chiese Ben-Zac fissando il re di Glor.
Blagor, lastuto, fece una smorfia di disprezzo; la sua voce aveva uno strano tono di
confidenza.
Tu mi hai frainteso, elettro. Non  contro il popolo di Bbalon che muove lesercito di
Nerantro. Lasciateci passare... e ti do la mia parola che la citt oltre la nebbia sar risparmiata. I troll
custodiranno il segreto di Bbalon al fianco dei pladir; nessuno oser pi varcare le nebbie.
Bibo ascolt il figlio di Glor in silenzio.
Pladir e troll alleati... riflett. Sarebbe davvero unottima difesa.
No! Non  possibile! mormor David.
Chi mai oserebbe sfidare una simile alleanza?
Ben-Zac riflett ancora.
E potranno gli elettri camminare liberi oltre i confini delle nebbie?
Coloro che portano il sacro fuoco saranno sempre e ovunque rispettati dal popolo di
Nerantro.
No, Bibo! Non puoi fidarti di...
E nessun troll brucer gli alberi di Eburnea, n divorer le sue creature, n salir mai sui ponti
di Bbalon?
Hai la mia parola rispose Blagor.
E ogni tormento ci sar risparmiato e vivremo per sempre in pace, indifferenti allorrore che
avvilisce i popoli oltre la nebbia?
I custodi del sacro fuoco non si sono mai interessati agli arconidi disse Blagor con un
ghigno. N dovranno preoccuparsene in futuro.
Ben-Zac fiss il troll in silenzio, mentre i compagni lo guardavano increduli.
Allora io dico... lhyburno esit mentre i suoi occhi si accendevano come fiamme dico che
la tua proposta  oscena e che mille volte preferirei vedere Bbalon crollare e il sacro fuoco estinguersi,
piuttosto che essere complice del buio.
Cos dicendo, Bibo Ben-Zac alz il bastone. La lanterna brill di un chiarore intenso, che rifulse
nelloscurit con un vigore accecante.
Popolo di Bbalon! grid lelettro e ogni cosa attorno sembr scintillare alla luce della sua
fiamma, a lungo abbiamo custodito il fuoco di Mthre per questo giorno! Oggi si compie il nostro
destino!
Lhyburno abbass il bastone e lo punt sul re dei troll.
Non sar mai tuo alleato, Blagor! grid Ben-Zac.
Una folgore scatur improvvisa dalla lanterna, solc laria con un crepitio assordante e colp la
biga. Il carro esplose in una nuvola ardente che spezz le catene dei lughi; il re dei troll fu sbalzato in
aria e ricadde a terra tra le file dei suoi guerrieri.
Sguainate, elettri! grid Bibo. Per il sacro fuoco di Mthre, non lasciamoli passare!
Un rumore di lame sguainate corse rapido lungo il confine delle nebbie, mentre il popolo di
Bbalon si preparava alla battaglia.
Maledetto hyburno! url Blagor rialzandosi in piedi. Affogheremo il fuoco di Mthre nel
vostro sangue! Grol Glor, troll! Otron ornh kron! rugg. Per il regno di Glor, troll! Per il trono
oscuro!
I troll alzarono in alto le scuri e il loro grido di battaglia esplose nellaria come il boato di un
vulcano; poi caricarono: unonda di corpi, torce, scuri, armature, che si abbatt incontenibile contro la
linea degli elettri.
Resistete! grid Bibo vedendo i compagni travolti. Resistete fino allalba di domani!

CAPITOLO 32.
FINO ALLALBA DI DOMANI.

Sotto i colpi delle scuri, la linea difensiva degli elettri si spezz in pi punti e i guerrieri di
Glor riuscirono a passare; ma oltre i confini di Eburnea li attendevano invisibili i pladir.
I troll non avevano modo di vedere la sorte terribile dei compagni che li avevano preceduti e si
gettavano in avanti senza riserbo. Solo quando si trovavano a camminare sui corpi dilaniati, solo a quel
punto fermavano la loro corsa.
Era questo il piano di Ben-Zac: spezzare le file nemiche, costringere i troll a entrare nelle
nebbie a ranghi sciolti, rendendoli vulnerabili allattacco dei guardianebbia.
Quando Kroll, il comandante di Nerantro, si rese conto di quel massacro, ferm i suoi guerrieri
e impart nuovi ordini.
Serrate i ranghi! url. Costringeremo i pladir a uscire!
I troll ripresero lattacco con maggior ferocia, evitando tuttavia di varcare il confine delle
nebbie.
Vedendo gli elettri cadere uno dopo laltro, un guardianebbia si gett tra le orde di Glor.
Noooo! grid Ben-Zac vedendolo correre tra le torce.
I guerrieri di Nerantro si dispersero, cercando di sottrarsi alla sua furia, ma Kroll li incit al
combattimento.
Ora! Colpitelo tutti assieme!
I troll circondarono il pladir, come le iene accerchiano il leone rimasto isolato dal branco; poi,
lentamente, il cerchio si chiuse, come un gorgo, e il guardiano fu sopraffatto dalle scuri.
Nella nebbia! url Ben-Zac alzando il bastone. Combatteremo nella nebbia!
Lentamente gli elettri arretrarono e scomparvero, incalzati dal ferro di Glor.
Non possiamo fermarli! esclam David vedendo le torce avanzare verso Eburnea. Sono
troppi!
Dobbiamo resistere fino allalba di domani rispose Bibo, fissando le orde di Blagor che si
avventavano sui compagni.
Ma il sole sorger oltre le nubi!
Fino allalba di domani! rispose lhyburno roteando il bastone e colpendo un guerriero in
pieno volto. Non devono avanzare!
Ohedn scagli una freccia e trafisse la gola di un troll fermando la sua carica.
Venite! grid lelettro aprendosi un varco tra i nemici.
David e Macroc lo seguirono, mentre lelfo copriva la loro fuga.
***
Bibo? Dove sei?
La nebbia era cos fitta e buia che David non riusciva a scorgere la lanterna dellelettro.
Non riesco a vederlo, Macroc! esclam rivolto al compagno che lo seguiva.
Macroc? Il gigante non rispose.
Ohedn? Dove siete?
Nella foga della corsa aveva perso il contatto con i compagni. Le grida della battaglia
giungevano attutite ed era impossibile capire da quale direzione provenissero.
Rest in ascolto cercando di orientarsi, ma lunica cosa che riusc a sentire fu un tintinnio, come
se una catena fosse trascinata tra gli alberi; la ferita inferta dallartiglio di Lychon puls di dolore.
Scrut attorno, ma il suono sembrava provenire ora da una parte, ora dallaltra. Allora si mise a
correre, lasciando profonde impronte nella neve. Un ramo ghiacciato, invisibile nella nebbia, lo sferz
sul viso, procurando un profondo taglio, ma il ragazzo sembr non accorgersene.
Quando si ferm il bosco era silenzioso; nemmeno le grida della battaglia si udivano pi.
David guard ai suoi piedi e vide alcune gocce rosse cadere sul manto candido.
Mi sono ferito! pens toccandosi il volto; le dita si sporcarono di sangue.
Il ragazzo si volt e vide tante piccole macchie scarlatte; un istante dopo il tintinnio risuon
nella nebbia, come se uno spirito lo seguisse attraverso gli alberi.
Maledizione! esclam riprendendo a muoversi.
Il respiro affannato copriva il rumore dei suoi stessi passi, ma David era certo che quello spirito
fosse ancora dietro di lui.
Basta! grid infine voltandosi.
Il cuore gli batteva cos forte da esplodere.
Vieni fuori! Fatti vedere!
Un lungo ringhio giunse attraverso la nebbia e Lorgo comparve trascinando la catena spezzata.
Sfiatava sottili nuvole di vapore, fissando il giovane con i suoi occhi infernali.
Il principe degli uomini arretr nella neve, finch sent il tronco di un albero contro la schiena.
Il lugo si avvicin lentamente; chin il capo e senza smettere di guardare la sua preda annus la neve e
lecc il sangue. Poi sollev le labbra, mostrando le zanne bianchissime, e un lungo filo di bava scol
dalla bocca.
David si afferr al ramo pi basso, ma mentre tentava di arrampicarsi, il legno si spezz con un
suono secco.
In quello stesso istante la belva caric, ruggendo furiosa; il ragazzo sferz laria con il ramo e lo
colp sul muso. Lorgo si ritrasse, quasi stupito, poi digrign i denti e torn allassalto. Il ragazzo lo
colp ancora, spezzando il legno sul cranio gibboso; la bestia rote sul fianco e men una frustata
violentissima con la coda ossuta. David piroett e cadde nella neve; mentre fissava impotente la nebbia
tra i rami, stordito dalla forza di quel colpo, il lugo si avvent su di lui.
Il ragazzo tent di ripararsi, parando di fronte a s il bastone spezzato, ma la belva lo prese tra
le fauci, frantumandolo. Poi, capendo che la sua preda non aveva pi scampo, sembr calmarsi; senza
smettere di ringhiare, la annus e lecc il sangue che usciva dalla ferita sul viso.
David chiuse gli occhi.
Quando gi sentiva la vita scivolare via, ud il lugo uggiolare. Lorgo si volt di scatto, serrando
le mascelle nellaria come una tagliola. Il pladir rispose con un ruggito che fece tremare le fronde
degli alberi.
Nbulo! mormor il ragazzo scorgendo le forme del guardianebbia.
Le due belve si fronteggiarono mostrando le zanne lucenti. Erano di pari stazza, sebbene il
pladir sembrasse un poco pi grande per il pelo folto e morbido che lo avvolgeva.
Il lugo esit per un istante, cercando di mettere a fuoco i contorni del suo avversario; poi si
scagli su di lui con furia selvaggia.
Lo scontro che segu fu terribile; i due si affrontarono in una lotta estenuante allultimo sangue.
Ogni tanto si fermavano, sfiancati dalla fatica, e ansimavano, soffiando grosse nuvole di vapore dalle
fauci insanguinate; poi riprendevano con maggior ferocia.
Infine Nbulo riusc a serrare le fauci sul collo del lugo e losso si spezz con un suono secco e
terribile. Lorgo si accasci nella neve e soffi un lungo rantolo prima di morire.

CAPITOLO 33.
LA VENDETTA DELLHYBURNO.

Nbulo...
David si accost al guardianebbia e gli appoggi una mano sul fianco; il pladir ansimava
ancora, spossato dalla lunga lotta. Attorno al collo il pelo era sporco di sangue.
Mi hai salvato ancora una volta mormor il giovane cercando di calmare il suo animo
combattivo.
Nbulo rispose con un lieve brontolio e appoggi la testa sulla fronte del ragazzo, come fanno i
gatti talvolta, in segno di amicizia.
Devo ritrovare i miei compagni disse David guardandosi attorno; la nebbia vaporosa si
muoveva lenta tra gli alberi, nascondendo il regno boscoso di Eburnea. Conducimi al luogo della
battaglia, Nbulo.
Il guardianebbia annus laria per alcuni istanti, poi si incammin verso ovest, zoppicando.
***
Man mano che procedevano verso i confini di Eburnea, il terreno andava ricoprendosi di corpi
martoriati: troll, elettri, pladir; giacevano nella neve e la nebbia li copriva come un lenzuolo funereo,
quasi volesse nascondere lorrore della loro morte.
Macroc? Ohedn? grid David avanzando a fatica attraverso quella distesa di corpi. Frugo?
Dove siete?
Dimprovviso la nebbia si squarci e il profilo lugubre di Bibo Ben-Zac comparve di fronte a
suoi occhi.
La figura dellhyburno si stagliava contro un mare di torce e sembrava fronteggiare da sola le
orde di Glor.
Blagor stava in piedi su una grande roccia e contemplava trionfante la sua armata.
Il tuo piano  fallito, Ben-Zac! grid il re dei troll. Solo un pugno di elettri  rimasto a difesa
di Bbalon, mentre un intero esercito di troll  pronto a invadere la Terra di Arcon e unirsi alle forze
del Signore Oscuro.
Il re alz le braccia e i guerrieri di Nerantro gridarono vittoriosi, facendo tremare il mondo di
superficie.
Bbalon  finita! Il sacro fuoco estinto! La vostra stirpe perduta per sempre! Il buio... ha
vinto!
Il giovane si sent inghiottire dalla disperazione.
Figli di Glor! grid Blagor e la sua voce risuon altissima e corse come vento tra le torce.
Preparatevi per lultimo assalto! La battaglia  nostra! Governeremo per sempre sui popoli della Terra
di Arcon alla maniera dei troll! Il re alz lascia e guard la spessa coltre di nubi sulla sua testa. Con
il ferro delle scuri!
I troll batterono lacciaio contro larmatura, una volta, unaltra, unaltra ancora, finch i loro
colpi risuonarono per tutta la piana di Ilogdor.
 la fine? mormor David accostandosi allelettro.
Lhyburno guardava il popolo di Glor in silenzio e i suoi occhi ardevano di una luce
terrificante.
No! rispose alzando il capo a scrutare il cielo.  lalba!
Bibo Ben-Zac, colui che aveva condotto il popolo di Bbalon a morire ai confini di Eburnea,
alz il bastone.
Ihn eletrhon eho ardo! grid nellantica lingua di Mthre. Nella luce io vivo!
Una colonna di fuoco scatur dalla lanterna e si alz nellaria fino a sfiorare la coltre grigia.
Guardiani! url lhyburno mentre il bastone vibrava nel suo pugno. Unite i fuochi!
Dalle lanterne degli elettri sgorg la medesima luce che si un alla fiamma di Ben-Zac
formando una tela di ragno sfolgorante. I troll la fissarono accecati, riparandosi il volto con gli scudi.
Lenergia crepit nellaria per alcuni lunghi istanti, mentre lhyburno alzava il bastone e gridava
la sua preghiera. Il legno vibrava con un vigore straordinario, come se una potenza incontenibile lo
attraversasse, e Ben-Zac sembrava ogni volta sul punto di cedere a quella forza sovrannaturale.
Finch dimprovviso, dal piccolo sole che ardeva al centro della tela, scatur una colonna di luce
bianca che sal alta nel cielo e trafisse le nubi.
La coltre si rischiar tutta poi, lentamente, le nuvole cominciarono a muoversi in tondo, finch
un gigantesco gorgo si disegn nel cielo; ruotava lento attorno alla colonna di luce e sembrava che
nemmeno un frammento di mondo potesse sfuggire alla sua forza.
Le nubi si ammassarono nel turbine, finch uno spiraglio si apr al centro del vortice, come un
immenso occhio.
Quando i troll capirono quel che stava accadendo, furono presi dal terrore e fuggirono in tutte le
direzioni.
Il varco si allarg ancora e i raggi del sole penetrarono attraverso le nubi e scesero a illuminare
la piana di Ilogdor.
La luce correva come unonda sulla terra dei brughi, travolgendo i troll in fuga verso Glor. I
guerrieri urlavano in preda a un dolore insopportabile, ma le grida duravano solo pochi istanti; subito i
loro corpi diventavano grigi e immobili come la pietra: il destino mortale dei troll sorpresi dalla luce
del sole.
Poi la sfera di fuoco che ardeva sulle loro teste esplose in un chiarore accecante; ogni creatura
fu travolta da quellonda di luce e di calore, che dissolse la nebbia e fuse la neve, come se in quel punto
fosse precipitato un meteorite.
Il principe degli uomini fu sbalzato nellaria e cadde da qualche parte tra gli alberi; un istante
prima di chiudere gli occhi, fu certo di scorgere il profilo di un grande uccello rapace stagliarsi contro
la luce, quella luce devastante e bellissima che lo accompagn nel buio della sua incoscienza.
***
Dalle pieghe invisibili di un chiarore abbagliante, comparve una fanciulla vestita in abiti elfici,
che sembrava camminare sospesa. Aveva i piedi nudi e li appoggiava con attenzione sul nulla che la
sorreggeva.
Lelfa si accost al giovane della razza degli uomini e lo guard seria, appoggiandogli
delicatamente una mano sul viso. La sua voce giunse a David dolce e malinconica come una preghiera
damore.
Hedorreil nehr elphophol, hbrom thor! Perdona il popolo degli elfi, principe degli uomini.
Il giovane esit, cercando disperatamente di mettere a fuoco i contorni di quella figura
evanescente e bellissima.
S disse infine guardando Ossidea attraverso lo specchio del sogno. Io... perdono.

CAPITOLO 34.
RAPIRH.

Sotto le dita sent un tessuto morbido e asciutto.
Non c pi la neve pens il giovane mentre vagava ai confini della coscienza.
Lo scoppiettio di un fuoco giunse lontanissimo e lo accompagn nel suo lungo risveglio,
confuso al suono dolcissimo di frasi sussurrate.
Svegliati, Rownroc!
Quando apr gli occhi, vide il volto dellamico gigante sopra di lui.
Sei vivo, grande roccia! mormor con un filo di voce.
S rispose Macroc con un sorriso.
Dove siamo? chiese il giovane mettendosi a sedere sul suo giaciglio.
A Bbalon rispose il principe di RocOorc.
Bbalon!? esclam David guardandosi attorno. E subito riconobbe Lumino, la dimora che lo
aveva ospitato durante la sua malattia.
Ben svegliato, principe lo salut Ohedn.
Lelfo stava accovacciato in un angolo della stanza, appollaiato come un uccello sopra il trave
del tetto.
La testolina di Frugo fece capolino ai piedi del letto.
David lo guard e sorrise.
Rapirh, piccolo amico.
Rapirh! rispose Frugo annuendo.
Il ragazzo si sent rinascere.
Ben ritrovati, amici disse mentre una gioia immensa gli montava in petto. Allora... siamo
tutti vivi!
In quellistante si apr la porta.
Sei sveglio, giovane hbrom? disse Bibo entrando.
S.
Bene! Allora sar meglio che ti rimetta in piedi al pi presto. La guerra contro il Signore
Oscuro  lungi dallessere vinta.
David cerc di tirarsi su, ma le forze ancora non lo sostenevano.
No, non oggi! disse lhyburno. Oggi  il giorno dei racconti!
E cos dicendo apr gli scuri, si accomod su una seggiolina di legno e tir fuori una lunga pipa.
La prepar senza fretta e laccese con qualche tirata potente, soffiando lunghe nuvole di fumo nellaria.
Avanti! disse poi mettendosi comodo. Raccontatemi la vostra storia, giovani arconidi.
Nelle lunghe e quiete ore che seguirono, nella pace ritrovata di Lumino, ciascuno raccont ai
compagni le avventure che avevano preceduto la battaglia di Ilogdor.
E continuarono finch il sole tramont e le luci di Bbalon brillarono sotto il cielo stellato e le
lanterne degli elettri sfilarono nel buio sui ponti sospesi.
Come hai potuto sopravvivere alla spada di Lychon? chiese David a Ohedn.
Ero ancora vivo quando il demone mi ha lasciato cadere nella voragine rispose lelfo.
Mentre precipitavo tra le rocce, ho tentato di attutire la caduta, saltando da una parete allaltra; cos
ero ancora cosciente quando sono giunto in fondo al baratro. Ma sentivo la vita scivolare via assieme al
sangue che fluiva dalla ferita. Ho fatto appena in tempo ad aprire la sacca lelfo infil una mano nella
bisaccia, ripetendo i gesti di quel momento terribile e a prendere lampolla. Cos dicendo estrasse
una piccola ampolla di vetro, assicurata con un laccio di cuoio. David sorrise.
Lacqua dellOlor!
Ohedn annu.
Poi sono caduto in un sonno profondissimo e ho sfiorato i confini del Lahin.
Continua! lo incalz il gigante.
Non so quanto tempo  trascorso; quando ho aperto gli occhi, il mondo era buio come il ventre
di un drago.
I compagni lo ascoltavano in silenzio e il piccolo brugo si accost a David, come fanno i
bambini impauriti cercando conforto.
Senza neppure sapere se ero vivo o morto riprese lelfo, mi sono messo a tastare attorno,
carponi. Per quel che ne sapevo, potevo essere caduto a pochi passi da un burrone. Non vedevo nulla,
neppure un tenue bagliore giungeva dalla superficie.
Come hai fatto a uscire?
Questa  la parte pi incredibile rispose larboreo. Per molto tempo ho vagato come un
cieco tra le viscere di Numor Mora, cercando invano la luce; ma ecco che improvvisamente, proprio
davanti a me,  comparso un bagliore, cos tenue che sembrava il brillio di una lucciola. Mi sono
avvicinato piano, temendo che svanisse improvvisamente comera comparso. Stava sospeso nellaria, o
almeno cos mi sembrava. Allora ho allungato una mano e... lho afferrato.
Cosera? chiese Frugo sgranando gli occhi.
Lelfo apr di nuovo la sua bisaccia e tir fuori un piccolo oggetto.
Ecco cosera disse mostrando la penna luminosa.  stata una mossa provvidenziale, David!
Se tu non lavessi gettata nella voragine, non sarei mai riuscito a uscire da l sotto.
Ma non sono stato io a gettarla rispose il ragazzo.
Lelfo lo guard con aria interrogativa.
Dopo lo scontro con Lychon ho perso i sensi e a lungo sono rimasto incosciente disse il
giovane guardando Bibo. Ricordo, per, daver visto Tiach raccogliere la penna luminosa. Ero
convinto che lavesse presa per s, e invece...
Gli amici pi preziosi sono quelli che non sappiamo di avere disse Ben-Zac soffiando una
nuvola di fumo nellaria.
Dunque  stato lui a gettare la penna nella voragine? chiese lelfo.
Chi altri avrebbe potuto? rispose David. Poi mi ha trascinato fino ai confini di Bbalon,
sperando che gli elettri curassero la mia ferita.
Lho davvero mal giudicato... disse Ohedn fissando la penna.
Come hai fatto a superare la vigilanza dei guadianebbia?
Il regno boscoso di Eburnea non  ostile agli arborei rispose lelfo. I pladir mi hanno
lasciato passare e gli alberi... gli alberi mi mancavano cos tanto!
Si ferm e trasse un lungo sospiro.
Cos sei riuscito a giungere fino a Bbalon?
Lelfo annu.
Larrivo di un messaggero di Ossidea continu Bibo ha convinto gli elettri a scendere oltre
le nebbie per fermare lavanzata dei troll. Ma ora tocca a te raccontare, giovane hbrom.
David rifer dellincontro con il brugo e del loro viaggio attraverso Ilogdor decaduta; della sua
discesa negli inferi di Nerantro e della fuga rocambolesca assieme al principe di RocOorc.
Ma se non fosse stato per questo brugo coraggioso concluse infine guardando Frugo, non ce
lavrei mai fatta.
E tu, Macroc di RocOorc, figlio di RohOnroc, principe dei giganti, qual  la tua storia?
chiese infine lhyburno.
Macroc esit.
Io mi ero perduto rispose infine, e sono stato salvato dal coraggio e dalla cocciutaggine di un amico.

CAPITOLO 35.
DAVID DREAM.

Allora, buon viaggio, amici miei disse Bibo Ben-Zac quando furono giunti ai confini di Bbalon.
David, Ohedn e Macroc stavano in piedi sul ponte sospeso. Dinnanzi a loro le corde
scomparivano nella nebbia di Eburnea.
Ah, quasi dimenticavo! esclam Ben-Zac tirando fuori una spada da sotto la tonaca.  stata
trovata da un elettro sul campo di battaglia, incastrata tra i corpi di pietra. Lhyburno la sguain. Non
appartiene certo al popolo di Glor; scommetterei che la sua lama  stata forgiata dagli elfi nellantico
passato e tuttavia non tutto  di fattura elfica in questarma.
Bibo osserv il pomo a foggia dape e limmagine dellinsetto impressa sul fodero.
Nuk nuk, i raccoglitori di nettare... borbott tra s e s. Questa  Inuk, il pungiglione
dellape disse infine rinfoderando la spada e porgendola al giovane della razza degli uomini.
Si dice che il suo taglio rechi un dolore insopportabile.  vero, giovane hbrom?
David annu, recuperando la spada perduta.
Grazie, Bibo.
E tu, piccolo brugo? Chiese Macroc rivolgendosi a Frugo che stava accanto a Ben-Zac.
Non vieni con noi? Il tuo coraggio ci sarebbe molto utile.
No, gigante. Io deve tornare a Ilogdor. Cercare altri brughi; ricostruire ci che troll ha
distrutto.
Bibo lo guard dallalto della sua statura.
E gli elettri ti aiuteranno, Frugo.
Poi si rivolse di nuovo alla compagnia in partenza.
Quanto a voi... la guerra per voi  solo allinizio disse lhyburno in tono severo. Non sar
facile sconfiggere Hancroc e riconquistare il trono di RocOorc, ma... c molta forza nella vostra
amicizia.
Vieni con noi, Bibo disse David sperando ancora di poterlo convincere.
Non posso, giovane hbrom. Bbalon deve essere confortata dopo la battaglia. Molti di noi
sono morti; canteremo per ognuno di loro e accompagneremo le loro anime attraverso il Lahin.
Il giovane annu.
Ma c ancora una sorpresa per voi aggiunse Ben-Zac con una strana espressione sul volto.
Dovrebbe essere gi qui, ma la puntualit non  esattamente la prima cosa che si osservi a Bbalon.
I compagni si guardarono attorno con aria stupita.
Oh, eccolo, finalmente! disse Bibo scrutando nella nebbia alle loro spalle.
I tre giovani si voltarono e scorsero la luce tenue di una lanterna attraverso la bruma. Si
avvicinava piano, oscillando avanti e indietro al passo di una creatura minuta.
Ben arrivato! lo salut Bibo.
La creatura sbuc dalla nebbia come un piccolo fantasma, reggendo il fuoco di Mthre sopra la
testa.
Lilo! esclam David vedendo comparire il piccolo ulo che avevano incontrato a Minerha.
Stai bene, allora! Temevo che Lychon ti avesse...
Gli uli sono pieni di risorse, giovane hbrom. Non  tanto facile ucciderli disse Lilo. Elfo...
aggiunse accennando un inchino.
Ohedn sorrise e fece il saluto militare degli arborei, portando il pugno destro sulla spalla
sinistra.
E il gigante devessere...
Macroc di RocOorc rispose Ben-Zac anticipandolo. Il re dei giganti.
Lilo chin il capo in segno di rispetto.
Salute a te, ulo rispose Macroc.
Quali notizie da Minerha? chiese Bibo.
Una guarnigione di giganti  giunta da RocOorc. Si sono alleati con i kruhl e hanno preso il
controllo della Citt Sotterranea. I cinri hanno tentato di opporsi, ma sono stati sconfitti.
Hancroc lusurpatore ha bisogno di un avamposto per estendere il suo dominio sulle Terre
dOriente riflett lhyburno. Se i troll fossero riusciti a superare Eburnea... lalleanza oscura
controllerebbe quasi tutta la Terra di Arcon, ormai.
Ben-Zac picchi il bastone sul ponte di legno.
Andate, ora! Lilo sar la vostra guida attraverso i territori nebbiosi e vostro compagno nella
guerra che verr.
Bene rispose David guardando lulo.
Buon coraggio, amici miei disse lhyburno fissandoli uno per uno. Ossidea etheranhim
aggiunse facendo scintillare gli occhi color del sole. Ossidea regni eternamente.
Cos la compagnia si rimise in viaggio verso occidente, seguendo la lanterna dellulo attraverso
la nebbia.
***
Nella cupola dalabastro, Kahs trattenne il respiro e sgran gli occhi, come se un dolore
improvviso avesse scosso la sua anima.
Lentamente si alz dal trono di Etheria e attravers la sala del cigno fino allarco dingresso;
una luce cupa e livida lo accolse allesterno.
Norian Rahin Grahal, il Signore Oscuro, percorse il giardino del cielo e si affacci dalle mura
di Vitra.
Una coltre di nubi, cupa e spaventosa come il mare in tempesta, incombeva sulla Citt del
Cielo, tingendo ogni cosa del colore dellacciaio.
Kahs guard le onde nel cielo e strinse il pugno dargento.
David Dream mormor serrando le mascelle, e quel sussurro vol oltre la grande cascata e
corse attraverso ogni ramo e radice, ogni pietra e cunicolo, ogni flutto di ruscello; corse tra le mura di
Gorbla e di RocOorc, corse tra le gallerie di Nankik e sfior le guglie di Numor Mora, finch
raggiunse anche il pi sperduto angolo della Terra di Arcon.
Ogni orecchio, di elfo o di cinghiale, sent sussurrare il nome del principe degli uomini e ritrov la speranza.
...
.
...
FINE.
...
.
...
GLOSSARIO.
.
Tutti i nomi e i termini del racconto
Alborhan
la Grande Radura nel cuore della Foresta Eterna
Alberi sacri
gli alberi millenari della Foresta Eterna
Arbora
la Foresta Eterna, regno degli elfi arborei
Arborei
gli elfi degli alberi, custodi della Foresta Eterna
Arcon (pr. rcon)
laltissimo
Arconia
la Terra di Arcon
Arconidi
i popoli della Terra di Arcon (Arconia)
Bbalon
la citt oltre la nebbia
Balagor
il re dei troll
Belufi
grandi creature del deserto, dalle zampe lunghissime, usate come cavalcature dai cinri
Bibo Ben-Zac
elettro, ultimo sopravvissuto del popolo degli hyburni
Bowler
professore di matematica alla J.R.R.
Brughi
popolo di Ilogdor travolto dalla furia dei troll
Campi Profumati
i campi dove i nuk nuk coltivano i loro fiori
Cinre
antico re e dio dei cinri
Cinri
popolo guerriero del deserto di Kalabh, dedito alla predoneria
Citt del Cielo
Etheria, capitale del regno degli elfi
Deserto di sale
deserto ricoperto di sale che separa le sponde occidentali dal regno di Ossidea
Druhm (torre di)
la torre di Vitra, dove viene imprigionato Kahs
Eburnea
territorio boscoso perennemente avvolto dalla nebbia
Elettri
custodi del fuoco di Mthre
Elfi
antica stirpe guerriera delle Terre dOccidente; a lungo regn sui popoli della Terra di Arcon
Erengroc
la reggia dei re dei giganti (letteralmente la rocca dei re)
Ermidh
il misterioso bosco tra i salici
Esercito degli uri
lesercito dei giganti
Etheri (pr. Etri)
gli abitanti di Etheria
Etheria (pr. Etria)
la Citt del Cielo
Etherion(pr. Etrion)
il lago del cielo dove nuota Galanthr
Figli di Holf
il popolo degli elfi
Figli di Hlof
il popolo dei nani
Frugo
giovane brugo
Galanthr
il cigno sacro di Etheria
Giganti
la pi possente fra le razze sorelle della Terra di Arcon (elfi, giganti, uomini)
Gobli
elfi volanti (anche se con gli elfi hanno poco a che fare); il loro morso  mortalmente velenoso
Glor
il monte oscuro
Gorbla
la capitale del regno del mare
Grulfus
il cinghiale, guardiano del bosco
Gurbl
il popolo del mare
Hancroc
giovane comandante della provincia di RocBuhr
Hyburni
antico popolo di Hyberin, combatterono contro i troll e furono sterminati
Hbrom
il popolo perduto nellantica lingua degli elfi
Ilo
vecchio elettro del popolo degli uli
Ilogdor
la terra dei brughi
Inuk
letteralmente pungiglione dellape; la spada donata a David dalla regina dei nuk nuk. La sua
puntura causa un dolore insopportabile
Irenroc
la regina dei giganti, moglie di RohOnroc e madre di Macroc
Kahn (spada di)
la spada di Cinre
Kahs
il signore oscuro
Kahuri
guerrieri delle montagne che combattono per Kahs
Kalabh
deserto di dune che circonda Minerha
Kroll
comandante troll dellesercito di Nerantro
Lahin
il limbo degli arconidi
Lidon
il padre di Ohedn, guerriero della Foresta Eterna
Lihenol
ufficiale dellesercito di Arbora
Lilo
elettro del popolo degli uli
Lorgo
uno dei lughi che traina la biga di Blagor
Lughi
creature mostruose che vivono nelle viscere della terra
Lumino
la casupola di Bbalon dove trova rifugio David
Lupantchi
creature del buio simili a lupi, ma pi grandi e terribili
Lychon
demone del buio, scacciato da Arcon per la sua crudelt
Macroc
il principe dei giganti, figlio di re RohOnroc
Mare di Mezzo
il mare che separa le Terre dOriente dalle Terre dOccidente
Minerha
la citt sotterranea
Miroh
la madre di Ohedn, del regno Boscoso
Mthre
la vetta pi alta dove arde il fuoco sacro degli elettri
Muhur
sostanza verde ricavata dal muschio con cui gli arborei colorano la propria pelle
Naab
il capo dei cinri
Nagr
il re dei gurbl
Naink nik
lantica regina dei nuk nuk
Nankik
il villaggio tra i fiori
Nbulo
il pladir che conduce David attraverso i territori nebbiosi
Nerantro
il regno del troll
Norian Rahin Grahal
il nome di Kahs quando era re degli uomini
Nuk nuk
popolo delle api, raccoglitori di nettare
Numor Mora
la citt morta
Ohedn
il giovane guerriero elfo di Arbora
Ohenel
lelfo ferito che giunge nella stanza di Davide e porta la richiesta di aiuto di Ossidea
Olor
il fiume sacro che nasce nella Citt del Cielo e scorre attraverso il regno di Ossidea (le sue
acque possono curare ogni male)
Ossidea
la regina degli elfi
Pladir
guardiani dei territori nebbiosi, anche detti guardianebbia
Popolo perduto
il popolo che govern sulla Terra di Arcon nellantico passato
RocBuhr
provincia meridionale del regno dei giganti
RocOorc
la Citt di Pietra, capitale del regno dei giganti
Rogo
uno dei lughi che traina la biga di Blagor
RohOnroc
il re dei giganti, padre di Macroc
Rownroc
soprannome con cui i giganti chiamano David Dream (letteralmente giovane roccia)
Rucohc
capra di montagna dal pelo lungo e folto
Senunte
antico re degli elfi
Taharan
il corno di viaggio
Terra di Arcon
la terra degli elfi e dei giganti, dei gurbl e dei kahuri, nascosta tra le pagine del libro
incompiuto
Territori nebbiosi
territori boscosi perennemente avvolti dalla nebbia (vedi Eburnea)
Tiach
giovane tuh che guida David e Ohedn attraverso il deserto di Kalabh
Troll
popolo barbaro e spietato, costretto a vivere nelle viscere di Nerantro per sfuggire alla luce del
sole
Tuh
misterioso popolo del deserto; i tuh possono correre veloci come lepri sulle dune sabbiose
senza mai stancarsi
Throl
carceriere di Nerantro
Thorroc (pr. Torroc)
capitano della guardia reale di RocOorc e comandante in capo dellesercito degli uri
Trog
nano di Minerha
Uli
antico popolo di Arconia, di corporatura minuta e cervello fino
Uri
grandi bovini allevati dai giganti (la stessa parola  talvolta utilizzata per indicare i soldati
dellesercito degli uri)
roc
il dio dei giganti
Vitra
la reggia del cielo dove vive la regina Ossidea
...
.
...
FINE.